Il mito in 12 vini: Egon Muller, il tesoro tedesco
La cantina, di storica importanza, si trova nel comune di Wiltingen nell’area di Saar nella zona vinicola della Mosella. Originariamente appartenente al monastero di S. Maria, risalente a prima dell’anno 1000, che si occupava anche dei vigneti nella zona in cui si trova il famosissimo vigneto Scharzhofberg. In alcune carte risalenti al 1037 si trova la conferma dell’esistenza del vigneto.
Il nome ” Scharz ” tra i beni del monastero compare per la prima volta nel 1340. Nel 1797, data storica e fortunata per la famiglia Muller, Napoleone lanciò la campagna d’Italia, e, sconfitto il Papa, decise per la vendita dei terreni confiscati al Vaticano. Questo accadde anche in Mosella e in Saar nella Regione della Renania- Palatinato, in Germania. Fu l’antenato Jean -Jacques Koch che lo acquistò proprio in quell’anno.
Poi attraverso vicende di sangue la proprietà passa 1837 a Felix Müller, da lui a suo figlio Egon Müller I, a suo nipote, Egon Mueller III ed attualmente a suo figlio Egon Müller IV, quinta generazione che gestisce la proprietà. Fu dunque l’intuito geniale di Jean-Jacques Koch che lo spinse a comprare uno di quei beni e scelse una collina, quella di Scharzberg, che tradotto suona come ” radure di montagna”.
Originariamente venti ettari ideali per la produzione di uva ma in una posizione scomoda per la commercializzazione poiché lontana dalle principali vie di comunicazione… un problema non da poco per l’epoca tanto che già nel 1600 l’agronomo Olivier de Serres si poneva questa domanda: “Se non siete nelle condizioni di vendere il vostro vino, cosa ne fate di una grande vigna? ” La risposta in questo caso è stata: attendere. E’ stata davvero una intuizione geniale quella di Jean-Jacques Koch? All’inizio sicuramente no perché era lontano da tutti, ad una altezza compresa tra 200 e 300 metri, con un clima relativamente freddo e nessuno avrebbe mai pensato che questo sarebbe diventato uno dei riesling più prestigiosi e costosi del mondo…anche perché la ferrovia arrivò solo a metà del XIX secolo ad aprire una via…
L’azienda si compone circa di 16 ettari, 98% a Riesling: 8,3 ettari di Scharzhofberg, uno dei “lage” più eleganti e longevi di tutta la regione; 4 ettari di Wiltinger Brune Kupp, etichettato sotto il nome “Le Gallais”, i restanti ettari sono usati per produrre QbA. “Il viticultore è servo della vigna” dice Egon IV, una frase che riassume le caratteristiche della sua produzione. Non usa erbicidi, insetticidi, fertilizzanti chimici. Parte delle sue vigne non è mai stata attaccata dalla filossera e risale perfino agli ultimi decenni del XIX secolo. Pratica una bassissima resa media per ettaro, che va dai 30 ai 50 hl. Fermenta in acciaio o in legno (nelle tradizionali “fuder”, botti a 1000 litri), soltanto con lieviti naturali. E non teme un tocco di Botrytis anche nei Kabinett o negli Spätlese perché “essa può dare al vino maggiore complessità se in giusto equilibrio con le altre componenti aromatiche”.
I vini di Egon Müller sono rigorosamente con residuo di zucchero, perché secondo lui questa è la tradizione da rispettare. La parte storica del vigneto è composta da scisto che si frantumò in profondità formando il bedrock che non c’è da nessun’altra parte. Questi suoli hanno la particolarità di essere una importante riserva idrica, in grado di alimentare la vite anche nei periodi di siccità prolungata. Notti fresche preservano gli aromi. Un vino di grande concentrazione aromatica, ricco di zuccheri, di grande delicatezza e raffinatezza.
Un’acidità ben bilanciata che spesso supera Sauternes e Monbazillac. Una concentrazione zuccherina a volte oltre i 400 grammi per litro e di gradazione alcolica mai superiore a 6%Vol. Il grande vantaggio dei vini di Egon Müller, è quello che i sommelier chiamano “ bevibilità “. Detta così non sembra nemmeno una bella parola, ma non si potrebbe descrivere meglio la sensazione al palato.
Questa grande concentrazione aromatica, l’alto contenuto di zucchero, in particolare le annate più rare, e la grande freschezza non lo rendono pesante anzi lo decretano di diritto nella categoria di vini grandi ed eleganti, quei vini che non si esprimono con forza ma con delicatezza e raffinatezza. A Egon Muller va il riconoscimento di essere stato il padre dei TBA in una regione in cui questa categoria non era prodotta. I suoi Riesling raggiungono prezzi da record alle aste. In un’asta nel 2001 per 24 bottiglie Scharzhofberger Trockenbeerenauslese del 1994 sono stati sborsati € 4.718 ciascuna . Nel 2006 un suo Eiswein è stato venduto all’asta di Treviri per 1550 euro alla bottiglia. Storica l’annata 1959 quasi introvabile… ed inaccessibile.