Il Moscato di Scanzo DOCG e la Cantina Martinelli: là dove un tempo c’era il mare
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Fabio Volpentesta
- Gio 12 Dic 2024
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Il territorio
Cantina Martinelli, nota per la produzione di Moscato di Scanzo DOCG, è situata a Tribulina, frazione del comune di Scanzorosciate (BG), nella porzione più orientale delle tre vocate a questa DOCG lombarda e, soprattutto, al suo vitigno principe, il moscato di Scanzo. Questo territorio, sito alle propaggini delle Alpi Orobiche, risale fino a circa 300 metri di altitudine ed è di origine sedimentaria dovuta al prosciugamento del bacino padano, avvenuto qualche centinaio di milioni di anni; tale prosciugamento ha lasciato un sottosuolo ricco di una roccia marnosa con alta mineralità, localmente chiamata Sass de la luna, dalle caratteristiche di ritenzione e rilascio progressivo dell’acqua, che con il tempo tende a sgretolarsi. Questa formazione marnoso-calcarea, costituitasi nel corso dell’Albiano un piano del Cretaceo inferiore (100 – 113 milioni di anni fa), è sepolta sotto uno strato di circa 80 – 100 centimetri di argilla.
La cantina
Qui, dove un tempo c’era il mare, troviamo la Cantina Martinelli, una struttura semi ipogea realizzata con materiali quali legno, vetro e acciaio corten, inserita in una conca ai piedi del centro abitato e circondata dai vigneti di proprietà. Da un punto di vita geo-pedologico, attraverso carotaggi durante studi geologici accurati, sono state evidenziate grosse formazioni bicolore; marne di colore grigiastro e noduli calcarei beige, con intercalazioni di torbiditi e sedimenti fangosi di origine marina. È proprio la natura di questo suolo che riesce a far evolvere in modo straordinario e particolare il moscato di Scanzo, che si distingue per due morfologie di grappolo, quello spargolo – dal peso di circa un etto e mezzo – e quello serrato, nel quale tutti i fiori vengono fecondati, arrivando a pesare 2-2,5hg.
L’Azienda e il vigneto
Dal 1990 la famiglia Martinelli, in circa 4,5 ettari totali, produce vino di qualità, ma non solo: fondamentali, infatti, anche gli oliveti e i frutteti presenti, una coltivazione di mirtilli e un orto oltre a un piccolo allevamento di animali da cortile e alle arnie posizionate nella vigna Maffioli. Il clima è tipicamente sub-mediterraneo, fresco con sensibili escursioni termiche, che consente la buona maturazione delle uve e degli altri prodotti coltivati.
I terreni più prossimi ai borghi di Scanzo e Rosciate – le altre due zone in cui ricade la Moscato di Scanzo Denominazione di Origine Controllata e Garantita – sono particolarmente caratterizzati dalla presenza di una maggiore componente marnosa, senza quelle torbiditi tipici di Tribulina, dove invece si riscontrano suoli con composizioni geologiche intermedie; ciò comporta la liberazione nei vini di aromi inconfondibili con richiami floreali e fruttati oltre a note di spezie e incenso.
Prima della degustazione, la padrona di casa – Daniela – ci accompagna a visitare i filari allevati a Guyot, sottolineando l’importanza della cura per l’ambiente circostante. In seguito, l’itinerario ci porta all’interno della tenuta, nelle aree di produzione del vino e nel fruttaio di appassimento del moscato, da dove si può ammirare un’enorme parete di Sass de la luna, davvero suggestiva e vero orgoglio della Cantina Martinelli.
Per approfondimenti sul territorio, sul vitigno e sul moscato di Scanzo DOCG si rimanda a un precedente articolo sempre su queste pagine.
La degustazione
Sass de luna – Metodo Classico Brut VSQ
Tutti i vini della Cantina Martinelli sono prodotti con le sole uve aziendali; per questo spumante, arrivano da vigna Maffioli, primo e unico blanc de blanc ottenuto da chardonnay in purezza in numero molto limitato (solo 500 bottiglie) con sosta sui lieviti di 18 mesi. Paglierino chiaro con perlage finissimo e continuo, sfoggia un naso elegante, fine, con richiami floreali e fruttati, ma anche leggermente balsamici con cenni di anice e di nocciola tostata. Sorso verticale con buona cremosità e un sottofondo agrumato che ricorda il pompelmo.
