• Ven 19 Lug 2024

L’Abruzzo in bianco: breve taccuino di degustazione fra i vini bianchi della Regione dei Parchi

Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia,

un buon libro, un buon amico

Molière

Il polmone verde d’Italia e il suo cuore economico e commerciale si sono recentemente incontrati a Milano per dar vita a un evento di degustazione di indiscutibile interesse. Il giorno 18 febbraio 2019, infatti, il capoluogo lombardo ha ospitato una folta rappresentanza dell’Abruzzo vitivinicolo in occasione dell’evento organizzato, presso il Westin Palace Hotel, dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier di Milano. L’evento, a quale hanno partecipato oltre 40 cantine, è stata l’occasione per approfondire la conoscenza con le Denominazioni di questa regione che – pur essendo principalmente nota per il suo vitigno a bacca nera più rappresentativo, il montepulciano – vede il proprio patrimonio ampelografico ospitare numerose varietà a bacca bianca – quali trebbiano d’Abruzzo, pecorino, passerina, cococciola e montonico – le cui grandi potenzialità stanno solo iniziando a emergere grazie alla volontà dei suoi vitivinicoltori che da sempre le custodiscono e le vinificano.

L’Abruzzo vitivinicolo: territorio e numeri

Credo sia giusto iniziare questa parte del mio racconto sottolineando come negli anni l’Abruzzo sia riuscito a costruirsi, con fatica e impegno, un’immagine sempre più legata alla produzione di vini di qualità portando alcuni suoi prodotti a essere considerati con grande attenzione sia in Italia sia all’estero.

Racchiuso fra il mare Adriatico e i massicci di Gran Sasso e Maiella e con un territorio di rara bellezza e integrità – come testimoniato, tra l’altro, dalla presenza di tre Parchi Nazionali e di oltre dieci tra riserve nazionali e regionali – l’Abruzzo vanta una millenaria storia vitivinicola, come testimoniato anche dagli scritti di Ovidio, Polibio e Plinio il Vecchio, favorita da un clima idoneo alla vite grazie alle temperature miti, all’intensa insolazione e alla buona piovosità; inoltre, la breve distanza fra i grandi massicci montuosi e il mare genera marcate escursioni termiche e una buona ventilazione che agevolano la maturazione aromatica delle uve e la loro sanità.

Il Gran Sasso d’Italia

Il vigneto abruzzese si sviluppa principalmente nella zona collinare e costiera superando attualmente i 32.000ha con una produzione annua di 3,5 milioni di ettolitri dei quali oltre un milione a Denominazione di Origine. La provincia di Chieti ospita circa il 75% del territorio vitato regionale con una produzione di vino pari a circa l’83% del totale; seguono le province di Pescara e Teramo (10% della superficie vitata ciascuna) e da ultimo, per evidenti motivi orografici, la provincia de L’Aquila con meno del 4% del totale dei vigneti.

La forma di allevamento della vite tutt’ora più diffusa è la pergola abruzzese, che occupa circa l’80% del territorio, anche se nei nuovi impianti stanno sempre più prendendo piede le spalliere.

Con 17.000ha a lui dedicati, il Montepulciano è di gran lunga il vitigno più diffuso ma, come già detto, le varietà a bacca bianca stanno via via acquistando maggior importanza e diffusione; il trebbiano, ad esempio, occupa oggi circa 12.000 ettari.

Il panorama produttivo è costituito da circa 250 cantine delle quali ben 40 sono in forma cooperativa.

I vini della Regione, oltre a occupare una fascia importante del mercato interno, trovano importanti sbocchi commerciali in Germania, Stati Uniti e Canada; in forte crescita, inoltre, risultano essere le esportazioni verso il Regno Unito, la Svezia e la Danimarca oltre che verso numerosi stati orientali.

A riprova dell’importanza dell’export per la filiera vitivinicola abruzzese è bello sottolineare che, secondo l’ISTAT, i primi otto mesi del 2018 si sono chiusi con un aumento del 4,5% del valore dell’export del vino abruzzese nel mondo a fronte di una media nazionale del 3,4% con un fatturato di oltre 130 milioni di euro.

Dieci degustazioni in bianco

Senza nulla togliere al Montepulciano d’Abruzzo Doc e al Cerasuolo d’Abruzzo Doc, che rappresentano senza ombra di dubbio due delle eccellenze enoiche del proprio territorio, ho voluto dedicare le righe che seguiranno alle sole varietà a bacca bianca che, pur se ricche di spunti di interesse, sono spesso meno presenti negli assaggi di professionisti e appassionati.

Le righe che seguiranno saranno, pertanto, dedicate a dieci vini bianchi, suddivisi fra le quattro varietà presenti ai banchi di assaggio, che mi hanno particolarmente colpito per la loro capacità di raccontare vitigno e territorio.

