• Lun 19 Gen 2026

Fermento Milano: un viaggio tra i migliori vini della IX edizione

Fermento Milano: la IX edizione

Giunta alla IX edizione, Fermento Milano – la kermesse organizzata dalla Delegazione di Fisar Milano – è andato in scena domenica 26 ottobre 2025, in una location davvero prestigiosa, l’Hotel Meliá di Milano e con una grande partecipazione di pubblico costituito da addetti al lavoro, aspiranti sommelier e appassionati.

Il banco dei profumi a Fermento Milano
Un dettaglio del banco dei profumi

I numeri dell’edizione 2025

I numeri: oltre 1000 enoappassionati (di cui: 100 Accreditati tra Horeca, Stampa e Professionisti del Settore; 225 partecipanti alle Masterclass e 650 ai Banchi di Assaggio), 76 produttori presenti, provenienti dall’Italia e da Paesi stranieri, con 400 etichette proposte e nove Masterclass tematiche, a cui è stato possibile partecipare sia in presenza sia on line. Imperdibile occasione per conoscere e incontrare realtà vitivinicole, conversando in un clima conviviale con i rappresentanti delle singole Cantine, i produttori e i sommelier di supporto con la loro professionalità e la loro grande disponibilità (70 Associati Collaboratori FISAR, di cui 22 Sommelier e numerosi relatori).

Attraverso l’Enoteca di Fermento sarà possibile acquistare a prezzi vantaggiosi i vini proposti durante i banchi di assaggio; è stato inoltre potenziato il canale di vendita online disponibile fino al 15 novembre al link: https://enoteca.fermentomilano.shop

Fermento Milano 2025: i banchi di assaggio

Le cantine e le degustazioni

Le righe che seguiranno saranno dedicate alle recensioni di alcuni vini degustati che mi hanno particolarmente colpito precedute da una breve descrizione dell’azienda.

Azienda Agricola Col Parè – Tarzo (fraz. Arfanta – TV)

Fin dal 1995, a metà strada tra i comuni di Valdobbiadene e Conegliano, si trova, nella piccola frazione di Arfanta in comune di Tarzo, l’azienda a conduzione famigliare Col Parè,dal nome di una collina della zona; l’Azienda dispone di circa 10ha di vigneto, lavorati con passione e rispetto per la natura. Oltre alle varietà autoctone – come glera, verdiso, bianchetta trevigiana – sono stati introdotti anche vitigni PIWI, come muscaris e solaris, per ridurre l’impatto ambientale, un obiettivo avvalorato dalla certificazione Biodiversity Friend.

La glera utilizzata per questo metodo Charmat arriva da vigneti posti a fondo valle e caratterizzati da una buona ventilazione; il residuo zuccherino finale dello spumante in degustazione è di 8g/l. Tonalità giallo paglierino scarico di ottima luminosità, con perlage fine e persistente; al naso, i profumi richiamano le note tipiche della varietà, dalla mela e pera alla pesca bianca, pompelmo e fiori di acacia; il sorso è piacevole e gustoso, con una vivace freschezza e un sottofondo di buona sapidità.

Verdiso – Colli Trevigiani IGT – 2024

Un vino ancestrale, fermentato in bottiglia, da un vitigno indigeno e storico del territorio; giallo verdolino alla vista, colpisce per la sua spiccata nota citrica avvolta da sentori di frutta a pasta bianca e di erbe aromatiche. Buona la corrispondenza naso bocca con l’agrumato in primo piano, un tipico petillant e un finale decisamente sapido.

Solaris – Veneto IGT – 2024

In degustazione anche due PIWI; uno di questi – il solaris – è stato creato in Germania negli anni ’70 del secolo scorso. Si riconoscono fiori di campo, oltre a un evidente fruttato che parla di pesca, ananas e frutto della passione; morbido in bocca, secco, abbastanza caldo dal finale sapido e persistente; nel suo complesso, un vino delicato, fresco e molto piacevole.

