Bolgheri in Villa e le sue eccellenze

Riassunto

Bolgheri in Villa, un evento che ha celebrato le eccellenze vinicole del territorio in collaborazione con il Consorzio di Tutela Bolgheri e Bolgheri Sassicaia e l’AIS di Monza. L’articolo di Fabio Volpentesta racconta l’incontro con oltre 50 produttori e le loro etichette di punta, offrendo una panoramica dettagliata delle degustazioni. Un viaggio tra le cantine più rappresentative, da Poggio al Tesoro a Villanoviana, per scoprire le nuove annate e le storie di chi produce questi grandi vini. Un’analisi approfondita delle diverse interpretazioni del territorio bolgherese, tra tradizione e innovazione, nel prestigioso contesto di Villa Borromeo d’Adda ad Arcore, in Brianza, il 27 ottobre 2025.

Summary

Bolgheri in Villa is an event celebrating the region’s finest wines. It is organised in collaboration with the Bolgheri and Bolgheri Sassicaia Consortium and the AIS Monza branch. In his article, Fabio Volpentesta recounts his meeting with over 50 producers and their flagship labels, offering a detailed overview of the tastings. Join us on a journey through some of the most renowned wineries, from Poggio al Tesoro to Villanoviana, to explore the latest vintages and the fascinating stories behind these exceptional wines. The event will feature an in-depth analysis of the different interpretations of the Bolgheri area, balancing tradition and innovation. It will take place in the prestigious setting of Villa Borromeo d’Adda in Arcore, Brianza, on 27 October 2025.

Le eccellenze di Bolgheri in Villa

Le eccellenze di Bolgheri in Villa” è stato un interessante banco d’assaggio svoltosi, in data 27 ottobre 2025, presso i prestigiosi locali di Villa Borromeo d’Adda – un complesso di edifici circondati da un bellissimo parco, risalente al XVII-XVIII secolo – nella città brianzola di Arcore. L’evento ha visto la collaborazione tra il Consorzio di Tutela Bolgheri e Bolgheri Sassicaia e AIS Monza e Brianza.

Le righe che seguono contengono una breve presentazione delle aziende vitivinicole – scelte tra le oltre 50 presenti – delle quali ho recensito una o più etichette e, ovviamente, il racconto dei vini stessi.

Il mio grazie e i miei complimenti vanno a tutti i produttori che hanno condiviso con me il loro tempo e il loro lavoro.

Bolgheri in Villa: le etichette degustate

Poggio al Tesoro – Donoratico (LI)

Un’azienda giovane, poco più che ventenne, a pochi chilometri da Bolgheri, nata con l’intento di combinare il grande rispetto per l’ambiente, la tradizione e uno spirito innovativo orientato a nuove prospettive di eccellenza: Poggio al Tesoro, con 64 ettari a disposizione in quattro zone diverse del territorio bolgherese, possiede le certificazioni Equalitas (Sostenibilità eco etica economica) e BRCGS (Brand Reputation through Compliance), standard globale riconosciuto dalla Global Food Safety. Nel 2024, il Gruppo Allegrini, che aveva acquistato i primi 11 ettari, viene sostituito alla guida della cantina dalla signora Marilisa Allegrini in prima persona.

Solosole – Bolgheri DOC Vermentino – 2024

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Da cloni di uve provenienti dalla Corsica e da suoli profondi con sabbie, ghiaie e argille, nasce un vermentino vinificato in purezza, che si presenta alla vista con un bel giallo paglierino scarico con sfumature verdoline; naso intenso con richiami floreali, di vegetale secco e di frutta a pasta bianca e gialla oltre a sensazioni di pompelmo giallo in primis. Al palato, è verticale, caldo, di vivida freschezza con un’importante sapidità.

Sondraia – Bolgheri DOC Superiore – 2020

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Cabernet sauvignon 65%, merlot 25%, cabernet franc 10% per questo “Supertuscan” di ottima fattura e grande eleganza che, tra le tante etichette presenti a Bolgheri in Villa, mi ha piacevolmente sorpreso; il vino affina per 22 mesi in barrique (70% di primo passaggio, le restanti di secondo passaggio), dove avviene anche la fermentazione malolattica. Questo Bolgheri DOC Superiore ha una tonalità rosso rubino, mentre all’olfazione si percepiscono dapprima fiori scuri e frutti di bosco, poi la prugna matura, il cioccolato, le spezie dolci; strutturato e avvolgente in bocca, con una bella acidità e tannini ben integrati, che accompagnano il vino in una lunga persistenza aromatica. Numerosi i riconoscimenti per l’annata 2020 da guide prestigiose nazionali e internazionali.