Le annate più rappresentate nel corso dell’evento, per lo meno per quanto riguarda i vini bianchi, sono state il 2018, 2017 e 2016. La prima si è rivelata un’annata con un andamento meteorologico piuttosto altalenante ed è stata caratterizzata da una primavera piovosa e, infine, da un periodo caldo durante la vendemmia. Il 2017 è stato un anno assai siccitoso con un’estate molto calda al contrario del 2016 che ha mostrato un’elevata piovosità nel corso dell’intero periodo vegetativo della vite.

Cococciola

Grappoli di cococciola

Tenuta Ferrante – 100 Pensieri – Terre di Chieti Igt Cococciola – 2018

Le uve cococciola utilizzate nella produzione di questo vino provengono da vigneti collinari, esposti tra ovest e sud-ovest, in comune di Lanciano (CH) siti a una quota di circa 200m s.l.m. su suoli limosi di medio impasto; il 100 Pensieri è stato maturato per circa due mesi sulle proprie fecce fini in serbatoi di acciaio.

Di color paglierino chiaro e luminoso, questo Terre di Chieti Igt si offre al naso per mezzo di fragranti sentori fruttati di mela e pesca a polpa bianca affiancati dalle piacevoli sensazioni floreali del gelsomino dando così vita a un quadro olfattivo tipico, fine e assai piacevole pur se connotato da una quale certa semplicità. All’assaggio, colpisce per equilibrio e piacevolezza di beva in virtù della ben presente freschezza e della altrettanto evidente sapidità che conferiscono nerbo e sostegno all’ottima struttura; molto più che soddisfacente la persistenza.

www.tenutaferrante.com

The Vinum – Abruzzo Doc Cococciola – 2017

Vino certificato biologico ottenuto da uve cococciola coltivate in comune di Nocciano, in provincia di Pescara, da vigneti allevati in medio-alta collina e aventi esposizione a mezzogiorno; la sua vinificazione e maturazione, della durata di sei mesi, avvengono interamente in acciaio; prima della sua commercializzazione affina in bottiglia per un periodo di almeno due mesi.

Allo sguardo, si offre di un cristallino color paglierino che ci introduce a un panorama olfattivo intenso, fine e di buona complessità nel quale, oltre alle croccanti note di frutta a polpa bianca, si possono apprezzare le sensazioni agrumate del bergamotto affiancate dai sentori di anice stellato e da una pennellata di erba fresca.

Il sorso, morbido e di buon corpo, è ben sostenuto dalla buona sapidità e dall’evidente freschezza che contribuiscono a regalargli equilibrio e una beva di ottima soddisfazione; adeguata la persistenza.

www.thevinum.com

Passerina

Grappoli di passerina

Centorame – San Michele – Abruzzo Doc Passerina – 2018

Le uve passerina, ottenute dai vigneti aziendali siti a circa 200 metri di quota su suoli di medio impasto franco-argillosi con esposizione compresa fra oriente e occidente, hanno dato origine a questo San Michele 2018 a seguito di una vinificazione interamente in acciaio.

Dal calice, nel quale si presenta di un bel color paglierino cristallino, emergono nitidi sentori fruttati di pera, pesca a polpa bianca e mela ai quali si affiancano le note floreali del gelsomino e quelle vegetali delle erbe provenzali.

Al palato, si offre morbido e di ottimo corpo nonché ben equilibrato dalla vivida freschezza e dalla ben percepibile sapidità; più che soddisfacente la persistenza.

www.centorame.it

Il Feuduccio – Colline Teatine Igt Passerina – 2018

Le vigne di passerina dalle quali provengono le uve utilizzate per questo Colline Teatine Igt 2018 sono site, in provincia di Chieti, a circa 420m di altitudine su suoli di medio impasto argilloso-calcarei e godono di esposizione nord-orientale. Il vino, prodotto e maturato in acciaio, ha riposato per due mesi in bottiglia prima di essere posto in commercio.

Di color paglierino di ottima luce, questo vino apre al naso con fragranti note di frutta a polpa bianca tra le quali emergono le sensazioni floreali del gelsomino dando così vita un insieme di non grande complessità ma di notevole piacevolezza. All’assaggio, spicca per morbidezza e corpo e, nel contempo, per la viva freschezza e l’ottima sapidità che gli conferiscono una beva facile, gradevole e assai equilibrata; decisamente adeguata la persistenza.

www.ilfeuduccio.it

Pecorino

Grappoli di pecorino

Casal Thaulero – Duca Thaulero – Abruzzo Doc Pecorino Superiore – 2017

Interamente vinificato e maturato in acciaio, questo Abruzzo Doc Pecorino 2017, dal cristallino color paglierino intenso, apre con marcate note di frutta bianca croccante tra le cui fitte maglie emergono verticali sentori mentolati affiancati da sensazioni di anice stellato e fiori di biancospino.

Il sorso è ampio, morbido e di ottimo corpo e, nel contempo, equilibrato e armonico grazie alla tesa freschezza e della ben presente sapidità; lunga la persistenza.

www.casalthaulero.it

D’Alesio – Abruzzo Doc Pecorino Superiore – 2015

Le uve pecorino, vinificate interamente in acciaio, utilizzate per questo vino provengono dai vigneti, condotti secondo i dettami dell’agricoltura biologica, nei pressi di Città Sant’Angelo (PE) posti a 330m di quota su suoli argilloso-calcarei e aventi esposizione verso nord-est.

