• Lun 02 Ott 2023

Merano Wine Festival 2019: dodici vini per ricordarlo

11.550 presenze, 950 case vinicole, quasi 300 giornalisti e un indotto di oltre 10 milioni di euro: questi, in estrema sintesi, i numeri della recente 28ª edizione del Merano Wine Festival (8-12 novembre). Sono numeri importanti che certificano il successo di una manifestazione il cui fascino e la cui rilevanza continuano a crescere di anno in anno in forza della qualità dei vini presentati e del gran numero di iniziative riguardanti la cultura enogastronomica italiana e non solo.

I numeri, però, sono numeri e non sono in grado di comunicare l’atmosfera che si respira nei saloni liberty della Kurhaus, la storica e affascinante sede del Festival. Ciò che colpisce realmente, a mio avviso, è la grande attenzione che i visitatori, pur estremamente numerosi, riescono a porre nel corso degli assaggi, un’attenzione che certifica l’elevata competenza del pubblico non solo degli operatori ma anche dei tantissimi appassionati. Tra le numerose sale, nelle quali sono allestiti gli stand, la passione dei produttori e del pubblico per il vino è quasi palpabile così come è palese il desiderio di assaggiare non solo per puro edonismo, soddisfacendo così il piacere di un attimo, ma per conoscere e capire arricchendo così per sempre il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze.

Il mio percorso, ovvero il Merano Wine Festival 2019 in dodici vini

Come giornalista e membro di una delle Commissioni di Assaggio per l’ammissione dei vini a “The Official Selection” non riesco – né tanto meno voglio riuscire – a sottrarmi a questa sorta di emozione collettiva che attraversa i saloni del Merano Wine Festival e alla consapevolezza di avere l’invidiabile opportunità di assaggiare molti dei migliori vini d’Italia ma non posso dimenticare che, pur se con difficoltà, alla fine dovrò scegliere cosa raccontare condividendo così con chi legge i miei ricordi e le mie sensazioni ma anche fornendo quella che, a mio avviso, può essere vista come una minuscola selezione di vini che davvero vale la pena di conoscere.

Le prossime pagine, pertanto, conterranno la narrazione di dodici vini – uno per ogni mese che ci separa dal prossimo Festival – tra i molti che ho avuto il piacere di assaggiare in compagnia dell’amico e collega Luca Agostinetto; un numero piccolo che esclude tantissimi altri prodotti che sarebbero stati da presentare e che, spero, troveranno spazio in altri futuri articoli; porgo fin d’ora le mie scuse a quei produttori che hanno condiviso con me il loro tempo e il loro lavoro e dei quali, per ora, non ho l’opportunità di scrivere e mi complimento sinceramente con tutte le aziende partecipanti per quanto hanno saputo offrirci nel corso di questa 28ª Edizione.

Alessio Komjanc – Collio Doc Pinot bianco – 2018

Questo Collio Doc Pinot bianco – prodotto a partire da uve ottenute dai vigneti siti in comune di San Floriano del Collio (GO) sulla tipica ponca, ovvero una successione di marne e arenarie – è stato vinificato e affinato esclusivamente in acciaio.

Il suo brillante color paglierino introduce a un naso di estrema eleganza nel quale le note fruttate della mela, della pesca bianca e della pera sono armoniosamente attraversate dalle sensazioni speziate dell’anice stellato oltre che da quelle floreali del sambuco; le note dolci del confetto ne completano l’intrigante quadro olfattivo.

Il sorso, nel contempo vibrante e avvolgente, sfoggia un ingresso ricco e morbido che mostra immediatamente grande carattere in virtù di una tesa freschezza e di una altrettanto evidente sapidità; l’insieme sfoggia equilibrio e personalità e si mostra capace di chiamare il sorso successivo grazie alla beva facile, ma certo non banale; lunga la persistenza e assai elegante il fin di bocca.

www.komjancalessio.com

Alois Lageder – Casòn – Vigneti delle Dolomiti Igt bianco – 2016

Ottenuto prevalentemente da uve viognier e petit manseng coltivate nelle vigne site a Magrè (BZ) a quote comprese fra i 230 e i 360m s.l.m. nei pressi di Casòn Hirschprunn su suoli sabbioso-calcarei ricchi di scheletro di dolomia, il Casòn 2016 ha fermentato in barrique per poi maturare, sempre in barrique, per circa 11 mesi sulle proprie fecce fini e continuare poi la propria evoluzione in botti grandi.

