• Ven 19 Lug 2024

Tolaini: tra Chianti Classico e Bordeaux

Nel cuore di Castelnuovo Berardenga – nel Chianti Classico – Pier Luigi Tolaini ha dato vita al suo sogno: produrre grandi vini capaci di esprimere il territorio confrontandosi con i grandi rossi internazionali

Fai il necessario per realizzare il tuo desiderio più ardente e finirai col realizzarlo

(Ludwig van Beethoven).

Pier Luigi Tolaini, la sua vita e il suo vino

Non ho idea se Pier Luigi Tolaini conoscesse questo incipit quando partì per il Nord America in cerca di fortuna. Certo è che per lui il sogno americano si è pienamente avverato dato che, con il suo impegno e la sua determinazione, è riuscito a dar vita a una delle più grandi compagnie di trasporto del continente nord-americano. Chiunque, a questo punto, si sarebbe potuto sentire appagato ma Pier Luigi sentiva di dover realizzare ancora qualcosa, qualcosa di semplice e, nel contempo, importante e difficile: tornare alla terra e alla vigna per realizzare dapprima vini che esprimessero in Toscana la grandezza dei vini di Bordeaux e, in seguito, raccontare, tramite il Chianti Classico, la ricchezza di un territorio – quello di Castelnuovo Berardenga (SI) – che da tempo immemore trova nella vite e nel vino la propria anima più intima e profonda.

Pier Luigi Tolaini, il fondatore dell'Azienda, con la figlia Lia

Tolaini: le mani nella terra e il cuore nel futuro

L’Azienda

Fondata a Castelnuovo Berardenga nel 1998, l’Azienda Tolaini nasce a seguito dell’acquisto di una grande proprietà che si estende per circa 108 ettari e che, attualmente, può contare su 50ha vitati suddivisi in parti uguali tra i Poderi di Montebello e San Giovanni oltre a un vigneto in comune di Gaiole in Chianti; le prime bottiglie a marchio Tolaini videro la luce con la vendemmia 2002. La scelta di ottenere – a partire dal 2012 – la certificazione biologica per le vigne e la cantina rappresenta, nel percorso dell’Azienda, una svolta importante fortemente voluta e coerente con il percorso di ricerca della qualità e del rispetto del territorio, sul campo e nel bicchiere, perseguita negli anni dalla famiglia. Un altro importante punto di svolta è stato, nel 2008, la realizzazione di un Chianti Classico Riserva, divenuto poi Gran Selezione, al quale seguì, nel 2015, la messa in commercio del loro primo Chianti Classico, abbandonando così la politica aziendale di produrre solo vini che contenessero anche vitigni bordolesi. Ad oggi, Tolaini produce complessivamente circa 300.000 bottiglie sotto l’attenta guida di Lia, figlia di Pier Luigi mancato nel corso del 2020, e con il fondamentale apporto dell’enologo Francesco Rosi e del direttore commerciale Luca Mittica oltre che con la consulenza enologica di Luca D’Attoma, subentrato al precedente enologo consulente, Michel Rolland.

Il territorio e i vigneti

I circa 50 ettari di vigneti produttivi ospitano esclusivamente varietà a bacca nera, ovvero merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc oltre, e non potrebbe essere altrimenti, a sangiovese e canaiolo. Le vigne sono suddivise in due grandi poderiMontebello, nella conca che circonda la sede aziendale, e San Giovanni, di circa 25 ettari ciascuno – oltre a un piccolo vigneto, acquisito da circa tre anni, sito in comune di Gaiole in Chianti a una quota di circa 700m s.l.m. e costituito da merlot e sangiovese.

La conca di Montebello è orientata a mezzogiorno ed è caratterizzata da suoli più o meno argillosi arricchiti da alberese, un calcare marnoso ad alto contenuto di carbonato di Calcio, nella porzione settentrionale e da argilliti scistose (galestro) nella porzione meridionale che vede, inoltre, la presenza di argille più compatte. Il Podere San Giovanni, al contrario, è caratterizzato da suoli ricchi di sabbie plioceniche. Il vigneto di Gaiole in Chianti è, al contrario, ricco di macigno – un’arenaria tipica della Toscana oltre che di Liguria, Emilia Romagna, Lazio ed Umbria – e rappresenta il più alto vigneto dell’intera DOCG.