Di color dorato chiaro lucente, questo Abruzzo Doc Pecorino Superiore 2015 regala intense e fini note di albicocca affiancate dalle sensazioni floreali della ginestra e da quelle della mandorla dolce leggermente tostata; l’insieme è gradevolmente attraversato da un’elegante mineralità che conduce i nostri sensi direttamente alla roccia.

Alla beva, è ampio, ricco, di ottimo corpo e altrettanto spiccata morbidezza; la vivida freschezza e l’evidente sapidità conferiscono all’insieme equilibrio e personalità; lunga la persistenza.

www.sciarr.com

Tre Gemme – Abruzzo Doc Pecorino – 2017

I vigneti dai quali provengono le uve perorino utilizzate nella produzione di questo vino sono siti in comune di Civitaquana (PE) a una quota di 450m s.l.m. su suoli calcareo-argillosi aventi esposizione verso sud-est. La vinificazione e la maturazione sono state svolte interamente in acciaio; prima della sua commercializzazione è stato affinato almeno due mesi in bottiglia.

Note fruttate di pesca bianca e mela, entrambe mature ma ancora fragranti, accolgono i nostri sensi prima di lasciare spazio alle sensazioni agrumate del bergamotto e a quelle floreali del gelsomino; sentori speziati di anice stellato ne completano il fine ed intrigante bouquet.

Al palato, si offre ampio, morbido e di ottimo corpo. L’equilibrio è garantito dall’evidente spina acida nonché da una nitida sapidità; lunga la persistenza e molto piacevole – ma certo non banale – la beva.

www.tenutatregemme.com

Trebbiano d’Abruzzo

Grappoli di trebbiano d’Abruzzo

Nic Tartaglia – Trebbiano d’Abruzzo Doc – 2016

Vinificato interamente in acciaio a partire da uve trebbiano d’Abruzzo in purezza ottenute da vigneti allevati a pergola abruzzese su suoli argillosi, questo Trebbiano d’Abruzzo Doc 2016 si mostra di un cristallino color paglierino chiaro, preludio a un naso fine e complesso nel quale spiccano le note di frutta bianca matura, ma ancora fragrante, accompagnate dalle sensazioni agrumate del chinotto e da quelle floreali del gelsomino; un’elegante sfumatura di miele di castagno ne completa il più che interessante quadro olfattivo.

All’assaggio, si mostra di buon corpo, morbido ed equilibrato in virtù della lineare freschezza e dell’evidente sapidità; più che adeguata la persistenza.

www.nictartaglia.com

Stefania Pepe – Cuore di Vino – Trebbiano d’Abruzzo Doc – 2011

Le uve trebbiano d’Abruzzo, ottenute secondo le regole della viticoltura biologica, provengono da vigneti esposti a nord su suoli argilloso-calcarei a 240m di altitudine; questo vino è lavorato interamente in acciaio senza l’aggiunta di solfiti.

Il suo chiaro color dorato ci introduce a un quadro olfattivo intenso e fine che si presenta mediante note di frutta bianca matura alle quali si affiancano le sensazioni agrumate del mandarino e garbati sentori di erba fresca; una piacevole vena balsamica dona verticalità all’insieme offrendogli un ulteriore spunto di interesse.

Il sorso – ampio, morbido e di ottimo corpo – rivela carattere ed equilibrio grazie alla ben presente freschezza e alla buona sapidità; lunga la persistenza.

www.montepulcianodabruzzo.it

Tenuta Cerulli Spinozzi – Torre Migliori – Trebbiano d’Abruzzo Doc – 2015

Ottenuto a partire da uve prodotte da un singolo vigneto a pergola abruzzese degli anni ‘70 in comune di Canzano (TE), sito a circa 350 – 400m di altitudine su suoli argillo-sabbiosi ricchi di ghiaie di origine morenica e avente esposizioni comprese fra sud e sud-est, questo Trebbiano d’Abruzzo Doc, vinificato in acciaio con una lunga permanenza sulle proprie fecce fini, è stato maturato in tonneau per circa 10 mesi; prima della sua commercializzazione è stato affinato in bottiglia per almeno due anni.

Allo sguardo, si offre di un intenso color paglierino che ci conduce a un bouquet inizialmente connotato da sensazioni di frutta a polpa bianca matura alle quali si affiancano, condividendo con esse il palcoscenico, le sensazioni floreali della camomilla; dopo una lieve rotazione del calice, ecco comparire piacevoli sentori burrosi accompagnati da altrettanto fini sfumature di idrocarburo; un’elegante vena balsamica ne completa il panorama olfattivo.

L’attacco al palato spicca per ampiezza, corpo e struttura; la vivace freschezza e la ben presente sapidità gli conferiscono equilibrio e un’indiscutibile piacevolezza di beva; assai lunga la persistenza.

www.cerullispinozzi.it

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