Di un brillante color paglierino intenso con riflessi dorati, questo Vigneti delle Dolomiti Igt bianco sfoggia un naso ampio ed elegante nel quale le note di frutta bianca matura e di ananas fresco sono immediatamente affiancate da garbate note di vaniglia oltre che da un’insieme di sensazioni riconducibili alle spezie dolci; sentori di confetto, cioccolato bianco ed erbe provenzali ne completano il complesso bouquet.

Il sorso sfoggia un ingresso morbido e avvolgente ma, nel contempo, di grande equilibrio grazie alla tesa freschezza e alla più che spiccata sapidità; ne deriva, in tal modo, una beva facile e piacevole che non lascia, però, spazio a un’eccessiva piaggeria e mostra carattere e personalità; assai lunga la persistenza.

www.aloislageder.eu

Angelo Negro – Sudisfà – Roero Docg Riserva – 2016

Le uve nebbiolo utilizzate per questo Roero Riserva provengono dai vigneti aziendali coltivati su suoli calcarei di medio impasto aventi esposizione tra sud e sud-est; riposa in cantina per non meno di 32 mesi maturando prima in botti e in barrique e poi affinando in bottiglia.

Di color granato chiaro, il Sudisfà 2016 apre al naso con le tipiche note di marasca e piccoli frutti rossi alle quali si affiancano le sensazioni floreali della violetta appassita; sentori di cuoio e tabacco, e una lieve sfumatura di vaniglia, ne arricchiscono il già complesso bouquet.

L’attacco in bocca è ampio, avvolgente e capace di mettere in evidenza la ricchezza del corpo e la sua spiccata morbidezza; al centro bocca, l’equilibrio è garantito da una ben presente freschezza e da tannini piacevoli e garbatamente vividi. La più che lunga persistenza e l’eleganza del fin di bocca ci conducono, in modo spontaneo, al sorso successivo.

www.angelonegro.it

Cantine Pellegrino – Old John – Marsala Superiore Riserva Ambra Semisecco Doc – 1998

Ottenuto a partire da uve Grillo, Catarratto e Inzolia prodotte da vigneti siti nell’entroterra di Marsala e Mazara del Vallo (TP) su suoli di medio impasto a quote comprese tra il livello del mare e i circa 100m di altitudine, questo Marsala Superiore Riserva è stato fortificato con l’aggiunta di alcol neutro e arricchito mediante l’impiego di mosto cotto; infine, ha maturato per almeno 48 mesi in botti da 50 e 80hl e, per un periodo minimo di sei mesi, in barrique.

Di color ambra lucente, l’Old John 1998 apre al naso con i sentori fruttati dell’uvetta sultanina, dell’albicocca disidratata e del dattero al forno ai quali si affiancano, senza mai prevaricarsi a vicenda, le note degli agrumi biondi, delle erbe mediterranee e quelle finemente vanigliate del cioccolato bianco; una sfumatura di salsedine ne completa il bouquet ricordandoci la sua natura di”vino del mare”.

Di ottimo corpo, molto morbido e piacevolmente dolce, sfoggia un eccellente equilibrio e un calore evidente ma mai fastidioso nonostante vanti il 18% di volume in alcol; la spiccata freschezza gli conferisce un sorso elegante, gradevole e mai stucchevole. Un Marsala capace di ricordarci cosa può – e deve – offrire una Denominazione che ha fatto la storia enoica d’Italia e non solo.

www.carlopellegrino.it

Donatella Cinelli Colombini – Brunello di Montalcino Docg Riserva – 2012

Ottenuto da uve Sangiovese in purezza e infine maturato per tre anni e mezzo in tonneau e botti grandi, questa Riserva 2012, che nel calice si presenta al nostro sguardo di un luminoso color granato, sfoggia un bouquet complesso e di spiccata eleganza nel quale la confettura di piccoli frutti rossi condivide il palcoscenico con le note floreali della violetta appassita oltre che con un variegato panorama di spezie tra le quali è facile riconoscere il pepe nero, la liquirizia e il tamarindo; le note tostate della polvere di caffè ne completano l’arcobaleno di profumi.