Muscaris – Veneto IGT – 2024

Questa seconda varietà PIWI è ottenuta incrociando il gelber muskateller (moscato bianco) e il solaris; nel calice, si presenta con un giallo paglierino carico e un ampio quadro di profumi quali la violetta e il glicine oltre all’arancia e alle mandorle caramellate. Davvero interessante e piacevole alla beva, con buona morbidezza e freschezza e un retrogusto delicatamente speziato.

www.colpare.it

Le bottiglie dell'Azienda Agricola Col Parè

Casa Benna – Castell’Arquato (PC)

Tra le colline piacentine troviamo Casa Benna, di proprietà della famiglia Molinari dal 1916, da sempre molto attenta al lavoro in vigna e ai dettagli in cantina; gli undici ettari vitati, allevati su suoli di natura argillosa ricchi di ossidi di ferro, ospitano alcune delle uve tipiche del territorio, in grado di valorizzare le singole zone, in concetto di “cru” alla francese. La cantina, con marchio FIVI, abbraccia in pieno i valori della sostenibilità, dalla vendemmia manuale al recupero dei sarmenti, al disuso di erbicidi, alla vangatura, all’impianto fotovoltaico per l’energia necessaria alle diverse attività.

Genuis – Ortrugo dei Colli Piacentini DOC – 2024

Il nome di fantasia del vino è un neologismo formato dalle parole genuino e genius; protagonista una varietà autoctona del piacentino – l’ortrugo, in dialetto “altra uva” – in blend con una piccola percentuale (8%) di trebbiano romagnolo. Dopo una prima fermentazione a temperatura controllata, segue la presa di spuma con metodo Martinotti. Ne deriva un vino con una beva dalla piacevole freschezza e con un quadro olfattivo di biancospino, fiori di pesco e frutta a pasta bianca, oltre a note minerali; in bocca, la bollicina è cremosa e avvolgente nonché arricchita da una delicata sapidità.

Luce di Selce – Colli Piacentini DOC Malvasia – 2024

Una “prorompente” malvasia di Candia aromatica che conquista già alla vista con un bel colore giallo paglierino luminoso, mentre al naso si possono avvertire note di fiori d’acacia, frutta tropicale candita, mandorle caramellate, miele; sorso secco, fresco, persistente e con un finale salmastro che rimanda a sbuffi balsamici e alla frutta secca.

Pervinca – Emilia IGT Rosso – 2023

Questo prodotto di casa Benna mi incuriosisce per il vitigno utilizzato, l’ervi, una varietà ottenuta negli anni ’70 dal prof. Fregoni incrociando barbera e croatina; nel calice, si presenta con una tonalità rosso rubino intenso che richiama il colore del fiore elegantemente raffigurato in etichetta. All’olfatto, si riconoscono sentori di fiori secchi, prugna disidratata, spezie scure, sottobosco; una parte del vino sosta in botte grande di rovere di Slavonia per circa quattro mesi. Sorso diretto, morbido, di buon equilibrio e dal tannino molto lieve.

www.casabenna.it

Le bottiglie di Casa Benna

Casata Mergè – Roma

Il territorio storico tra Frascati e Monte Porzio Catone, appena fuori la capitale d’Italia e luogo di villeggiatura per gli antichi Romani, rappresenta l’ideale per la coltivazione di vitigni autoctoni, grazie ai suoli vulcanici e al clima mediterraneo. Qui la famiglia Mergè, arrivata alla quarta generazione, si dedica allevamento dei vitigni malvasia puntinata, bellone, trebbiano, bombino bianco, biancolella, pecorino, cesanese comune, montepulciano, sangiovese, oltre agli internazionali sauvignon, chardonnay, syrah, merlot, cabernet sauvignon e pinot nero.

Sesto 21 – Sauvignon – IGP Lazio – 2024

Dalla linea “Sesto 21” – in riferimento al corrispettivo sesto d’impianto – un intrigante sauvignon blanc che mi sorprende fin da subito con un colore giallo paglierino dalle sfumature verdoline e dal ricco quadro di profumi: fiori d’acacia e bosso, mentuccia selvatica, foglia di pomodoro, finocchietto e lime; al palato, presenta una piacevole verve acida e una buona sapidità, con una sensazione retrolfattiva che porta a pensare a una bella spremuta d’arancia.