Mappa tratta da Classico Berardenga - http://classicoberardenga.it - Clicca per ingrandire la mappa

La densità media dei vigneti è di circa 7.000 ceppi per ettaro con una resa media annua compresa fra i 50 e i 65 quintali per ettaro. In passato, erano state provate maggiori densità di impianto ma i risultati hanno consigliato di sostituire tali vigneti con gli attuali a minor densità. Sangiovese e merlot sono generalmente allevati a cordone speronato mentre per i due cabernet è preferita la forma a guyot. Per amor di precisione, è giusto specificare che nel Podere San Giovanni è allevato a guyot anche il sangiovese; nelle vigne aziendali non viene effettuata vendemmia verde. Un ruolo fondamentale è svolto dalla viticoltura di precisione che identifica con accuratezza le singole porzioni nella quali intervenire con le diverse pratiche agronomiche quali, ad esempio, la concimazione con sovescio e strame naturale.

Nel territorio di Castelnuovo Berardenga il clima è di tipo continentale, con temperature anche molto basse in inverno ed estati talvolta siccitose. Le escursioni termiche nell’arco della giornata risultano essere importanti, anche a causa di un’altitudine piuttosto accentuata. Le precipitazioni annue si attestano attorno ai 700 – 800 millimetri di pioggia, con una certa prevalenza nel tardo autunno e in primavera. (Dati tratti dal sito dell’Associazione Classico Berardenga – Viticoltori di Castelnuovo).

La cantina

La cantina, recentemente ampliata, è sita all’interno della antica villa padronale nel cuore della conca di Montebello. Ad oggi, può contare su 26 vasche inox a doppia cella oltre che su tini tronco-conici in rovere utilizzati sia per la fermentazione sia per l’affinamento di alcuni dei vini. La porzione superiore delle vasche inox è destinata alla fermentazione mentre quella inferiore all’affinamento in modo tale che la svinatura, a fine della macerazione fermentativa, possa avvenire semplicemente per gravità senza l’uso di pompe e con impatto nullo in termini energetici e una maggior protezione delle qualità organolettiche dei vini in divenire.

La vendemmia, interamente manuale, vede una prima selezione dei grappoli in vigna seguita da una seconda, quando necessario, in cantina. È, però, dopo la diraspatura che avviene la più attenta e importante cernita delle uve per mezzo di un moderno lettore ottico in grado di scegliere i singoli acini sulla base del colore, della forma e della dimensione. Tale sofisticato apparecchio permette di vinificare esclusivamente le uve più idonee alla realizzazione di ciascun vino; per la produzione dei prodotti di maggior qualità sono scartati circa il 30-40% degli acini. La vinificazione di tali uve altamente selezionate avviene nei tini tronco-conici.

La qualità delle uve è però strettamente legata anche alle pratiche di vendemmia dato che per le 24 parcelle, nelle quali sono stati suddivisi i vigneti, sono svolte oltre 60 vinificazioni separate della quali una trentina avviene nei tini di rovere. Da ultimo, ma non certo per importanza, la vinificazione di poche selezionatissime partite di uva è svolta all’interno di barrique e tonneau aperti o di altri piccoli recipienti quali anfore od orci. La maturazione dei vini, a seconda delle necessita enologiche, avviene sia in legni piccoli – barrique e tonneau – sia in botti grandi di rovere francese, toscana, di Slavonia o austriaca. Negli ultimi anni, l’Azienda si è sempre più indirizzata verso i vini monovitigno che rappresentano – con merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc e sangiovese – alcune delle referenze di maggior qualità. I vini da vitigni bordolesi maturano in barrique ad eccezione del cabernet franc per il quale sono utilizzati tonneau. Per le etichette più importanti sono impiegati solo legni nuovi; barrique e tonneau sono sostituiti interamente ogni tre anni.

Tolaini nel calice

Le righe che seguiranno saranno dedicate al racconto dei vini degustati il giorno 13 gennaio 2023 nel corso della mia visita in Azienda. Il mio grazie va alla famiglia Tolaini per la disponibilità e l’ospitalità nonché all’enologo Francesco Rosi, al direttore commerciale Luca Mittica e all’addetta stampa Maddalena Mazzeschi che mi hanno accompagnato nel corso della visita e della degustazione.

