Il vino del sabato: 257 bollicine di classe: il Verduzzo trevigiano secondo Casa Plave
La pianura trevigiana…l’orizzonte chiuso a settentrione dalla linea ondulata delle Prealpi venete e a sud dal mare. E poi… il Piave che, dopo essere sceso dalle montagne del Cadore, aver costeggiato Longarone – dove ancore il dolore del Vajont si respira nell’aria e si osserva nelle ferite inferte ad una terra di povertà ed emigrazione – e aver attraversato l’alta pianura così carica di storia e di sangue, lentamente si avvia verso la foce.
Nei millenni, il Fiume ha formato, forgiato e poi ancora modificato questa bassa pianura, lasciando suoli talvolta più pingui e profondi, talvolta più sabbiosi e magri.
Siamo a San Polo di Piave, sulla sponda sinistra del Piave stesso, nel cuore vitivinicolo della pianura veneta orientale. La zona è ormai da decenni dominata dai vitigni internazionali e, in tempi più recenti, dalla glera, alla base del Prosecco Doc.
La storia, però, non si può né si deve dimenticare: ecco così resistere, imperituri ricordi di ciò che era e che dovrà continuare a essere, alcuni vitigni tradizionali: il Raboso (o meglio il Raboso Piave e il Raboso veronese, ma questa sarà una prossima storia) e il Verduzzo trevigiano.
Questo vitigno a bacca bianca nulla condivide, se non parte del nome, con il Verduzzo friulano; di possibile antica provenienza sarda, la sua origine e le sue parentele con altri vitigni rimangono tuttora sconosciute, anche se questa varietà è sicuramente presente in queste terre almeno dall’inizio del secolo scorso.
Il Verduzzo trevigiano sa regalare, quando attentamente coltivato e altrettanto ben vinificato, vini decisamente freschi, di contenuta gradazione alcolica e con fini sentori di mela, pesca, fiori gialli ed erbe aromatiche. E quindi? E quindi, nella mente di Loris Cecchetto – patron dell’Azienda Agricola Casa Plave – prima un sogno, poi un’idea e ora una realtà affermata e di sicuro interesse: realizzare uno spumante metodo classico da queste uve vinificate in purezza.
“257 Old Style” Spumante Brut Metodo Classico 2009 Sboccatura febbraio 2013 – Casa Plave

Tutto in questo vino ci riporta al vitigno, perfino il nome, all’apparenza un po’ criptico: 257 Old Style. Il numero 257 rappresenta, infatti, il codice assegnato a questo vitigno nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite.
Le bollicine fini e persistenti e il suo colore paglierino, intenso con luminosi riflessi dorati, ci predispongono all’assaggio, lasciandoci presagire uno spumante fresco, ben realizzato e ancora nel pieno della sua vigoria.
Queste previsioni trovano piena conferma nell’insieme di profumi di frutta fresca, quali pesca e mela gialla, arricchito da sentori floreali, che riportano alla mente la primavera con le sue bianche siepi di biancospino; le delicate note di pompelmo giallo che, col tempo, ne arricchiscono il bouquet, completano un naso fine, armonico e di buona complessità.
L’assaggio è all’altezza delle aspettative: il 257 Old Style ha un ingresso in bocca compatto ed equilibrato, sostenuto da una freschezza netta ma ben integrata nel tessuto del vino stesso; la persistenza è più che soddisfacente. La chiusa nettamente ammandorlata, tipica del vitigno, predispone con piacere all’assaggio successivo.
Abbinamenti:
Vino di buon corpo e struttura, il 257 Old Style, oltre a poter rappresentare un ottimo aperitivo, è capace di accompagnare con successo salumi di buona grassezza e stagionatura, primi piatti untuosi quali, ad esempio, risotti con salsiccia o piatti di pasta con sughi gustosi a base di molluschi e crostacei. È anche in grado di abbinarsi a carni bianche arrostite e formaggi di media stagionatura, buona grassezza e note di latte ancora evidenti.
Azienda Agricola Casa Plave di Loris Cecchetto
Via Risera, 31/2
31020 San Polo di Piave
Treviso – Italy
Loris Cecchetto: +39 347.9575769 (Vineria)
Agriturismo: +39 0422.85.64.47
www.casaplave.it
info@casaplave.it