Loredan Gasparini e Venegazzù: un matrimonio all’insegna dei grandi vitigni bordolesi…ma non solo
Quando dico al di là delle Alpi, è solo Venezia che intendo veramente
Friedrich Nietzsche, Il crepuscolo degli idoli, 1888
Si può respirare la storia? Si può vederla e sentirla palpabile intorno a noi? È possibile assaggiarla in un bicchiere? In senso stretto – ma a mio avviso troppo limitante – probabilmente no ma alcuni luoghi, alcuni nomi, alcuni racconti e, aspetto per me importantissimo, alcuni vini hanno indubbiamente grandi capacità evocative riuscendo a trasportarci nei secoli, facendoci percepire i volti, i suoni, le fatiche e, purtroppo, i dolori di chi ci ha preceduto in questo mondo.
Il Montello, in provincia di Treviso, è uno di questi luoghi: bosco riservato all’Arsenale della Serenissima, luogo di residenza e villeggiatura della nobiltà veneziana e finanche del suo Doge Leonardo Loredan (1436 – 1521) e, in tempi molto più bui e recenti, teatro di duri scontri nel corso della Grande Guerra dopo la disfatta di Caporetto, oggi per fortuna il Montello vede non più nelle armi bensì nelle vigne e nel vino, oltre che nei suoi paesaggi e nei suoi boschi, uno dei suoi principali motivi di interesse e di sviluppo.

È proprio qui, al margine meridionale di questa lunga collina, che prende origine la storia che voglio raccontare, ovvero quella dell’Azienda Agricola Conte Loredan Gasparini.
Azienda Agricola Conte Loredan Gasparini
La storia
Come molte grandi aziende del mondo enoico, anche l’Azienda Agricola Conte Loredan Gasparini nasce da un uomo capace di credere in un sogno e, nel contempo, sorretto dalla profonda consapevolezza di poter contare su un territorio capace di dar vita a grandi vini
L’uomo in questione è il Conte Piero Loredan Gasparini, diretto discendente del Doge di Venezia Leonardo Loredan che, sul finire degli anni ‘40 del ventesimo secolo, diede vita alle pendici del Montello – nella frazione Venegazzù di Volpago del Montello il cui nome, di derivazione dialettale, sta probabilmente a indicare la storica abbondanza di vigne – alla sua azienda vitivinicola con la ferma volontà di creare vini di grande livello partendo dalle uve bordolesi, ovvero dal Merlot, già assai diffuso in zona, nonché dal Cabernet Sauvignon, dal C. Franc e dal Malbec che provvedette a introdurre lui stesso. Il suo primo Rosso di Venegazzù vide così la luce nel 1951 per essere poi seguito da altre etichette tra le quali non si può non ricordare il vino principe di questa Azienda, ovvero il Capo di Stato, prodotto per la prima volta nel lontano 1964 come selezione delle migliori uve provenienti dalla più vecchia vigna aziendale.

Un altro momento cruciale per la storia di questa cantina è da identificare con il 1973, quando il Conte perfezionò la vendita della Tenuta all’attuale titolare – Giancarlo Palla – già attivo nella vitivinicoltura con una propria azienda a Roncade, a sud di Treviso.
In seguito, il Sig. Giancarlo continuò l’attività del Conte con lo stesso impegno e la sua stessa volontà di continuo miglioramento. Col passare degli anni, suo figlio Lorenzo iniziò a dare il proprio contributo alla crescita dell’attività di famiglia che, nel frattempo, aveva intrapreso la produzione dell’Asolo Prosecco Docg a partire dalle uve Glera ottenute dalle vigne site nel comune di Giavera del Montello (TV); attualmente Loredan Gasparini può contare su 47 ettari vitati a Venegazzù, dedicati alla produzione di uve nere (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Malbec), e 23 ettari in comune di Giavera, a quote comprese fra i 150 e i 250m s.l.m., dedicati alla produzione di uve Glera.