Ros-â Ros-ae – Spumante rosé Brut VSQ
La prima delle tre declinazioni di moscato di Scanzo è rappresentata da questo spumante metodo Martinotti medio-lungo, ottenuto dalla pressatura soffice delle uve (per 4-6 ore), vendemmiate precocemente per donare al sorso un carattere fresco e avvolgente: certamente una versione estiva che non ti aspetti. Già dal colore rosa brillante intenso incuriosisce e invita alla degustazione; i profumi hanno una bellissima carica olfattiva persistente, un vero “cestino di frutta”, dalla fragola al ribes, all’arancia rossa (varietà sanguinello) e ancora sentori di rosa e di erbe aromatiche, salvia sclarea e timo in primis. In bocca l’attacco è pieno, davvero gustoso, sostenuto da una ricca acidità e sapidità che ne amplificano il fruttato.
Eremita – Vino rosso
Un vino dedicato al primo monaco che in questi luoghi ha praticato l’eremitaggio, seguendo la regola degli Umiliati, un ordine religioso sorto in Lombardia in pieno Medioevo; blend di moscato di Scanzo al 90% e cabernet sauvignon al 10%, affina in acciaio almeno un anno prima dell’imbottigliamento (con la prossima produzione, nel 2025, acquisterà la denominazione IGT Bergamasca).
Rubino poco trasparente con leggeri riflessi porpora; olfatto che evidenza la violetta, le erbe balsamiche, il pepe rosa, la cannella e un delicato chiodo di garofano. Il sorso è deciso, caratterizzato da una vivace freschezza e da un tannino appena percettibile; discreta la persistenza.
Moscato giallo di San Giovanni – Vino ottenuto da uve appassite bianco dolce
Un passito da moscato giallo, clone Sirio, conosciuto anche con il sinonimo di moscato armeno e diffuso nell’Italia settentrionale grazie alla Repubblica Serenissima, di cui faceva parte il territorio bergamasco. I grappoli subiscono una sovra-maturazione in vigna, fino al mese di ottobre e, dopo la vendemmia, un appassimento per almeno 21 giorni; in seguito, la lenta fermentazione mantiene un residuo zuccherino di circa 60-70g/l. Il risultato è un vino accattivante dal colore paglierino carico; il ventaglio dei profumi comprende fiori d’arancio, miele d’acacia, agrumi dolci, rosmarino, nocciola e vaniglia. Un passito dolce e sapido nello stesso tempo, con componenti ben bilanciate che regalano al sorso una piacevole fragranza e una ricca eleganza.
Moscato di Scanzo DOCG – 2021
“Il fiore all’occhiello” non può che essere il Moscato di Scanzo DOCG, che la cantina ha iniziato a produrre dal 2015, il vino passito della chiesa, della famiglia e delle occasioni speciali, da secoli importante per gli scanzesi. Per questo meraviglioso nettare sono utilizzate le uve della tipologia a grappolo spargolo, di maggior qualità rispetto a quella serrata, soggette a una parziale fecondazione dei fiori (acinellatura), che comporta la formazione di acini piccoli e radi, particolarmente adatti all’appassimento. Stupisce già dal colore con il suo manto rubino intenso e vivace; al naso, è una tavolozza di penetranti espressioni che vanno dai fiori rossi – quali la viola mammola, la lavanda e la rosa canina – alla prugna matura, alla marasca e al fico secco; ben presenti anche le spezie dolci e le erbe balsamiche, quali rosmarino e mirto. La concentrazione zuccherina arriva a 93g/l ma in bocca il vino non è mai stucchevole ma, al contrario, sfoggia una bella spinta acida e sapida che prolunga il sorso in un finale persistente e appagante.
I distillati
A completezza di informazioni sui prodotti Martinelli, occorre menzionare anche il “Napoleon Gin” e la Grappa di moscato invecchiata in barrique. Il primo è un gin stile “cold compound”, prodotto attraverso una macerazione a freddo in alcol di grano di almeno 27 botaniche; il ginepro è presente intorno ai 50 grammi per litro di prodotto, seguito dalla vinaccia di moscato giallo con circa 12g/l.
La grappa utilizza unicamente le vinacce di moscato giallo; invecchia per 18 mesi in singola barrique di rovere di Slavonia di media tostatura di proprietà aziendale.
Contatti
Cantina Martinelli
Via San Giovanni, 2
24020, Scanzorosciate (BG)
cascinasangiovanni.martinelli@gmail.com
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