Il mito in 12 vini: Champagne Salon, l’eccelenza delle bollicine
La storia della piccola Maison Salon, classe 1911, assomiglia molto alla trama di un romanzo neorealistico. L’avventura ha inizio con un uomo, Eugène Salon, figlio di un artigiano che fabbricava ruote per i carri. Ben presto il giovane Eugéne lasciò la vecchia bottega per vivere la bella città di Parigi e provare a fare fortuna in un settore diverso, le pellicce. Eugéne vestì nomi illustri della storia, dai principi russi alle cortigiane spagnole riscuotendo un gran successo in quell’epoca folleggiante che è stata la Belle Epoque. Per divertirsi, il brillante Eugène, tra donne ed amici, acquista un ettaro di vigneto in uno dei Cru più famosi della Champagne, Le Mesnil – sur – Oger, che con il suo particolare terroir, conferisce al vino un’affilata freschezza e sottigliezza aromatica nel corso del tempo…oggi come allora.
All’epoca, questa micro produzione era destinata esclusivamente al consumo interno alla famiglia proprietaria ed a un ristretto giro di loro amici, ben felici di poter finalmente bere un grande Champagne, tenuto conto che la qualità media dell’epoca era considerata poco interessante. Da qui la scelta delle migliori parcelle disponibili sui terreni di Mesnil sur Oger, il regno dei Blanc de Blancs, e l’inizio di una produzione di un grande Blanc de Blancs, uno dei primi in assoluto. Dal 1920 si passò alla commercializzazione destinata al pubblico, e quindi fu creato anche il marchio, tra i più elitari di quell’epoca, ma tutto sommato anche oggi il prestigio, la classe, l’esclusività di Salon è rimasta intatta. Forse perché non è proprio di tutti i giorni concedersi il lusso di bersi un vino che dalla sua nascita ha avuto solo una trentina di millesimi messi in vendita, venduti ovviamente a caro prezzo, anche se in questo caso sarebbe meglio definirlo costoso e non caro, e quindi diventando uno di quei vini di cui si parla tanto ma se ne beve poco. Nel 1943 Eugène muore.
Un anno dopo sbarcano in Francia gli Alleati. Tra gli attori del periodo bellico c’è Bernard de Nonancourt, discendete dei Lanson da parte di madre, il quale, disobbedendo agli ordini del comando americano (con la benedizione di Leclerc) guida il commando che espugno il “nido d’aquila” di Hitler, il famoso covo Berteschgaden.
Nel covo ci sono più di 500.000 bottiglie che i nazisti trafugarono nei caveau delle cantine francesi più prestigiose dal Bordeaux, alla Borgogna e…. i grandi vini di Champagne. Bernard de Nonancourt e i suoi uomini festeggiarono l’evento aprendo una bottiglia che trovarono in una delle casse. C’era scritto sull’etichetta: Salon 1928. Una grande annata, il cui gusto rimarrà per sempre nella memoria di Nonancourt il quale promise che se un giorno tale spettacolo fosse stato in vendita l’avrebbe comprato. Dopo la guerra, Bernard creò con successo il marchio Laurent – Perrier, acquistato da Lanson nel 1925. Pochi anni dopo acquistò Salon mantenendo così la sua promessa.
Oggi l’azienda conta una ventina di ettari, gli stessi fin dall’inizio del secolo scorso. In poco più di un secolo solo 37 millesimi da Chardonnay in purezza! ” Negli anni ’80, abbiamo prodotto solo quattro annate e nulla tra il 1990 e il 1995. Tuttavia 95, 96 e 97 sono stati comunque imbottigliati. Non è stata prodotta l’annata 98 perché mancava di acidità , ” dice il suo direttore Didier Depond .
Salon tiene molto a lungo le sue bottiglie in cantina prima della commercializzazione (il 99 è già in vendita presso alcuni rivenditori indipendenti) e mantiene stabilmente nelle sue cantine tra dieci e dodici annate diverse. Le bottiglie- 80 000 in media per ogni annata- sono in vendita solo quando l’enologo e il direttore ritengono sia raggiunta la sufficiente maturità. Non è un evento raro che qui si inverta la marcia del tempo offrendo l’88 prima dell’85, considerato ancora troppo giovane. Una degustazione di vecchie annate della marca è ovviamente un evento raro e particolarmente squisito.