Il Montello, Loredan Gasparini e il suo territorio
Il Montello rappresenta, insieme al limitrofi Colli Asolani, un rilievo isolato all’interno della pianura veneta avente forma pressoché ellittica e dimensioni di circa 13km di lunghezza e 5 di larghezza con quote comprese fra i 100 e i 280m s.l.m.; dal punto di vista amministrativo ricade in cinque comuni della provincia di Treviso: Crocetta del Montello, Giavera del Montello, Montebelluna, Nervesa della Battaglia e Volpago del Montello.
La vite è da secoli presente in queste terre e, da sempre, il Montello è considerato un’area di produzione di elevata qualità, tanto che i suoi vini erano esportati all’estero già nel quindicesimo secolo anche grazie alla presenza della Serenissima che deteneva il controllo di queste terre.
La sua origine geologica va cercata nella deformazione, dovuta alle fasi più recenti di formazione delle Alpi, di sedimenti di età Terziaria – in particolare depositatisi tra l’Oligocene Superiore e il Miocene Superiore, ovvero da circa 30 a circa 7,5 milioni di anni or sono – aventi origini inizialmente marine e, in seguito, continentali. Tali depositi, detti molasse, sono costituiti da calcareniti costiere seguite da siltiti e da arenarie grigie depositatesi in antichi delta. A seguire, sono presenti rocce conglomeratiche con abbondanti elementi calcarei, depositatesi in ambiente continentale nel corso del tardo miocene. Al di sopra di queste rocce si trovano suoli argillosi misti a limo e sabbia con scarsa presenza carbonatica; localmente affiorano rocce calcaree che danno origine a fenomeni carsici quali, ad esempio, le doline. Attualmente, il Montello vede i vigneti presenti prevalentemente sui versanti esposti a mezzogiorno e un’ancora cospicua presenza di boschi, discendenti dalle antiche selve deputate alla costruzione della navi presso l’arsenale della Repubblica di Venezia.

Dal punto di vista climatico, il territorio della Doc Montello – Colli Asolani è connotata da un clima subcontinentale con una tendenza all’aumento della piovosità avvicinandosi alle Prealpi. La temperatura media annua oscilla normalmente fra i 12,5 e i 14°C mentre la piovosità complessiva annua si attesta, in media, sul valore di 1098mm.
I vigneti storici, deputati alla produzione delle migliori uve nere, dell’Azienda Loredan Gasparini sono localizzati nella zona pedecollinare, a circa 40km dal mare, che unisce il Montello con la pianura del fiume Piave dove costituiscono un unicum dalla forma rettangolare che gode della protezione del Montello, beneficiando così di un microclima particolarmente favorevole. Nella porzione più marcatamente collinare della Tenuta emergono rocce conglomeratiche di provenienza alpina e natura prevalentemente calcarea e dolomitica e, in misura minore, arenacea; la matrice che unisce i ciottoli di tali conglomerati, di colore giallastro o grigiastro, è di natura arenaceo-argillosa. Le aree pedecollinari sono ricoperte da depositi pleistocenici di natura fluvioglaciale e alluvionale nei quali è presente un’abbondante matrice sabbiosa ricca di materiali organici. Spostandosi ulteriormente verso la pianura, tali depositi lasciano spazio ad altri, sempre di origine fluvioglaciale, prima prevalentemente sabbiosi e, ancora più a valle, di natura ghiaiosa e ghiaioso sabbiosa.
L’importanza e la qualità di questa piccola porzione viticola della Denominazione di Origine Controllata Montello – Colli Asolani trova pieno riconoscimento normativa nell’istituzione della sottozona Venegazzù, anche Superiore, “riservata al vino ottenuto dalle uve, dai mosti e da vini delle seguenti varietà provenienti dai vigneti di un ambito aziendale (Cabernet Sauvignon dal 50% all’70%, Cabernet Franc e/o Carmenère e/o Merlot dal 30% al 50%. Possono concorrere fino ad un massimo del 15% le uve dei vitigni a bacca di colore analogo esclusi gli aromatici, idonei alla coltivazione per la provincia di Treviso)”.
