• Mer 19 Giu 2024

Roberto Ghio si racconta…

Roberto, nella tua continua ricerca della qualità e del recupero delle tradizioni, quali ritieni essere stati gli obiettivi più importanti che finora hai raggiunto e quali quelli che ti proponi di ottenere negli anni a venire?

È sempre difficile capire se hai veramente raggiunto un obiettivo. Col mio lavoro cerco di portare nel bicchiere l’anima di ogni vigna, di ogni vitigno e dell’andamento climatico di un’annata. Spero che quanto compiuto in questi anni per recuperare gli antichi vitigni e i vigneti storici del comune di Bosio, riportandoli alla produzione nel rispetto delle loro caratteristiche, abbia dato dei risultati interessanti. Per il futuro ritengo che l’impresa del nuovo vigneto a Cascina Menta possa rappresentare l’obiettivo più ambizioso e, nel contempo, carico di interesse e aspettative.

Parliamo proprio di Cascina Menta dove, a oltre 800 metri di quota, hai impiantato – nella primavera 2017 – un vigneto di Pinot nero: vuoi raccontarci quali sono gli obiettivi di questa nuova avventura?

Tutto a Cascina Menta è una sfida: lavorare all’interno del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, in una zona tra le più incontaminate d’Italia, vuol dire dover prestare la massima attenzione all’ambiente, evitando ogni pratica che lo possa compromettere. Inoltre, la quota – che lo rende il vigneto più alto del Piemonte oltre che quello più vicino al mare – rappresenta già di per sé una sfida, così come il Pinot nero da molti considerato uno dei più importanti e complessi punti di arrivo professionali per le difficoltà che dà sia in vigna che in cantina. Riuscire a esprimere col vino la vera anima di territorio selvaggio, sarebbe per me motivo di grande soddisfazione.

La tua attività di vignaiolo e produttore è affiancata da quella di ristoratore sia presso la Baita del Rio Gorzente, sia presso l’Osteria Piemontemare a Gavi: quali sono i valori con i quali cerchi di svolgere questo tuo ruolo di ristoratore?

Il vino è ospitalità, è cultura; il vino è comunione, sacralità, quotidianità e festa. Nel nostro accogliere i clienti all’Osteria Piemontemare, nella costruzione del menù e nella realizzazione dei piatti, pertanto, cerchiamo di rendere il pasto un momento di vera riscoperta di antichi piatti e sapori, imparando a conoscere insieme la cultura di un popolo.

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