Il sorso è austero ma, nel contempo, coinvolgente e armonioso; la ricchezza del corpo è affiancata da una garbata morbidezza ed entrambe trovano nerbo e sostegno nella ancora vivida freschezza e nei tannini di eccellente fattura; la lunghissima persistenza sembra condurci al sorso successivo svelando così una beva di invidiabile piacevolezza.

www.cinellicolombini.it

Gianfranco Fino – Es – Primitivo di Manduria Doc – 2013

Le uve primitivo utilizzate per la produzione dell’Es 2013 sono ottenute da vecchi vigneti coltivati ad alberello su terre rosse pianeggianti a una quota di circa 98m s.l.m. Terminata la vinificazione in acciaio, questo Primitivo di Manduria Doc è stato maturato a lungo in barrique di primo e secondo passaggio.

Dal calice, nel quale sfoggia un intenso color granato, l’Es 2013 offre un bouquet ricco, complesso e intensamente fruttato con le eleganti note di confettura di ciliegia e piccoli frutti scuri arricchite da sensazioni di grafite, noce moscata e cannella; le note tostate del cioccolato e quelle dolci del confetto nel completano l’ampio quadro olfattivo.

Al palato, si offre ricchissimo, piacevolmente caldo e succoso nonché di grande corpo e altrettanto spiccata morbidezza; l’equilibrio e la beva sono garantiti dalla nitida freschezza e dai tannini eleganti e ancora piacevolmente nervosi; molto lunga la persistenza.

www.gianfrancofino.it

Marenco – Scrapona – Moscato d’Asti Docg – 2011

Le uve moscato bianco utilizzate per la produzione di questo vino provengono da una delle più celebri vigne della Valle Bagnario, un territorio, in comune di Strevi (AL), fortemente vocato per la coltivazione di questo vitigno; tale vigneto è situato su marne calcaree e gode di un’esposizione sud-occidentale e di una pendenza che supera il 30%.

Lo Scrapona 2011, presentato in formato magnum, sfoggia tuttora un naso aromatico e fragrante di frutta bianca matura arricchito dalle note agrumate del pompelmo giallo e del cedro fresco; le sensazioni varietali di zagara, salvia sclarea e mentuccia ne completano il tipico ed elegante panorama olfattivo.

Al palato, stupisce per freschezza e nerbo che trovano il loro contrappunto nel buon corpo e nella ben presente morbidezza nonché in una dolcezza evidente ma sapientemente gestita; lunga la persistenza. Una bottiglia in grado di sfatare pregiudizi e false certezze sulla breve vita del Moscato d’Asti Docg e capace di aprire nuovi orizzonti a una Denominazione troppo spesso ingiustamente relegata ai cesti natalizi.

www.marencovini.com

Maso Martis – Madame Martis – Trento Doc Riserva Brut – 2009

Questo Trento Doc Riserva Brut trae origine da uve pinot nero (70%), chardonnay (25%) e pinot meunier (5%) coltivate secondo i dettami dell’agricoltura biologica. La base spumante è stata maturata parte in acciaio e parte in barrique; prima della sua commercializzazione è stato affinato per ben nove anni in bottiglia sui lieviti.

Nel calice, si presenta di un brillante color paglierino percorso da lente e finissime catenelle che gli conferiscono ulteriore fascino ed eleganza.

Al naso, si offre intenso e finissimo con note di apertura di frutta a polpa bianca e gialla fragrante affiancate da sensazioni di brioche, nocciola e mandorla dolce; sentori di bergamotto, fiori bianchi, erbe aromatiche e caramello nel completano l’ampio e più che complesso bouquet.

Il sorso riesce a coniugare perfettamente la tensione della vibrante freschezza con la ricchezza, la morbidezza e la pienezza del corpo realizzando un unicum armonico e dall’equilibrio quasi funambolico; la finissima e setosa effervescenza arricchisce l’insieme di ulteriore cremosità rendendolo ancor più avvolgente e affascinante; davvero lunga la persistenza.

www.masomartis.it

Mongioia – L’Astralis – Moscato d’Asti Docg – 2017

Ottenuto mediante una rivisitazione moderna dell’antico metodo di filtrazione coi sacchi atto a rimuovere i lieviti per preservare il desiderato residuo zuccherino, L’Astralis 2017, che si presenta allo sguardo di un luminoso color paglierino, ci regala un naso capace di coniugare intensità e finezza offrendoci fragranti sensazioni di frutta bianca affiancate dalle immancabili – per un Moscato d’Asti Docg – note agrumate, in questo caso riconducibili al bergamotto e al pompelmo giallo, oltre che da eleganti sentori di zagara e salvia sclarea.