Le degustazioni: per conoscere davvero Loredan Gasparini
Asolo Prosecco Superiore Docg Brut
Le uve Glera in purezza coltivate nella Tenuta di Giavera danno origine a questo Asolo Prosecco Superiore Docg Brut certificato Vegan, fermentato a partire da lieviti selezionati dall’Azienda stessa con una permanenza di 60 giorni in autoclave, che si presenta alla vista di un brillante color paglierino impreziosito da bollicine fini e assai persistenti.
Al naso, si offre tipico e molto piacevole con sensazioni di pera Williams, mela Golden e fiori di biancospino alle quali si aggiungono, col trascorrere dei minuti, gradevoli note di erba fresca e pompelmo giallo oltre a leggeri sentori di liquirizia.
Il suo ingresso in bocca è nitido, lineare e compatto; la giusta pienezza del corpo e il contenuto residuo zuccherino (8g/l) danno vita a uno spumante equilibrato grazie alla ancora vivace freschezza; la più che soddisfacente persistenza e la gradevolezza della sua beva concludono un assaggio capace di mettere d’accordo consumatori in cerca di un gradevole aperitivo così come appassionati più smaliziati.
Degustazione del giorno 11 agosto 2017
Cuvée Indigene – Asolo Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato – 2015
È ottenuto con una lenta fermentazione spontanea a bassa temperatura totalmente in autoclave all’interno della quale il mosto fermenta fino a raggiungere il corretto residuo
zuccherino; a questo punto, l’autoclave viene messa in pressione chiudendo le valvole e la conclusione della prima fermentazione fornisce l’anidride carbonica necessaria all’effervescenza di questo Asolo Prosecco Superiore Docg Brut; nel complesso, la sua permanenza in autoclave è di 12 mesi. È, inoltre, interessante segnalare che le uve utilizzate provengono della vecchia “Vigna Monti”, un appezzamento del 1975 situato sulla collina del Montello e nella quale sono ancora presenti vecchi cloni di Glera.
Nel calice si offre di un lucente color dorato chiaro, arricchito da bollicine molto fini e persistenti, che introduce a un naso di grande complessità ed eleganza. Le note di frutta gialla matura – mela Golden e albicocca – sono avvolte da un insieme di sensazioni tra loro perfettamente integrate e capaci di portare ai nostri sensi una lunga sequenza di profumi quali il fieno, la nocciola tostata, la crosta di pane e la liquirizia; col tempo, il suo già ampio panorama olfattivo viene ulteriormente arricchito dai sentori di cedro candito e di fiori di camomilla.
Al palato, si offre cremoso e avvolgente in virtù del finissimo perlage e di un corpo pieno e rotondo, reso gradevolmente nervoso e di carattere dalla nitida freschezza; la lunga persistenza ci accompagna al sorso successivo nella speranza che la bottiglia non debba terminare.
Degustazione del giorno 2 settembre 2017; bottiglia 6371 di 8500
Falconera – Colli Trevigiani Igt Merlot – 2013
Ottenuto da uve Merlot coltivate nel vigneto Falconera, sito in prossimità di Villa Spineda – Gasparini Loredan a Venegazzù, e affinato per 18 mesi in botti grandi da 25hl, il Falconera 2013 conserva un luminoso color rubino intenso preludio ad un bouquet fine e piacevole nel quale le croccanti note fruttate di ciliegia, prugna fresca e ribes rosso compongono una fitta trama olfattiva all’interno della quale si possono percepire le sensazioni speziate della noce moscata.