Poggio al Tesoro

Campo alla Sughera – Castagneto Carducci (LI)

A Bolgheri in Villa era presente anche la Tenuta Campo alla Sughera, fondata nel 1998 dall’imprenditore tedesco Baldwin Knauf, da sempre innamorato di questo territorio dell’Alta Maremma; sono circa 20 gli ettari vitati, suddivisi in unità di vocazione attitudinale, 38 parcelle, catalogate in base alle curve di maturazione delle uve allevate, come cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, petit verdot. Gli antichi fondali marini e le loro sabbie si alternano ai suoli rocciosi, ciottolosi e argillosi, ricchi di minerali.

Arnione – Bolgheri DOC Superiore – 2021

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Proprio grazie a una particolare formazione di gesso alabastrino compatto, tipico della Costa Etrusca, è dedicato questo vino, un taglio classico di uve bordolesi, che affina in barrique (I-II passaggio) e tonneau per almeno 18 mesi e, successivamente, continua il proprio affinamento in bottiglia per due anni. Si veste di un rosso rubino leggermente scarico, per distendersi presto su sentori aromatici che vanno dalla marasca e la fragola a note balsamiche e speziate; sorso delizioso, di corpo, elegantemente equilibrato con una setosa tannicità e delicata sapidità.

Adèo – Bolgheri DOC – 2023

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A Bolgheri in Villa un omaggio allo scrittore greco del III secolo a.C. autore di saggi sull’enologia, questo assemblaggio di cabernet sauvignon e merlot rimane in legno – tonneau e barrique di secondo e terzo passaggio – per circa un anno. Alla vista, sfoggia un color rosso rubino e rivela, al naso, note dirette di ciliegia, fragoline di bosco e piacevoli cenni di chiodi di garofano e bacche di ginepro; buona la struttura al palato, sostenuta da una verve acida, un tannino vellutato e una mineralità che amplificano il fruttato e la liquirizia nel finale.

Campo alla Sughera

Castello di Bolgheri – Castagneto Carducci (LI)

Per secoli di proprietà dei Conti della Gherardesca, oggi l’Azienda Agricola Castello di Bolgheri vede alla sua guida Federico Zileri dal Verme che, abbracciando le tradizioni di famiglia, sta apportando innovazioni tecnologiche per un percorso sempre più competitivo. I cinquanta ettari di vigneti, a circa 70 metri s.l.m. all’interno dei confini della denominazione Bolgheri, sono perpendicolari alla costa tirrenica e beneficiano del clima mite del mare a poca distanza;i suoli, leggermente alcalini, sono di natura sabbiosa-argillosa con presenza di scheletro.

Varvàra – Bolgheri DOC – 2023

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In onore della Baronessa Varvàra Wrangler, moglie del Conte Ugolino della Gherardesca e bisnonna dell’attuale proprietario, questo rosso nasce da uve cabernet sauvignon al 60%, merlot al 25%, cabernet franc al 10% e petit verdot al 5%; dopo la vinificazione con frequenti rimontaggi e délestage, il vino affina per circa un anno in fusti di legno da 500 litri e in botti di rovere da 35 ettolitri. Di color rubino poco trasparente, si apre sulle note di frutti di bosco e prugna per proseguire con accattivanti sentori di violetta, spezie eleganti, caffè e liquirizia; struttura importante, caratterizzata da una sensazione di pseudo calore e da una trama tannica ancora leggermente giovanile.

Castello di Bolgheri

Bolgheri in Villa: tramonto sulle vigne a Bolgheri
Autore: David Lienhard - CC BY-SA 3.0 - Wikimedia Commons

Guado al Melo – Castagneto Carducci (LI)

A Bolgheri in Villa era presente anche questa giovane azienda fondata e gestita da Annalisa Motta e Michele Scienza, figlio dell’illustre Attilio professore universitario, esperto conoscitore del settore enologico e autore di numerosissime pubblicazioni a livello nazionale e internazionale; una bella realtà nell’area collinare bolgherese, dispone di circa 21,5 ettari di vigna – dei quali 16,5 in produzione – allevati con grande cura e attenzione alla sostenibilità.