Vallenuova – Chianti Classico DOCG – 2020

Le uve sangiovese (95%) e canaiolo nero (5%) provengono da vigneti aziendali siti su suoli franco-argillosi e calcarei caratterizzati da un’elevata presenza di scheletro. La loro vinificazione è avvenuta in vasche di acciaio con un macerazione di circa 20 giorni; in seguito, questo Chianti Classico DOCG è stato affinato per10 mesi in botti di rovere toscano, di Slavonia e austriaco.

Di color rubino di buona intensità, il Vallenuova 2020 apre al naso con un bouquet più giocato sulla finezza che non sull’intensità nel quale le note fruttate di marasca e ribes rosso sono accompagnate da quelle floreali della violetta oltre che dai sentori tostati del cioccolato dolce; piacevoli sfumature di tabacco e liquirizia ne completano il panorama olfattivo.

Al palato, si presenta morbido e di buon corpo per poi svelare, al centro bocca, una ben vestita freschezza e una tessitura tannica energica ma di ottima fattura; più che adeguata la persistenza. Nel complesso, un vino tipico, dal sorso agile e snello e, nel contempo, piacevole e dalla spiccata personalità.

Vigna Montebello Sette – Chianti Classico DOCG Gran Selezione – 2018

Ottenuto da sole uve sangiovese di un singolo vigneto particolarmente vocato allevato su suoli franco-limosi con discreta presenza di scheletro, questa Gran Selezione è vinificata in vasche di acciaio e in tini tronco conici di rovere; la macerazione si è protratta per 20 giorni. In seguito, la massa ha svolto la fermentazione malolattica in botti di legno da 25hl nelle quali ha poi sostato per altri 18 mesi. Infine, dopo sei mesi di affinamento in acciaio, il vino ha riposato per almeno un semestre in bottiglia prima di essere posto in vendita.

Il suo lucente color granato di media intensità ci introduce a una paletta olfattiva matura ed elegante nella quale le note di frutta rossa e nera sono armoniosamente frammiste ai sentori degli agrumi rossi nonché a quelli floreali della violetta appassita; l’insieme, infine, è percorso da un’aggraziata vena balsamica che gli conferisce verticalità e ulteriore finezza oltre che da garbate sfumature boisé a conferma del sapiente uso del legno.

Il sorso – ampio, ricco, teso e avvolgente – sfoggia una spiccata morbidezza e un corpo di non comune importanza che trovano il dovuto contrappunto nell’integrata freschezza e nei tannini che, pur se dolci e fitti, mantengono memoria di un’indomita gioventù; molto lunga la persistenza.

Al Passo – Toscana IGT Rosso – 2019

Le uve sangiovese (34%), merlot (33%) e cabernet sauvignon (33%) sono ottenute da vigne allevate su suoli franco-argillosi e calcarei caratterizzati da un’elevata presenza di scheletro. Dopo la vinificazione, svolta interamente in acciaio, questo Toscana IGT Rosso ha trascorso un periodo di 14 mesi sia in tini tronco-conici sia in barrique di rovere francese; nel corso di questo tempo, è stato affinato per circa sei mesi sulle proprie fecce nobili.

Il luminoso color rubino di questo vino sembra guidarci verso un piacevole e fine bouquet caratterizzato principalmente dai sentori fruttati della ciliegia e della prugna fresca oltre che dai sentori floreali della violetta; il pepe nero e la liquirizia, oltre a una lieve sfumatura di vaniglia, ne completano il quadro olfattivo.

All’assaggio, appare morbido e di buon corpo. Il suo equilibrio è garantito dalla garbata freschezza e da un tessitura tannica vivida ma non aggressiva; soddisfacente la persistenza.

Valdisanti – Toscana IGT Rosso – 2019

Prodotto a partire da un’uguale quantità di cabernet sauvignon e cabernet franc, il Valdisanti 2019 nasce da uve ottenute da vigneti posti su suoli sabbiosi con esigua presenza di scheletro. Dopo la vinificazione in acciaio con una macerazione di 25 giorni, il vino ha riposato per 16 mesi in barrique di rovere francese; durante questo periodo è stato tenuto per sei mesi a contatto delle proprie fecce fini.