Al palato, si offre di buon corpo, piacevolmente caldo, morbido e vellutato ma retto ed equilibrato da una corretta freschezza nonché da tannini di ottima fattura pur se ancora memori di una gioventù non del tutto trascorsa; soddisfacente la persistenza e molto gradevole il fin di bocca. Una nota di merito all’uso del legno che esalta la tipica morbidezza del vino senza interferire con le sensazioni olfattive.
Degustazione del giorno 25 settembre 2017; bottiglia appartenente al lotto L110 16
Della Casa – Montello Colli Asolani Doc Venegazzù – 2011
Questo vino, nato a metà degli anni ‘50 dello scorso secolo, rappresenta uno dei prodotti simbolo dell’Azienda e della sottozona Venegazzù. Prodotto a partire da uve Cabernet Sauvignon (60%), Merlot, Cabernet Franc e Malbec e, in seguito, affinato per
almeno 36 mesi in botti grandi da 25 ettolitri.
Il suo color rubino vellutato certo non tradisce le numerose vendemmie trascorse e sembra accompagnarci a un bouquet sicuramente più fine che intenso e che necessita di un po’ di tempo nel calice per esprimersi pienamente. Chi lo avrà trattato come merita, sarà ricompensato da un armonioso susseguirsi di sensazioni all’interno del quali i profumi fruttati delle ciliege e delle prugne fresche mature sembrano sorreggere le più delicate e intriganti note di pepe nero e cioccolato dolce; una lieve venatura balsamica, che gli dona ulteriore verticalità, e i tipici – ma garbati – sentori di peperone giallo ne completano un bouquet capace di riassumere vitigno, territorio oltre a grande sapienza e passione.
Al palato si offre polposo, ampio e molto morbido; la pienezza della struttura trova il suo punto di equilibrio grazie alla ben presente freschezza, all’evidente sapidità e a tannini fitti e gradevoli. La più che adeguata persistenza conclude un assaggio capace di mostrare appieno il valore di questo importante territorio.
Degustazione del giorno 5 novembre 2017; bottiglia appartenente al lotto L VDC 15
Capo di Stato – Montello Colli Asolani Doc Venegazzù Superiore – 2012
Vino iconico amato dal Presidente francese Charles de Gaulle a cui deve il nome, il Capo di Stato vide la luce la prima volta nel 1964 a partire da uve prodotte dalla vigna “Delle 100 piante” realizzata nel 1946 con Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc
e Malbec.
L’annata 2012, prodotta come ogni anno con le uve di tale vigna, è stata affinata per tre anni in botti grandi e barrique per poi riposare un altro anno in bottiglia prima della sua messa in vendita.
Alla vista si offre di un intenso, vellutato e luminoso color granato impreziosito dalle ultime pennellate rubino. Il suo bouquet, intenso e fine, apre con note di confettura di ciliegie, prugna disidratata e sfumature di peperone giallo tra le quali, dopo una garbata rotazione del calice, si rivela una fitta trama di profumi in cui è facile riconoscere la violetta passita, la noce moscata, il cassis oltre a piacevoli sentori di cioccolato dolce e a un’elegante venatura minerale.
All’assaggio, si presenta succoso, di eccellente struttura, gradevolmente caldo e di grande morbidezza. L’equilibrio è garantito dalla nitida freschezza, dalla ben presente sapidità nonché da una tessitura tannica di grande stoffa pur se ancora scalpitante; l’assai lunga persistenza conclude una degustazione nella quale spiccano struttura ed eleganza oltre a un encomiabile uso del legno. Un vino tipico, elegante e fiero ma, nel contempo, capace di affascinare per la sua morbidezza e la sua armonia nonché per la sua lunghissima vita nel calice.
Degustazione del giorno 29 ottobre 2017; bottiglia appartenente al lotto LCS12 15
Az. Agr. Conte Loredan Gasparini
Via Martignago Alto, 23
31040, Volpago del Montello (TV)
info@loredangasparini.it