1960 – Cesanese – IGP Lazio – 2024

Il 1960 segna l’inizio dell’avventura dell’azienda Mergè e questo vino vuole essere un omaggio a quegli anni e alla storia di famiglia; il vitigno autoctono del territorio ciociaro, il cesanese, passa due mesi in barrique e, al naso, rivela un fruttato maturo di prugna, mora e ribes nero, amalgamato con sentori di sottobosco. Grintoso al gusto, di corpo, dall’acidità vestita e un tannino in evidenza su un fondo balsamico.

www.casatamerge.it

I vini di Casata Mergè

Il Palagione – San Gimignano (SI)

Un antico podere colonico del 1594, situato lungo la strada panoramica che collega San Gimignano a Volterra, si è trasformato in una bella realtà vitivinicola con annesso agriturismo. Il Palagione, oggi della famiglia Comotti originaria di Milano, si trova infatti su una morbida collina, circondato da vecchi vigneti e oliveti; dal 1995, la produzione prevede non solo le tipiche eccellenze toscane come la vernaccia di San Gimignano e il Chianti dei Colli Senesi ma anche l’olio extravergine d’oliva, con certificazione Bio dal 2007.

Hydra – Vernaccia di San Gimignano DOCG – 2024

A Fermento Milano 2025, Il Palagione ha posto in degustazione tre differenti interpretazioni della “regina bianca in una terra di re rossi” che, nel 1993, ha ottenuto la massima denominazione, unica varietà a bacca bianca in Toscana: parliamo della vernaccia di San Gimignano, in questo caso allevata su terreni di argille tufacee con un’esposizione nord-orientale. Nel calice, il colore è giallo paglierino scarico con qualche riflesso verdolino, con profumi intensi di biancospino, mela, pesca bianca e anice; di media struttura, presenta una vena acida e una ricca sapidità, con un sottile finale di mandorla amara.

Lyra – Vernaccia di San Gimignano DOCG – 2022

Una vernaccia importante, di spessore, definita dal produttore “vino gastronomico”, proveniente da otto ettari di parcelle ricche di sabbie e ciottoli marini. Il 10% del vino matura in tonneau da 500 litri con una permanenza sulle fecce fini per almeno dieci mesi con frequenti bâtonnage; ciò determina una tonalità delicatamente più dorata del precedente vino e sentori di foglie di tabacco, di sottobosco e un accenno di pietra focaia; avvolgente e morbido al palato, con un’impronta a fresca e sapida.

Ori – Vernaccia di San Gimignano DOCG Riserva – 2023

Infine, l’ultima degustazione è dedicata alla vernaccia riserva; dopo macerazione a freddo e pressatura soffice segue la fermentazione: il 30% in acciaio a basse temperature e il rimanente 70% in tonneau di rovere opportunamente refrigerati, tramite piastre all’interno per evitare la fermentazione malolattica. La particolare lavorazione regala al vino un carattere burroso che fa da sottofondo a piacevoli note floreali, fruttate e di spezie dolci; spicca l’albicocca candita, la vaniglia, lo zafferano e la mandorla, mentre il sorso è naturalmente ricco, di elegante freschezza e mineralità.

www.ilpalagione.com

I vini de Il Palagione a Fermento Milano

Tenuta Montemagno – Montemagno Monferrato (AT)

Immersa nella meravigliosa campagna del Monferrato, la Tenuta Montemagno – in passato un casale del XVI secolo – è oggi un elegante Relais di proprietà della famiglia Barea, dedicato al benessere e luogo perfetto per diverse occasioni importanti, come matrimoni, convention aziendali o soggiorni in assoluto relax; la produzione vinicola rimane però l’attività primaria. L’azienda è certificata Bio e, in circa cento ettari di vigneto, sono allevate le uve più tipiche del territorio (malvasia di Casorzo, barbera, grignolino, ruchè e, più di recente, timorasso). I suoli sono argilloso-calcarei e le vigne godono di un’esposizione a sud-ovest.