Al palato, sfoggia un ottimo corpo e un’altrettanto spiccata morbidezza oltre a un’evidente, ma certo non stucchevole, dolcezza; la sua vibrante freschezza conferisce all’insieme equilibrio e chiama insistentemente alla beva.

www.mongioia.com

Monteverro – Monteverro – Toscana Igt Rosso – 2008

Prodotto per la prima volta proprio nel 2008, questo Monteverro nasce a partire da uve cabernet sauvignon (60%), cabernet franc (25%), merlot (10%) e petit verdot (5%) proveniente dai migliori appezzamenti aziendali. Ogni parcella è stata fermentata separatamente parte in acciaio e parte in barrique e, in seguito, è stato maturato per 24 mesi in barrique nuove al 70%.

Il suo affascinante color granato ci introduce a un bouquet elegantemente fruttato nel quale le note di confettura di ciliegie, more e mirtillo nero, di prugna disidratata e di cassis sono armoniosamente affiancate dalle sensazioni speziate di vaniglia, pepe nero, cannella e noce moscata oltre che da quelle di potpourri di fiori rossi; sentori di carruba e tabacco ne completano l’interessante spettro olfattivo.

Strutturato e di grande morbidezza, il Monteverro 2008 si presenta al sorso ampio, succoso e capace di regalare una beva equilibrata e piacevole in virtù dell’ancora lineare freschezza e di una tessitura tannica fitta e piacevolmente nervosa; lunga la persistenza.

www.monteverro.com

Scarpa – Tettineive – Barbaresco Docg – 1989

Ottenuto da uve nebbiolo in purezza, il Tettineive matura per non meno di 24 mesi in botti grandi di rovere.

Il suo chiaro e lucente color granato sembra prenderci per mano per condurci a un naso ancora riccamente fruttato nel quale spicca la confettura di piccoli frutti rossi accompagnata da una piacevole e timida nota fumé oltre che da sensazioni di violetta appassita, tabacco e cuoio; un’elegante vena balsamica, inoltre, conferisce tridimensionalità olfattiva al bouquet.

All’assaggio, colpisce per la grande eleganza giocata sul delicato equilibrio fra il corpo ormai leggero, un’ancora ben percepibile morbidezza e tannini lievi e setosi ma sempre in grado di regalare, insieme alle ben presente freschezza, carattere e personalità al sorso; molto lunga la persistenza.

www.scarpawine.com

Silvio Carta – Vernaccia di Oristano Doc Riserva – 1968

Ottenuta da uve dell’omonimo vitigno, questa Vernaccia di Oristano Doc è stata maturata in grandi botti di castagno più che centenarie fino al mese di ottobre 2018 quando è stata imbottigliata.

Di color tonaca di frate chiaro impreziosito da sfumature di oro antico, questa Riserva 1968 sembra voler comunicare non solo le proprie caratteristiche ma, soprattutto, la grandezza di una Denominazione tristemente poco valorizzata e la passione di chi, caparbiamente, continua a impegnarsi per mantenere viva un’antica e nobile tradizione.

Al naso, regala note di uvetta appassita, dattero al forno e albicocca disidrata rese più austere da un’importante sensazione minerale di grafite e da un’elegante e garbata nota si smalto; il mallo di noce, la polvere di caffè, la nocciola tostata, le sfumature salmastre e i sentori di miele amaro ne arricchiscono il bouquet e sono affiancate da una finissima vena balsamica che conferisce all’insieme un’intrigante verticalità.

Al palato, si offre di corpo e morbida e risulta percorsa da una tesa spalla acida che le conferisce equilibrio e piacevolezza di beva; il sorso – teso, ampio ed estremamente ricco – chiude lunghissimo offrendoci un fin di bocca di rara nobiltà.

www.silviocarta.it

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