Il vino del sabato: Vino da Tavola bianco – “[Harmoge]”

“Harmoge”, in latino arcaico, significa Armonia (dal sito web di [Prima] Terra).

Territorio e clima dell’area delle Cinque Terre

Nell’estrema parte orientale della Liguria ricade il territorio compreso nelle c.d. Cinque Terre, a cui fanno capo i comuni di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.

Il territorio si caratterizza per vigneti situati per la maggior parte in alta collina, di estensione media assai contenuta, a quota prevalente compresa tra 600m e 700m s.l.m., esposizione orientata a sud – ovest, pendenze tra il 30% ed il 35% e distanza dal mare compresa tra 0 e 5km.

La temperatura media dell’aria nell’area si attesta intorno ai 15° circa.

L’acclività dei versanti collinari della zona ha fatto sì che, per sfruttare ogni spazio utile all’agricoltura, le genti del luogo dessero vita a terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, la maggior parte dei quali è stato via via abbandonato nel secolo scorso, a seguito dell’emigrazione, dello sviluppo economico e della trasformazione del lavoro agricolo, con la meccanizzazione dell’attività.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, istituito nel 1999, è finalizzato alla tutela di quello che è, a tutti gli effetti, un ambiente antropizzato. Tra i suoi scopi, vi è, infatti, anche quello di tutelare i terrazzamenti e i muretti a secco che li sostengono, dove si pratica uno dei più autentici esempi della c.d. “viticoltura eroica”.

L’Azienda vitivinicola [Prima] Terra:

Walter De Battè, Riccardo Canesi e Pierfrancesco Donati hanno creato nel 2003 l’Azienda Vitivinicola [Prima] Terra, con l’obiettivo di produrre vini di qualità, promuovendo, nel contempo, la qualità dell’ambiente e del territorio delle Cinque Terre.

Tre persone accomunate dall’amore per la viticoltura, per le Cinque Terre e per ciò che rappresenta il vino, nei suoi profili culturali ed ambientali, tre uomini che hanno deciso di affrontare quest’avventura, pur consci della difficile morfologia del territorio, della complessa situazione idro-geologica della zona e della parcellizzazione dei vigneti, tutti fattori che rendono assai ardua la realizzazione di un simile progetto.

L’azienda possiede oggi circa 4ha di vigneti, collocati prevalentemente nel comune di Riomaggiore e, in parte, nel comune di Vernazza, per quanto riguarda le Cinque Terre.

Vi sono inoltre vigneti in Val di Vara, in Val di Magra e sulle colline toscane di Candia, in specie nei comuni di Brugnato, Santo Stefano Magra e Carrara.

Il vino viene lavorato nella cantina di Campiglia, frazione panoramica di La Spezia, a cavallo tra Portovenere e le Cinque Terre.

Il vino: Vino da Tavola bianco [Harmoge] – 13,00% vol.

Lotto: n. 04/2005

Uvaggio: Vermentino 60%, Bosco 25%, Albarola 15%

Il Vermentino proviene da un vigneto situato nel fondovalle della Val di Magra (Villa Pratola, vicino a Ponzano Magra), con un terreno argilloso e ricco di limo trasportato dal vicino fiume Magra; il Bosco e l’Albarola, invece, provengono da un vigneto posto nelle Cinque Terre, sulle alture di Manarola (località Zuncone), posto a circa 350m slm e caratterizzato da sabbia e scisti.

Le uve, durante la vinificazione, hanno subito la subito la macerazione fermentativa per 4-5 giorni, in vasche di acciaio inox; il processo fermentativo ha poi trovato la sua conclusione in tonneau da 500l, dove il vino si è affinato sui lieviti, con frequenti batonnage.

Travaso in vasca di acciaio inox per la decantazione naturale; non sono state effettuate né chiarificazioni, né filtrazioni.

Note di degustazione:

L’affascinante colore ambrato e la leggera velatura ci rivelano che siamo di fronte ad un prodotto decisamente “altro”.

“Altro”, in quanto del tutto differente rispetto ai canoni classici della vinificazione in bianco e con riferimento ai criteri degustativi codificati, a cui siamo abituati in generale.

Schietto, fine, di grande e austera eleganza al naso, questo vino si apre ad un sontuoso e infinito insieme di aromi.

Se dapprima veniamo colpiti dalla nota etera e da quella chimica – dello smalto e dell’acetone – in seguito il bicchiere ci offre sensazioni minerali di grafite, per poi condurci verso zafferano, curry, curcuma e spezie orientali. Non mancano sentori di frutta, quali quello della papaya essiccata e quello della scorza d’arancia amara o quelli vegetali della zucca cruda e dell’erba fresca tagliata. L’evoluzione nel tempo ci permette anche di avvertire le note più dolci del caramello, della pasta frolla e del miele di tiglio.

In bocca il vino è di buon corpo e conserva intatta una decisa spalla acida; caldo e rotondo, giustamente tannico, rivela una perfetta corrispondenza in retrolfazione e una lunga e profonda persistenza aromatica intensa.

Per tutte le caratteristiche descritte, si consiglia il servizio a 15°C.

Abbinamenti:

Ottimo vino da meditazione.

Testaroli alla lunigiana; risotto con salsiccia; anatra al forno, al miele, farcita; salumi leggermente affumicati; petto d’oca affumicato; coniglio arrosto o alla ligure; maiale arrosto; anguilla in umido.

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