TM – Metodo Classico Brut – VSQ – 2019

Per la tenuta Montemagno sono fondamentali i passaggi per la lavorazione delle proprie uve, come per questa barbera spumantizzata, proposta a Fermento Milano: produzioni limitate, defogliazione della vigna per assicurare un’adeguata aerazione dei grappoli selezionati, raccolta manuale con cassette di piccole dimensioni. Questo spumante sosta sui lieviti per 24 mesi e si caratterizza, nel calice, per una tonalità giallo paglierino con lievi sfumature ramate oltre che per il perlage molto fine e persistente; i profumi sono intensi e profondi, con richiami alla caratteristica crosta di pane, ai fiori di campo e alla frutta rossa poco matura. Il sorso, croccante e stuzzicante, è caratterizzato da una buona acidità e da un’intrigante sapidità che ne prolungano la persistenza.

www.tenutamontemagno.it

I vini della tenuta Montemagno a Fermento Milano

La Spia – Andevenno (SO)

Il nome della giovane cantina La Spia in Valtellina si riferisce a un costone roccioso nella sottozona Sassella, che identificava un’antica postazione di avvistamento e controllo del 1600 fin dai tempi della dominazione dei Grigioni; dopo diversi passaggi di proprietà, appartiene oggi alla famiglia Rigamonti, che si occupa della coltivazione della chiavennasca nei 4,5 ettari vitati su suoli dalla scarsa profondità e dalla tessitura prevalentemente sabbiosa

Alpi Retiche bianco IGT – 2024

Un piacevole bianco da pressatura soffice di nebbiolo ottenuto maturando circa un terzo della massa in barrique usate. Fresco e invitante, dal colore paglierino scarico, questo vino spicca per un olfatto ricco di profumi di mela verde, fiori di campo, bergamotto, mandorla ed erbe aromatiche; il sorso è morbido, dalla succosa acidità e piacevole sapidità.

PG40 – Valtellina Superiore DOCG  Sassella – 2021

Un vino che ha ottenuto numerosi riconoscimenti prodotto da uve nebbiolo in purezza allevate nei vigneti storici di famiglia inerpicati sui ripidi pendii di roccia; vinificato in serbatoi troncoconici in acciaio con lunga macerazione sulle bucce, effettua l’invecchiamento in grandi botti di rovere da 10/30 hl per almeno due anni. Nel calice appare rosso rubino poco intenso, mentre al naso si offre molto elegante, con profumi di apertura quali rosa e violetta seguiti dai sentori di piccoli frutti di bosco maturi oltre che da spezie e vegetale secco; asciutto e avvolgente in bocca, con una bella acidità e tannini setosi che accompagnano il vino in una lunga persistenza aromatica.

MR72 – Valtellina Superiore DOCG Riserva – 2018

A Fermento Milano, La Spia ha presentato anche il suo Valtellina Superiore Riserva, prodotto solo in alcune annate caratterizzate dalle giuste condizioni; il 50% delle uve subisce appassimento per 75 giorni; dopo la vinificazione, il vino matura in tonneau – da cinque e dieci ettolitri – per tre anni ai quali seguono 30 mesi di affinamento in bottiglia. Granato scarico alla vista, rivela profumi di frutta rossa in confettura, erbe balsamiche, cacao, tabacco; il sorso, croccante e ricco, svela una tannicità ben integrata e un finale decisamente lungo con richiami di liquirizia.

www.laspia.wine

I vini de La Spia a Fermento Milano

Azienda Agricola Le Strie – Ponte in Valtellina (SO)

Cantina FIVI, la società agricola Le Strie -nata nel 2003 – lavora, in modo artigianale e tradizionale, circa due ettari e mezzo di vigneto destinati al nebbiolo valtellinese. Una curiosità: il nome “Le strie” si rivolge all’antico folklore popolare camuno, legato alla presenza di streghe nella zona. Paradossalmente, le due coppie di giovani viticoltori alla guida della cantina non sono originarie del luogo, ma provengono da differenti regioni, sebbene entrambe siano motivate da un obiettivo comune: produrre vini in grado di esaltare le caratteristiche della chiavennasca e del suo territorio. Sono stati necessari interventi, talvolta drastici, soprattutto in vigna, come la riconversione del sistema di allevamento a Guyot per tutte le piante e la gestione dei gradoni terrazzati, che giungono fino a 650 metri di quota.

