Terrazze Singhie: la lumassina, un tesoro della Liguria

Riassunto

Terrazze Singhie nasce nel 2017 a Orco Feglino, nel Savonese, dalla volontà di Sara Polo e Mauro Migliavacca di recuperare un vigneto storico coltivato a lumassina, antico autoctono ligure a rischio di erosione genetica. Su 29 terrazze con muretti a secco e piante fino a cento anni di età, allevate con il tradizionale sistema dell’ambrustin, la produzione annua si mantiene tra le 3.000 e le 4.000 bottiglie, ottenute con lieviti autoctoni, nessuna filtrazione e solforosa ridotta al minimo. La gamma conta cinque etichette – tra lumassina, vermentino e pigato – che raccontano la diversità del territorio savonese, dalla collina di Orco Feglino alla fascia costiera di Ceriale.

Summary

Founded in 2017 in Orco Feglino, in the Savona area, Terrazze Singhie was driven by the desire of Sara Polo and Mauro Migliavacca to restore a historic vineyard planted with ‘lumassina’, an ancient, native Ligurian variety at risk of genetic erosion. The vineyard spans 29 terraces with dry stone walls and vines up to a hundred years old. The vines are trained using the traditional ‘ambrustin’ system. Annual production stands at between 3,000 and 4,000 bottles. These are made using indigenous yeasts, with no filtration and sulphur reduced to a minimum. The range comprises five labels, including Lumassina, Vermentino and Pigato, which reflect the diversity of the Savona region, from the hills of Orco Feglino to the coastal strip of Ceriale.

Terrazze Singhie: le origini

L’Azienda Agricola Terrazze Singhie nasce nel 2017 dalla passione e la competenza di Sara Polo e Mauro Migliavacca, una coppia di vignaioli che, dopo anni di esperienze formative tra l’Italia e l’estero, ha scelto di tornare in Liguria per recuperare un vigneto storico ad Orco Feglino, nel Savonese.

Terrazze Singhie: il vigneto tra i boschi

Terrazze Singhie e il coraggio della fatica

Si tratta di un appezzamento terrazzato immerso nel bosco, con piante di lumassina – un antico autoctono del ponente ligure – alcune delle quali raggiungono i cento anni di età.

La proprietà si sviluppa su 29 terrazze sostenute da muretti a secco in pietra locale, con la struttura a pali di castagno nota come “ambrustin” – forma di allevamento tradizionale del finalese, rarissima oggi – in cui i pali sono ricavati direttamente dal bosco circostante e legati con rami di salice.

Terrazze Singhie: il vigneto allevato ad ambrustin
Il vigneto di lumassina a Orco Feglino (SV) allevato ad ambrustin

La produzione

La filosofia produttiva si fonda su un approccio artigianale e sul rispetto del territorio. La produzione annua oscilla tra le 3.000 e le 4.000 bottiglie, frutto di un lavoro interamente manuale reso necessario dalla morfologia dei ripidi terrazzamenti.

L’impronta che guida il lavoro in cantina è coerente con questo approccio: Sara e Mauro privilegiano la minima interferenza: i vini non vengono filtrati, i livelli di solforosa sono ridotti al minimo e le fermentazioni sono condotte con lieviti autoctoni. L’affinamento invernale avviene in legno, con un approccio che varia per ciascun vino in funzione della struttura e del profilo aromatico delle uve.

Il vitigno lumassina: un patrimonio da riscoprire

La lumassina è un vitigno a bacca bianca autoctono della Liguria e, in particolare, della Riviera Ligure di Ponente: una varietà antica e poco diffusa che rappresenta un patrimonio ampelografico di notevole interesse per la biodiversità vitivinicola italiana. Il nome deriva dal dialetto ligure “lumassa” (lumaca), probabilmente per la forma degli acini o perché la dolcezza della bacca attira questi molluschi.

Il vitigno è iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite ed è riconosciuto nel disciplinare IGT Colline Savonesi con i sinonimi ufficiali di buzzetto e mataosso; altri sinonimi utilizzati sul territorio sono acerbina e lumassa.

La coltivazione è concentrata quasi esclusivamente nelle province di Savona e Imperia, su una superficie vitata stimata in poche decine di ettari, che la espone a un concreto rischio di erosione genetica.

Terrazze Singhie: grappolo di lumassina
Grappolo di lumassina

Profilo ampelografico

Dal punto di vista morfologico, la lumassina presenta un grappolo di dimensioni medio-piccole, con forma cilindrico-piramidale e compattezza media, il cui peso oscilla tra i 150 e i 250 grammi. L’acino è di dimensioni medio-piccole, forma sferoidale, con buccia di colore giallo-verdastro a maturazione completa e pruina abbondante. La foglia adulta, di dimensioni medie e forma pentagonale, è tri- o quinquelobata, con superficie bollosa e lembo verde medio. Questi caratteri morfologici, unitamente alle analisi mediante marcatori microsatellite (SSR), ne hanno confermato lo status di vitigno autoctono e hanno escluso sue parentele dirette con vermentino e pigato.