L’intenso e luminoso color rubino ci introduce a un quadro olfattivo intenso, fine e complesso nel quale le note fruttate di apertura – ben riconducibili alle ciliegie e alle more di gelso – sono affiancate dai sentori del pot-pourri di fiori rossi nonché da eleganti sensazioni di cioccolato fondente e vaniglia; dopo alcuni minuti e una timida rotazione del calice, l’insieme appare, infine, percorso da sfumature fumé che ne aumentano fascino e complessità.

Il sorso – ricco, succoso e piacevolmente caldo – apre molto morbido e strutturato per poi trovare il proprio contraltare nell’ammantata freschezza e nei tannini capaci di coniugare eleganza e personalità. Nel complesso, un vino che riunisce carattere e gradevolezza chiudendo molto lungo e mostrandosi capace di reclamare con decisione il sorso successivo.

Legit – Toscana IGT Cabernet Sauvignon – 2018

Prodotto a partire da sole uve cabernet sauvignon, il Legit 2018 nasce da grappoli ottenuti da vigneti posti su suoli sabbiosi con esigua presenza di scheletro. Vinificato nei tini tronco-conici di rovere francese, questo Toscana IGT Cabernet Sauvignon rimane a contatto delle bucce per 30 giorni; in seguito, il vino riposa per 24 mesi in barrique francesi delle quali 70% nuove e 30% di secondo passaggio. Nel corso di tale periodo, il Legit 2018 è rimasto per sei mesi a contatto con le proprie fecce nobili.

Di color rubino intenso e lucente, questo vino apre al naso con marcate e succose note di frutti rossi e neri quali ciliegia, mora di rovo e mirtillo nero alle quali si affianca un ricco e variegato corredo di spezie tra le quali mi fa piacere ricordare la liquirizia, il pepe nero e il tamarindo. L’insieme, col trascorre dei minuti nel calice, si arricchisce ulteriormente grazie ai sentori di arancia amara e di pot-pourri di fiori rossi dando così vita a un bouquet complesso ed elegante.

Il sorso è caldo, avvolgente e polposo; la notevole morbidezza e la pienezza del corpo trovano il loro asse di simmetria nella viva – ma composta – freschezza e nei tannini nervosi ma, nel contempo, fitti e dolci. La beva risulta, quindi, tesa ma ampia, ricca e di piena soddisfazione oltre che dalla lunga persistenza.

Picconero – Toscana IGT – 2018

Il Picconero nero 2018 è stato prodotto da sole uve merlot ottenute da un vigneto allevato su suolo ricco di limo e argilla con una significativa presenza di scheletro. Gli acini interi vengono immessi nei tini tronco-conici dove sono vinificati e nei quali la macerazione si protrae per 30 giorni. Il vino è, infine, trasferito in barrique nuove di rovere francese ove sosta per 16 mesi rimanendo per un semestre a contatto con le proprie fecce fini; dopo l’imbottigliamento, il Picconero 2018 ha riposato per almeno un anno in vetro prima di essere posto in commercio.

L’impenetrabile e affascinante color rubino di questo merlot funge da prologo a un bouquet che apre intensamente fruttato in virtù delle note di confettura di ciliegia, mora di rovo e mirtillo nero alle quali si inframmezzano quelle del pot-pourri di fiori rossi; una lieve rotazione del calice e un po’ di pazienza ci permettono, infine, di apprezzare i sentori speziati del tamarindo e del pepe nero insieme ad accenni di vaniglia e liquirizia; infine, l’insieme si arricchisce di sensazioni tostate di carruba oltre che di sfumature di rabarbaro dando così vita a un caleidoscopio di profumi di non comune eleganza e complessità.

La notevole morbidezza e la ricchezza del corpo originano un sorso succoso e muscolare; è, però, fondamentale apprezzare come la composta freschezza e i tannini di eccellente fattura – e ancora piacevolmente scalpitanti – ci regalino una beva tesa e nitida, capace di unire, nel singolo assaggio, piacevolezza, grande struttura e una lunga persistenza.

Tolaini

Strada Provinciale 9 di Pievasciata, 28

Loc Vallenuova

53019, Castelnuovo Berardenga (SI)

info@tolaini.it

www.tolaini.it

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