Valtellina Superiore DOCG – 2011

Stefano Vincentini – tra i fondatori della cantina – mi guida nella degustazione di questo rosso, prodotto da chiavennasca dei vigneti delle sottozone di Sassella e Valgella. Il vino sosta in botte grande per tre anni e alla vista rivela la tipicità del vitigno e della sua età, ovvero un rosso granato tendente all’aranciato molto scarico; all’olfazione presenta note di frutta in confettura, sottobosco, fiori appassiti, spezie, tipiche di un nebbiolo evoluto, mentre in bocca è profondo, di corpo, con un tannino ancora avvolgente.

Le uve, dopo appassimento naturale per circa tre mesi, sono lavorate e vinificate con lieviti selezionati; la successiva maturazione avviene in botti di rovere per oltre due anni e ulteriori quattro in vetro prima della commercializzazione del vino. Color amaranto, di grande struttura e potenza, con profumi di ciliegia sotto spirito, incenso, rabarbaro, pepe nero, frutta secca; ancora grintoso con buona freschezza e tannicità.

www.lestrie.it

I vini de Le Strie a Fermento Milano

Cantina Sassarini – A Scià – Monterosso al Mare (SP)

Altri terrazzamenti e muretti a secco, questa volta siamo, però, in Liguria, nell’affascinante “palcoscenico” delle Cinque Terre, dove dal 1968 la famiglia Sassarini ha iniziato a produrre un vino locale, cinque anni prima della sua consacrazione a DOC. Negli anni la cantina si è rinnovata, consolidando la tradizione enoica di un’area vitivinicola tra le più originali e uniche del panorama italiano; bosco, albarola e vermentino sono le varietà di vite protagoniste in un territorio difficile e decisamente “eroico”.

Nel 2014, la signora Marzia Raggi, moglie di Sassarini, decide di fondare una nuova realtà vitivinicola, A Scià, potendo contare su quattro ettari vitati, diventando di fatto la conferitrice delle uve alla cantina del marito, la sua “spalla agricola”.

Cinque terre DOC – 2024

Dall’uvaggio classico – bosco, albarola e vermentino – un vino piacevolmente fresco e di facile beva; dopo la vinificazione sono effettuati un paio di bâtonnage settimanali per almeno quattro mesi.

Nel calice il colore è giallo paglierino abbastanza carico, con profumi intensi di fiori bianchi, frutta a polpa gialla – ananas, mango, melone – e sfumature di mineralità; avvolgente al palato, presenta una spalla acida importante e un finale ammandorlato.

A Scià – Cinque terre DOC – 2023

Il nome di questo vino in dialetto ligure significa “la signora” ed è dedicato a tutte le donne del vino, come riportato in etichetta; le stesse uve del precedente, allevate a Monterosso e Vernazza, vengono fermentate in acciaio per maturare successivamente in barrique di ciliegio, rovere e castagno di primo e secondo passaggio per circa sei mesi.

Alla vista, si presenta di un paglierino decisamente intenso, mentre al naso si rivela elegante con note floreali, di tabacco biondo e di spezie dolci; di corpo, caldo e profondo al sorso e dalla freschezza e sapidità ben bilanciate fra loro.