Caratteristiche agronomiche e coltivazione

La lumassina è una varietà di vigoria medio-buona, adatta a potature corte e con una produttività media e costante. Il ciclo vegetativo lungo – germogliamento tra fine marzo e inizio aprile, maturazione tardiva tra fine settembre e inizio ottobre – la rende ideale per i climi miti della fascia costiera ligure. Si adatta bene a terreni poveri, calcarei o argilloso-calcarei, e predilige esposizioni soleggiate e ventilate tra i 100 e i 400 metri di altitudine. Questo vitigno manifesta una discreta tolleranza alla siccità grazie all’apparato radicale ben sviluppato, ma rimane sensibile alle principali malattie fungine quali oidio, peronospora e botrite.

Il vigneto di lumassina a Orco Feglino

Profilo enologico

A maturazione tecnologica, le uve di lumassina presentano un grado zuccherino tra i 17 e i 19 °Brix, un’acidità totale di 6-7 g/l e un pH compreso tra 3,2 e 3,4. Vinificata tradizionalmente in bianco, dà vita a vini dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, dal profilo olfattivo articolato su note floreali, fruttate e minerali, con una leggera nota ammandorlata nel finale. Il disciplinare IGT Colline Savonesi ne ammette anche la tipologia frizzante.

Il territorio dell’IGT Colline Savonesi

La produzione di Terrazze Singhie rientra nell’IGT Colline Savonesi, Denominazione istituita nel 1995 e riservata a mosti e vini ottenuti da uve coltivate nell’intero territorio della provincia di Savona.

Il Disciplinare di Produzione permette di specificare il vitigno lumassina per i vini prodotti con almeno l’85% di uve dello stesso e fissa un titolo alcolometrico minimo di 10% vol.

Colore giallo con riflessi verdognoli, profumo fresco e delicatamente erbaceo, sapore fresco e caratteristico: questo è il profilo organolettico previsto dal Disciplinare; tale profilo riflette, con precisione, l’impronta di questi terreni, prevalentemente sabbiosi e drenanti, capaci di trasmettere al vino freschezza, sapidità e sentori mediterranei.

Caratteristiche pedoclimatiche

Il territorio savonese, protetto a nord dalle ultime propaggini delle Alpi e aperto sul Mediterraneo, esprime condizioni pedoclimatiche molto particolari. L’indice di Huglin si attesta intorno a 1.850 °C, con una piovosità media annua di circa 1.020 mm e un massimo di precipitazioni in aprile. Le vigne di Terrazze Singhie, a 300 metri sul livello del mare con esposizione a sud-ovest su suolo sabbioso-limoso ricco di scheletro, incarnano con precisione questo profilo: un terroir di collina che esalta la tensione acida e la mineralità della lumassina.

I vini di Terrazze Singhie

La gamma conta cinque etichette, ciascuna espressione di un vitigno, un territorio o uno stile distinto.

Tre dei vini di Terrazze Singhie nascono da vigneti propri o in gestione diretta nell’entroterra tra Finale Ligure e Orco Feglino (SV); due provengono da una collaborazione con un vignaiolo che coltiva, in regime biologico e biodinamico, nei pressi di Ceriale (SV), a circa 15 chilometri di distanza.

La diversità dei suoli – sabbioso-limosi con scheletro abbondante sulle colline di Orco Feglino, argillosi nell’entroterra finalese, argillo-calcarei e sabbioso-limosi con ciottoli a quote più basse lungo la costa – si traduce in profili sensoriali nettamente differenziati, che rendono la gamma leggibile come una mappa del territorio savonese.

La scelta dell’IGT: territorio prima della burocrazia

Pur potendo rivendicare la DOC Riviera Ligure di Ponente per i vini a base vermentino e pigato, Terrazze Singhie ha optato per la classificazione IGT Colline Savonesi per tutta la gamma. La decisione riflette la convinzione che l’attuale sistema delle DOC in Liguria non tuteli a sufficienza le peculiarità dei singoli territori e la volontà di non sottostare a un iter burocratico ritenuto sproporzionato per una realtà produttiva così piccola. Una scelta che parla da sé: la fiducia nel valore intrinseco del lavoro e nel legame indissolubile con il territorio è argomento sufficiente.

Manutenzione del vigneto di lumassina

Terrazze Singhie nel calice

Ho avuto il piacere di degustare i quattro vini di seguito narrati nel corso della mia visita a Terrazze Singhie, in compagnia di Sara e Mauro, del giorno 6 marzo 2023. Colgo l’occasione per ringraziare questa giovane coppia di produttori non solo per la loro cortesia e disponibilità ma anche per il loro impegno nel preservare le tradizioni liguri nel rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.

Lumassina [di bò-sco] – Colline savonesi IGT – 2023

Pratiche di vigna e di cantina

Il vino di riferimento dell’azienda è una lumassina in purezza, IGT Colline Savonesi, proveniente dallo storico vigneto di Orco Feglino. Il suolo sabbioso-limoso ricco di scheletro, l’altitudine di 300 metri e l’esposizione a sud-ovest definiscono le condizioni ideali per una maturazione lenta e progressiva, con una resa contenuta a 40 quintali per ettaro.

