• Mer 19 Giu 2024

Intervista: Dott. Francesco Leonardi

World Wine Passion si è già occupato di aceto Balsamico Tradizionale di Modena e di questa magnifica acetaia in due passati articoli (il Frutto del Tempo e la Storia in una botte). Oggi, in seguito ad una nuova recente visita presso l”Azienda Leonardi, pubblichiamo un’intervista al titolare – il Dott. Francesco Leonardi – nella quale affrontiamo alcuni aspetti problematici dell’enogastronomia italiana di alta qualità.

Gentilissimo Dott. Leonardi, quali ritiene siano gli aspetti fondamentali da evidenziare nella promozione dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop?

L: “L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena è uno dei più tipici e rinomati prodotti della provincia di Modena. A renderlo speciale contribuiscono diversi aspetti, in primo luogo la zona di produzione, la tipologia e la qualità delle materie prime, uve di Trebbiano e di Lambrusco, l’invecchiamento in botti di legni pregiati per minimo 12 o 25 anni e l’unicità del confezionamento nella speciale bottiglia da 100 ml disegnata appositamente dall’architetto Giugiaro.”

A suo avviso quali dovrebbero essere gli interventi statali più urgenti a favore del comparto agricolo ed enogastronomico?

L: “Lo Stato dovrebbe attivarsi per promuovere maggiormente tutti i prodotti DOP, che sono unici e che rappresentano l’eccellenza italiana nel mondo. Un’azione di questo genere porterebbe vantaggi non solo ai produttori ma valorizzerebbe tutto il territorio.”

In un recente incontro, mi ha raccontato di come l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop stia risentendo della crisi in modo maggiore rispetto al suo cugino Igp: ritiene che questo fatto sia esclusivamente dovuto solo al maggior costo del primo rispetto al secondo oppure che vi possano essere anche altre ragioni?

L: “Il costo sicuramente non aiuta. Il problema è che c’è ancora una scarsa informazione relativa alla produzione e poca valorizzazione dell’Aceto Balsamico di Modena.”

In tal senso, secondo la sua esperienza, le differenze qualitative tra i due prodotti sono messe sufficientemente in risalto dall’attuale normativa?

L: “Sì le differenze qualitative tra i due prodotti sono abbastanza chiare ma sarebbero ancora più evidenti se ai produttori fosse data la possibilità di scrivere gli anni di invecchiamento del prodotto sulle bottiglie.”

Ritiene che la conoscenza enogastronomica degli italiani sia adeguata alla storia e alla ricchezza dei suoi cibi e dei suoi vini?

L: “C’è decisamente spazio per un miglioramento ulteriore e per fugare convinzioni non esatte. Favorire una maggiore presa di coscienza della storia, del patrimonio e della cultura enogastronomica del “Bel Paese” è sicuramente una chiave vincente per aumentare la consapevolezza delle risorse a disposizione e muoversi per il miglioramento della situazione economica attuale.”

Quali differenze coglie tra il mercato interno e quello estero?

L: “Il mercato interno è in calo costante a causa della riduzione dei consumi e della chiusura di molte attività, mentre quello estero è in crescita perché l’Aceto Balsamico Tradizionale non è ancora conosciuto dalla maggior parte dei possibili consumatori.”

Tramite una serie di interviste a giovani, su World Wine Passion stiamo approfondendo i possibili sbocchi lavorativi che l’enogastronomia può offrire a questi ultimi: quali consigli potrebbe dare a un ragazzo della sua terra che volesse intraprendere la strada di produttore di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop?

L: “Lo incoraggerei a intraprendere questa esaltante avventura informandolo, però, del fatto che occorrono investimenti a lunga scadenza (12-25 anni) e che pertanto occorre avere non solo tanta pazienza ma anche le spalle ben coperte.”

L’aceto, in tutti le sue espressioni più o meno nobili, non è generalmente associato al vino né nell’immaginario collettivo né nella pianificazione commerciale: riterrebbe utile una fattiva collaborazione fra i produttori di queste due grandi realtà dell’enogastronomia italiana?

L: “Ritengo che tutti i prodottori di DOP di un territorio, se uniti nella commercializzazione e nella promozione delle eccellenze, possano sia trarre che portare molti vantaggi. Per esempio un prodotto conosciuto può, infatti, facilmente trascinare un altro meno noto.”

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