Bucce – Vino bianco – 2023

Due anni fa ha ottenuto il prestigioso riconoscimento come Miglior vino ligure del 2023 – The Wine Advocate di Robert Parker; certamente un prodotto importante, di punta, definito dalla mia simpatica interlocutrice “vino ciccione”. La fermentazione a contatto con le bucce dura dai 3 ai 5 giorni con i lieviti indigeni; dopo la svinatura, la fermentazione continua in acciaio ed è seguita da un periodo di maturazione di 14 mesi sulle fecce con bâtonnage in grande botte di legno, che ne aumentano complessità, spessore e rotondità.

Di colore giallo paglierino carico con profumi evoluti di agrume candito, fiori di ginestra, mandorla, vaniglia ed erbe della macchia mediterranea; gusto ricco e rotondo, leggermente sapido, di buona freschezza.

Cinque terre DOC Sciacchetrà – 2020

Vino iconico del territorio, sempre ottenuto da bosco (almeno al 60%), albarola e vermentino, capace di offrire all’assaggio grandi emozioni; i grappoli selezionati sono fatti appassire e vinificati non prima del primo ottobre dell’anno di vendemmia. I grappoli appassiti sono sgranati a mano e pigiati; dopo la fermentazione e la svinatura il vino sosta per quattro anni in serbatoi di acciaio.

Tonalità di un giallo dorato luminoso con strie ramate, al naso regala una notevole complessità olfattiva, dalla frutta candita, alle erbe aromatiche, dal miele d’acacia alle note iodate; in bocca, corpo voluminoso, buona freschezza, tipicamente dolce ma senza essere stucchevole.

www.cantinasassarini.com

I vini di Cantina Sassarini a Fermento Milano

Fattoria di Bacchereto – Carmignano – Fraz. Bacchereto (PO)

Dal 1925 Fattoria di Bacchereto – a pochi chilometri da Carmignano, in provincia di Prato – è di proprietà della famiglia Bencini Tesi; la tenuta ha una grande estensione, con 167 ettari, tra i 200 e 500 metri s.l.m., tra boschi, frutteti, castagneti, uliveti e naturalmente vigneti (8 ha), allevati secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica, tra cui il sovescio, l’estirpazione manuale di erbe infestanti, l’utilizzo attento di zolfo e rame per le malattie e di lieviti indigeni.

Sassocarlo – Bianco Toscano IGT Terre a mano – 2022

Da uve di malvasia bianca lunga e trebbiano toscano, provenienti da vecchie vigne di circa 50 anni, un bianco macerato molto interessante in degustazione a Fermento Milano; i suoli sono tipicamente calcareo-marnosi, tipo alberese, con presenza di scisti e arenarie. L’età delle piante rivela un colore delle bucce degli acini virato verso il rosato, colpite spesso da botrite; dopo una macerazione sulle bucce di circa cinque giorni, segue la fermentazione spontanea in vasche di cemento e quella malolattica in tonneau. Negli stessi tonneau, infine, il vino matura per due anni durante i quali sono svolti regolari bâtonnage.

Al calice, si presenta di un dorato vivace dalle leggere sfumature color ambra; profumi intensi di ginestra, curcuma, zafferano, agrume amaro. Al palato, è di corpo, secco con un sottofondo di leggera tannicità e un accenno di ossidazione, per nulla fastidiosa.

Carmignano DOCG – Terre a mano – 2021

Prodotto con sangiovese al 75%, canaiolo al 15% e cabernet sauvignon al 10%, questo rosso toscano, al termine della vinificazione, matura in botti di rovere di Allier esauste da 350 litri per circa due anni, con successivo affinamento in bottiglia per sei mesi. Vino potente, grintoso, di buona longevità, che si contraddistingue per i suoi profumi di marasca, pot-pourri, foglia di tabacco essiccata, cuoio, spezie; molto caldo in bocca, di buona freschezza e dal tannino fitto, che allunga il sorso con buona persistenza, sottolineata da un fondo di liquirizia.

www.fattoriabacchereto.it

I vini della Fattoria di Bacchereto a Fermento Milano

Cantina Laimburg – Vadena (BZ)

Questa cantina fa parte del Centro di Sperimentazione Laimburg, fondato nel 1975, punto di riferimento per la ricerca scientifica applicata all’agricoltura e alla trasformazione agroalimentare in Alto Adige. Sono 20 gli ettari a disposizione dell’Azienda Agricola Laimburg, dislocati in svariate zone viticole dell’Alto Adige, con altitudini comprese tra i 200 e 750 metri e con suoli molto diversi tra loro, dalla ghiaia morenica, a quelli alluvionali alternati a rocce calcaree e terreni limosi. Accanto ai classici vitigni altoatesini, la cantina si è interessata negli anni anche a varietà internazionali e ibride quali tannat, petit verdot, solaris, cabernet cortis.