Rute – Bolgheri DOC – 2022

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Il nome di questo vino riportato in etichetta, insieme al disegno di un tralcio di vite stilizzato, è la traduzione etrusca di rosso; cabernet sauvignon e syrah le uve protagoniste, allevate sulle prime pendici della collina di Segalari, in una piccola valle con orientamento est-ovest, percorsa dal torrente Fossa di Bolgheri. Da terreni profondi, di natura sabbiosa-argillosa, con alcuni affioramenti più argillosi e ciottolosi, arrivano le uve per questo rosso davvero invitante che sosta per almeno 24 mesi in barrique usate. Nel calice, il Rute svela un manto rosso rubino poco carico e un bouquet delicato di ciliegie sotto spirito, fiori scuri, pepe e un finale di polvere di cacao amaro; al palato appare di corpo, con una tannicità decisa – senza essere aggressiva – e una persistenza importante che lascia piacevoli sensazioni retro-olfattive di tabacco.

Atis – Bolgheri DOC Superiore – 2021

_009Fabio Bolgheri in Villa

L’albero con una vite maritata è il simbolo di questo vino e rimanda all’antica tecnica di allevamento degli Etruschi, mentre Atis è il nome di un re, nipote di Zeus, che un mito pone all’origine proprio di questo popolo che, in Toscana, si diffuse dal IX secolo a.C.

Per questo rosso, oltre al cabernet sauvignon e franc sono state utilizzate le uve di Rebo (un incrocio tra merlot e teroldego, varietà precoce, scelta necessaria per i cambiamenti climatici), provenienti dalla selezione delle migliori parcelle, Campo Grande e Campo ferro. I 36 mesi di affinamento in legni non nuovi regalano grande morbidezza e complessità con piacevoli aromi di vaniglia, frutta rossa matura e cioccolato “stile boero”; davvero appagante al sorso, avvolgente, fresco e dai tannini ben levigati.

Guado al Melo

Tenuta Guado al Tasso – Castagneto Carducci (LI)

Tra le tante tenute dell’iconica e importante famiglia Antinori, a Bolgheri in Villa era presente Guado al Tasso, la più “costiera” fra le loro tante aziende, dato che si affaccia sul mar Tirreno nel suggestivo anfiteatro bolgherese, che si estende per circa 320 ettari vitati a una cinquantina di metri di altitudine. I vitigni allevati – dal cabernet sauvignon e franc al syrah, vermentino e petit verdot – beneficiano di un territorio incredibile, caratterizzato da un clima mite e dalla composizione dei terreni di origine alluvionale con argille, sabbie e limo con scheletro; un ruolo determinante è svolto dalle diverse parcelle e dalla scelta accurata della relativa zonazione.

Bruciato – Bolgheri DOC – 2023

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Un taglio ottenuto dalle varietà a bacca nera, vendemmiate in tempi differenti, il merlot tra inizio e metà settembre, syrah e cabernet franc tra metà e fine settembre, mentre il cabernet sauvignon e il petit verdot nella prima decade di ottobre; dopo le rispettive vinificazioni, il vino rimane in barrique di terzo e quarto passaggio per circa dieci mesi. Di color rosso rubino con striature violacee alla vista, manifesta all’olfatto intensi sentori di frutti di bosco, di spezie, di liquirizia con un bel sottofondo balsamico; il sorso è morbido, di buon equilibrio e dal tannino vellutato e lascia sul finale una scia fruttata e quasi resinosa.

Cont’Ugo – Bolgheri DOC – 2023

_016Fabio Bolgheri in Villa

Dedicato al nobile toscano Ugo della Gherardesca, legato alla dinastia degli Antinori da secoli, questo merlot in purezza viene affinato in barrique di secondo passaggio per 14 mesi. Nel calice, questo vino si veste di un bel rosso rubino profondo; il naso è elegantemente delicato con una gamma di fiori scuri e frutta rossa matura, oltre a una gradevole speziatura; secco, di corpo e caldo esprime un retro-olfatto con richiami di erbe aromatiche e un sorso con tannicità ben modellata.

Guado al Tasso – Bolgheri DOC Superiore – 2022

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Una bottiglia “aristocratica” che presenta in etichetta, marchiato direttamente sul vetro, lo stemma della storica proprietaria della tenuta, la famiglia Della Gherardesca con le sue iniziali DG; il vino – ottenuto da cabernet sauvignon, merlot e cabernet franc – sosta in barrique nuove per 18 mesi. Il suo bel rosso rubino abbastanza carico ci introduce a un quadro olfattivo di piccoli frutti di bosco, vaniglia, spezie dolci e un accattivante profumo di “Mon Chérie”; al palato, si dimostra di buona struttura, elegantemente equilibrato con una trama tannica soffice che prolunga il sorso in un finale persistente.