In cantina, le uve sono oggetto di varie micro-vinificazioni da 500 litri con lieviti autoctoni e una macerazione pellicolare di 15 giorni; a questo primo periodo seguono 11 mesi di affinamento in barrique esauste di rovere sulle fecce fini, fino al completo svolgimento della fermentazione malolattica in primavera. Nessuna filtrazione, nessuna chiarifica, tappo in sughero naturale monopezzo.

004 Terrazze Singhie

La degustazione

All’esame visivo, questo vino si offre di un color paglierino intenso e limpido. Al naso, si apre un ventaglio olfattivo di buona intensità, nel quale spiccano zafferano, mela cotogna e fiori di ginestra, affiancati da piacevoli richiami di melone bianco, peperone giallo e grafite.

Al palato, è morbido ed elegante, di buon corpo e leggermente tannico. Freschezza e spiccata sapidità gli conferiscono slancio ed energia, regalando un sorso di grande piacevolezza e lunga persistenza.

TreCrú – Colline savonesi IGT – 2023

Pratiche di vigna e di cantina

Il TreCrú è un vermentino in purezza, IGT Colline Savonesi, che prende il nome dalla sua origine: tre vigneti di età e conformazione diverse, distribuiti tra Finale Ligure e Orco Feglino su suoli argillosi tra i 50 e i 200 metri di altitudine. La diversità delle quote e delle esposizioni introduce una variabilità nella maturazione che Terrazze Singhie sfrutta in cantina con una doppia lavorazione: metà della massa è lavorata a grappolo intero pigiato, l’altra metà macera sulle bucce. L’assemblaggio affina poi per 11 mesi in botti di rovere sulle fecce fini, con lieviti autoctoni.

006 Terrazze Singhie

La degustazione

Dal calice, nel quale il Trecrú risulta di color paglierino intenso e limpido, emergono note di mandarino, pesca gialla e susina gialla, affiancata da sentori di cedro e di erbe provenzali. Il quadro olfattivo è, infine, attraversato da un’elegante e nitida nota salmastra.

Al palato, è di corpo, morbido, fresco e molto sapido. Il sorso risulta agile ma importante, dalla lunga persistenza. I tannini sono evidenti ma molto gradevoli.

Anthia VePì – Colline savonesi IGT – 2023

Pratiche di vigna e di cantina

La linea Anthia è costituita da due etichette prodotte con le uve coltivate, da un giovane viticoltore, in comune di Ceriale.

Il VePì è il secondo vermentino in gamma, con una personalità radicalmente diversa dal TreCrú. Le uve provengono da un vigneto sabbioso-limoso con ciottoli a livello del mare, in prossimità della costa: una localizzazione che imprime al vino la salinità e la freschezza tipiche degli ambienti di spiaggia. La vinificazione si divide in due parti uguali: metà massa macera sulle bucce per 21 giorni, l’altra metà viene pressata direttamente e fermenta in barrique. L’affinamento prosegue per 10 mesi in piccole botti di rovere sulle fecce fini.

007 Terrazze Singhie

La degustazione

Paglierino intenso con sfumature dorate. Il naso regala importanti note mentolate che si fanno largo tra i sentori di pesca gialla, erbe provenzali e zafferano. Anche in questo caso, come nel vino precedente, il profilo è attraversato da un intenso – ma armonico – sentore di salsedine.

La stessa energia si ritrova al palato: è, infatti, di ottimo corpo, morbido, molto fresco e sapido. I tannini, pur evidenti, risultano molto gradevoli e la persistenza è decisamente lunga. Un sorso importante, ricco, ampio e molto teso, capace di regalare una beva di spiccata piacevolezza.

Anthia PiPé – Colline savonesi IGT – 2023

Pratiche di vigna e di cantina

Il PiPè è il vino più estremo della gamma. Prodotto con uve pigato – un tradizionale e nobile biotipo di vermentino – provenienti da un vigneto allevato su suoli argilloso-calcarei a circa 100 metri di altitudine, nasce da una vendemmia tardiva con le uve lasciate appassire parzialmente sulla pianta. La macerazione sulle bucce si protrae per 30 giorni con lieviti indigeni, per un’estrazione intensa di colore, tannini e profumi; il vino affina poi per otto mesi in rovere.

005 Terrazze Singhie

La degustazione

Oro antico, limpido. Il naso è fortemente salmastro, con importanti note di idrocarburo. La componente fruttata si esprime attraverso l’albicocca molto matura, accompagnata dai toni floreali della ginestra e da quelli speziati dello zafferano. All’assaggio, è morbido, di corpo, leggermente tannico, fresco e salato. Ottimo equilibrio, sorso di grande piacevolezza e lunga persistenza.

Contatti

Terrazze Singhie

Via Nicolò Tommaseo, 8

17043, Carcare (SV)

info@terrazzesinghie.it

Sito aziendale

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