Riesling Alto Adige DOC – 2022

Dai vigneti in zona Bressanone, a 700 metri di altitudine, arrivano le uve per questo affascinante vino che matura per il 50% in serbatoi di acciaio, l’altra metà in botte di legno grande (saltuariamente con bâtonnage) per circa dieci mesi. Limpido e luminoso alla vista, si esprime con la tipicità del vitigno, con sensazioni di fiori bianchi, albicocca, pesca e leggere note di idrocarburi; verticale, fresco e avvolgente al palato, elegantemente bilanciato, con un bel finale agrumato e sapido.

Gewürztraminer Riserva Alto Adige – 2023

I suoli morenici, alluvionali-sabbiosi e ricchi di porfido nei dintorni di Caldaro e Merano sono il teatro ideale per l’aromatico per eccellenza, il gewürztraminer, che conquista già alla vista con le sue tonalità brillanti e dorate nel bicchiere, per proseguire con gli emozionanti e marcati profumi di litchi, rosa, viola, spezie dolci; il corpo è deciso, sicuramente molto caldo ma piacevolmente sostenuto dall’acidità e dalla mineralità.

www.laimburg.bz

I vini di Cantina Laimburg a Fermento Milano

Podere Conca Bolgheri – Castagneto Carducci (LI)

Il nome è un omaggio al podere ottocentesco che si trova lungo il celebre viale dei cipressi di carducciana memoria, a pochi chilometri dalla costa tirrenica; il terreno di dieci ettari ospita diverse varietà di olivo, mentre 5 sono vitati. La cantina, certificata Bio dal 2019, è relativamente giovane, con una squadra tutta al femminile (enologa-agronoma compresa), che si dedica alla produzione di vino con grande passione e trasparenza, orientata alla ricerca della qualità e di obiettivi sempre più audaci.

Elleboro – Bolgheri DOC bianco – 2024

Il nome si rifà all’Helleborus, fiore della famiglia delle Ranuncolacee rappresentato nell’etichetta della bottiglia; partecipano alla realizzazione di questo bianco le uve di viognier (75%), chardonnay (20%), sauvignon (5%). Il vino sosta in acciaio sulle fecce fini, prima della sua commercializzazione, per quattro mesi, con ripetuti bâtonnage.

Alla vista, si veste di un giallo paglierino con strie dorate, mentre al naso esplodono le note spiccate di frutta esotica, di salvia, di agrumi dolci; l’attacco al palato è diretto, fragrante, di grande acidità e sapidità.

Agapanto – Bolgheri DOC rosso – 2021

Anche in questo caso un omaggio a una bellissima pianta erbacea che produce fiori blu, disegnati in etichetta; un taglio per la maggior parte di cabernet sauvignon, il resto suddiviso tra cabernet franc e ciliegiolo; è maturato in barrique di secondo e terzo passaggio per un anno.

Di color rosso rubino poco trasparente nel bicchiere, si apre sulle note di frutta rossa matura per proseguire con accattivanti profumi di marasca, sottobosco e pepe nero; struttura importante, esuberante, caratterizzata da una sensazione di pseudo calore e da una trama tannica fitta che allunga il sorso in un finale lungo e appagante.