Tenuta Guado al Tasso

Bolgheri in Villa: vigneti a Bolgheri
David Lienhard - CC BY-SA 3.0 - Wikimedia Commons

Michele Satta – Castagneto Carducci (LI)

Per Michele Satta e i due figli, sono fondamentali e unici quei vitigni che in vigna meglio rappresentano il territorio di Bolgheri, quali vermentino, viognier e sauvignon per le uve a bacca bianca, cabernet sauvignon, merlot, syrah, sangiovese e teroldego per quelle a bacca nera. L’Azienda, fondata negli anni ’80 del secolo scorso, può contare su 25 ettari, i cui suoli di medio impasto, ciottolosi e limosi, sono molto drenanti e risentono delle benefiche influenze del vicino mare – che contribuisce a un importante volano termico – e delle sue brezze, fondamentali per allontanare il rischio di un eccesso di umidità tra i filari.

Costa di Giulia – Bolgheri DOC Superiore – 2024

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Da un taglio di vermentino (70%) e sauvignon (30%), dopo fermentazione a bassa temperatura per poco più di tre settimane, il vino rimane sui lieviti in serbatoi di acciaio per almeno sei mesi fino all’imbottigliamento.

Fresco e invitante, dal colore paglierino scarico, si fa notare per un olfatto ricco di profumi di ginestra e frutta esotica integrata con erbe aromatiche; il sorso è accompagnato da una succosa acidità e da una piacevole sapidità, con un finale leggermente amaricante.

Giovin Re – Bolgheri DOC Superiore – 2024

_002Fabio Bolgheri in Villa

La particolarità di questo bianco è data dalla doppia vendemmia del viognier: una anticipata, l’altra a piena maturazione delle uve. Dopo pressatura a grappolo intero segue la fase di vinificazione con fermentazione in barrique, vasche di cemento e anfore con frequenti bâtonnage, ma senza effettuare la fermentazione malolattica; infine, il vino affina in bottiglia per almeno un anno. Si distingue per una tonalità giallo paglierino carica e l’intensità olfattiva non così spiccata, ma molto elegante, che dopo qualche minuto “si apre” a note di gelsomino, fiore d’acacia, albicocca, miele, spezie dolci; al palato, appare ricco, con una integrata freschezza e una ben presente sapidità; il retro-olfatto è contraddistinto da un elegante agrumato persistente.

Michele Satta

Le Vigne di Silvia – Castagneto Carducci (LI)

A Bolgheri in Villa era presente anche Le Vigne di Silvia, una realtà giovane e dinamica tutta al femminile, guidata dalle sorelle Silvia e Stefania Fuselli, orientata a perseguire la tradizione e il rispetto per l’ambiente nei circa sei ettari di vigna condotti in viticoltura biologica; tali valori sono stati tramandati loro dal padre e prima ancora dal nonno; come riporta il sito aziendale “In ogni bottiglia c’è l’essenza di un percorso faticoso ma ricco di emozioni, in ogni bottiglia il vino scrive un capitolo della propria storia ed è così che nascono oggi le Vigne di Silvia, dalla volontà di raccontare una storia…la nostra.”

Giochessa – Toscana IGT – 2024

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Da alcune vigne, in località Le Ferruggini, arrivano le uve di vermentino (con una piccola percentuale di verdicchio) che compongono questo vino; Giochessa fermenta in botti di legno e in acciaio, per completare l’affinamento sempre in acciaio e in carati di rovere francese per almeno cinque mesi. Un bianco davvero intrigante, dal colore giallo paglierino, che si propone all’olfazione con aromi di frutta a pasta gialla matura, erbe della macchia mediterranea, agrumi e vaniglia; l’attacco al palato è diretto, fragrante, di grande acidità e sapidità. Curiosamente, il nome “Giochessa” fa riferimento al passato da giocatrice di calcio di Silvia, che ha calcato stadi calcistici a livello nazionale e internazionale.

Artemio – Bolgheri DOC – 2023

_001Fabio Bolgheri in Villa

Dedicato ad Artemio (secondo nome di Carlo Fuselli, padre delle due sorelle e motore dell’azienda), un piacevole rosso da cabernet sauvignon e cabernet franc, uve raccolte manualmente e fermentate con lieviti indigeni; l’affinamento avviene in barrique francese, in parte nuove e in parte usate.