Apistòs – Costa Toscana IGT – 2021

Sicuramente il “Top di gamma” di Podere Conca e la simpatica signora Silvia Cirri mi accompagna nella degustazione di questo incredibile vino, come indicato dalla parola Apistós dal greco ἄπιστος, che tradotta significa proprio incredibile e che, nell’immaginario della cantina, rappresenta un fiore inesistente e per questo unico e straordinario. Il cabernet franc in purezza viene vinificato in vasche di cemento per circa un mese e, in seguito, il vino matura in barrique di rovere di primo e secondo passaggio per 16 mesi; il suo nome conferma realmente l’ottima qualità e la grande eleganza già dal primo sorso.

Colore rubino vivace con unghia tendente al granato; al naso si percepiscono eleganti sentori fruttati, avvolti da note varietali vegetali, di cacao e di vaniglia, mentre al sorso si fa notare per la sua struttura, la sua alcolicità importante in equilibrio con il tannino marcato. Decisamente un ottimo prodotto dal finale molto lungo.

www.podereconcabolgheri.it

I vini di Podere Conca Bolgheri a Fermento Milano

Tenuta Santa Caterina – Grazzano Badoglio (AT)

Questa splendida azienda, nel cuore del Monferrato Astigiano, è un tuffo nel passato che ci rimanda alle sue origini, quando la struttura venne registrata nel 1737 come tenuta agricola: una storia antica e interessante che merita di essere approfondita e che parla della bellezza di un luogo, dei suggestivi portici, dei bellissimi giardini all’italiana e delle vigne che circondano l’antica residenza e, ancora, delle restaurate scuderie e dell’infernotto (infernòt in piemontese), un locale sotterraneo profondo 17 metri scavato nella roccia – una calcarenite localmente chiamata tufo – e divenuto patrimonio Unesco. La Tenuta dispone di venti ettari allevati secondo i principi dell’agricoltura simbiotica (utilizzo di fertilizzanti organici e trattamenti biologici per il trattamento delle acque reflue), dove si trovano a dimora i vitigni più tipici del Monferrato.

Sorì di Giul – Freisa d’Asti DOC Superiore – 2018

Le uve di freisa, vendemmiate manualmente, provengono da un vigneto di proprietà con esposizione a sud-est a circa 350 metri di quota con suoli ricchi di argille miste a sabbie. Il vino, dopo la fermentazione spontanea con lieviti indigeni, matura in botti miste di rovere per almeno venti mesi. Tipicamente granato trasparente alla vista, presenta al naso sentori di viola, pot-pourri, vaniglia, polvere di cacao amaro; in bocca, è austero, di buona struttura e dalla trama tannica presente ma ben modellata e la cui qualità lascia intuire la stretta parentela con il nebbiolo.

Setecàpita – Barbera d’Asti DOCG – 2019

Questa Barbera d’Asti DOCG – in degustazione a Fermento Milano – Riporta l’etichetta della bottiglia: Il curioso nome Setecàpita, di origine dialettale veneta, è un omaggio a un contadino che per cinquant’anni ha coltivato questo vigneto e che utilizzava come intercalare “setecàpita”, un modo di intendere e “sentire” la vita.

Stessa lavorazione e stesso affinamento del vino precedente per questa barbera in purezza; si rivela potente ed espressiva, dal colore rosso rubino intenso, con profumi che spaziano dalla frutta rossa matura alle note di liquirizia fino alle spezie e al rabarbaro.

Illegale – Monferrato DOC Nebbiolo Superiore – 2021

In questo caso il nome del vino fa riferimento al divieto di indicare “nebbiolo” in etichetta accanto alla denominazione Monferrato anche se, dal 2019, una modifica del disciplinare lo ha reso possibile. I vigneti, esposti tra sud e sud-ovest, presentano suoli prettamente calcarei che regalano eleganza e longevità; svolge la maturazione in fusti di rovere da 30 ettolitri per almeno un anno e, successivamente , affina in bottiglia per sei mesi.

Rubino scarico alla vista, si veste di profumi delicati di lampone, sottobosco, vaniglia; palato immediato, meno austero del solito, di buona freschezza, giustamente tannico.

www.tenuta-santa-caterina.it

Le bottiglie di Tenuta Santa Caterina a Fermento Milano

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