Rosso rubino con riflessi porpora, regala un naso intenso assai floreale, fruttato – ribes rosso in primis – e vegetale; di corpo, verticale al palato e dal tannino integrato, con una nuance finale di leggera tostatura data dal passaggio in legno.

Le Vigne di Silvia

Chiappini – Bolgheri (LI)

Cantina a conduzione familiare che fin dagli anni ’50 ha iniziato a dedicarsi alla viticoltura nello splendido territorio bolgherese; con certificazione in biologico, l’obiettivo delle figlie del capofamiglia Giovanni (di origine marchigiana), al timone dell’azienda agricola, è quello di puntare a vini immediati, freschi, di pronta beva, ma senza perdere di vista la tradizione, l’autenticità e il rispetto dell’ambiente circostante. Dei 27 ettari di terreno di proprietà, 15 sono vitati con le varietà più tipiche della zona, dalle quali si producono circa 80.000 bottiglie l’anno.

Le Grottine – Bolgheri DOC Vermentino – 2024

_015Fabio Bolgheri in Villa

Le uve di vermentino per questo interessante e seducente bianco provengono da terreni sabbiosi-limosi-argillosi con presenza di calcare; i grappoli svolgono la criomacerazione in acciaio e, in seguito, il vino è oggetto di frequenti bâtonnage.

Giallo paglierino alla vista, presenta un’intensità olfattiva ben sostenuta con richiami di fiori di acacia, cedro e salvia; ottima corrispondenza naso bocca, è decisamente piacevole anche al sorso, dal corpo leggero ma con grande eleganza, freschezza e sapidità.

Guado de’ Gemoli – Bolgheri DOC Superiore – 2022

_013Fabio Bolgheri in Villa

Mi conquista anche il secondo vino in degustazione, ottenuto da vigne vecchie di cabernet sauvignon al 70%, merlot al 15% e cabernet franc al 15%; l’affinamento per 20 mesi in barrique – una piccola parte nuove, le restanti di secondo e terzo passaggio – regala rotondità e complessità all’assaggio, oltre a un elegante corredo di note di frutta rossa matura, spezie, vaniglia, foglie di tabacco essiccato e liquirizia. Il finale è persistente e accompagnato da tannini fitti e setosi.

Chiappini

Azienda Agricola Villanoviana – Castagneto Carducci (LI)

Il nome di questa giovane realtà bolgherese è un omaggio alla civiltà pre-estrusca Villanoviana, della prima Età del Ferro (tra il X e VIII secolo a.C.); un’azienda familiare, nata dalla passione della coppia, dalle radici emiliane, Marco Belli e Barbara Monacelli, per la bellissima costa etrusca e dall’amore per il territorio di Bolgheri, definito in un’intervista “aristocratico per la sua storia, elegante nei vini e nelle persone che lo vivono, frizzante per la sua continua evoluzione”. I circa undici ettari vitati sono lavorati in regime biologico, utilizzando un metodo di compostaggio naturale con l’aggiunta di microrganismi, utili per il terreno e le piante rese più resistenti ai parassiti. La struttura della cantina “è esteticamente di nuova concezione, dotata di una facciata ventilata in ceramica legno-look, che garantisce una corretta termoregolazione degli ambienti”, descrizione riportata dal sito ufficiale.

Ferrugo – Bolgheri DOC Superiore – 2021

_005Fabio Bolgheri in Villa

Difficile non rimanere indifferenti davanti a questo “capolavoro”, un merlot in purezza, prodotto in sole 738 bottiglie; le uve provengono da vigneti a circa 50 metri s.l.m. e con esposizione sud-occidentale; la composizione dei suoli è in prevalenza argillosa, di medio impasto, con presenza di sabbia e limo. Il vino riposa in botti di rovere francese per 18 mesi con ulteriori due anni di affinamento in bottiglia prima di essere commercializzato.

Rubino intenso alla vista dalle sfumature granato, si presenta con un ricco ventaglio di profumi di frutta rossa matura, spezie dolci, tabacco e cioccolato fondente; di medio corpo e dalla trama tannica sinuosa e avvolgente, ci saluta con una sensazione di eleganza con gentili richiami balsamici e un finale lungo e appagante; decisamente, vino dal fascino senza tempo e dal grande potenziale.

Azienda Agricola Villanoviana

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