• Sab 13 Ago 2022

Grandi Langhe 2020 parte prima: Langhe e Roero in rosso

È trascorso un po’ più di un mese dalla chiusura dell’edizione 2020 di Grandi Langhe (Alba, 27-28 gennaio), l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio Tutela Roero – con il fondamentale supporto di Regione Piemonte, Ente Turismo Langhe Monferrato e Roero e Ubi Banca – e dedicato alla presentazione delle annate di Barolo 2016, Barbaresco 2017 e Roero 2017 oltre che – ed è fondamentale metterlo in evidenza – a tutte le altre Denominazioni, sia Doc sia Docg, che nobilitano uno dei territori vitivinicoli più importanti non solo d’Italia ma del mondo intero. Nebbiolo, barbera, dolcetto, arneis, nascetta, freisa, pelaverga piccolo, oltre a un interessante manipolo di vitigni internazionali – a solo di esempio ricordo cabernet sauvignon, pinot nero, riesling, sauvignon blanc e chardonnay – danno origine, in queste colline che delimitano la valle del Tanaro, a vini di grande interesse, capaci di raccontare storie ed emozioni. Sono proprio loro, ovvero i vini, oltre alle 206 aziende presenti, ad avere attratto all’evento oltre 2.000 fra buyer, Ho.Re.Ca e giornalisti da 34 diverse Nazioni, segnando un incremento delle presenze del 30% rispetto alla scorsa edizione.

Foto di Franco Giaccone

Le degustazioni

È sempre molto difficile decidere quali vini raccontare quando, come nel caso di Grandi Langhe, la qualità dei vini in degustazione è molto alta e così pure è grandissima l’importanza delle Denominazioni proposte ed è proprio per questo motivo che a questo primo articolo, dedicato esclusivamente agli assaggi di vini rossi da me compiuti nel corso di Grandi Langhe 2020, ne seguirà a breve un secondo scritto dal collega e amico Luca Agostinetto che mi ha accompagnato nel corso dell’evento.

Le righe che seguiranno, pertanto, saranno dedicate al racconto dei 12 vini rossi che, fra quelli da noi assaggiati, abbiamo ritenuto capaci di esprimere al meglio vitigno e territorio.

Il mio grazie e i miei complimenti sono comunque rivolti a tutti i vignaioli presenti che, con il loro impegno e la loro professionalità, rappresentano un orgoglio non solo per l’Italia del vino ma per l’intero Paese.

Agricola Molino – Ausario – Barbaresco Riserva – 2015

Questo Barbaresco Riserva è ottenuto da uve nebbiolo Lampia prodotte dai vigneti impiantati nel 1970 all’interno dell’omonima Menzione Geografica Aggiuntiva (MeGa), in comune di Treiso, su suoli argilloso-calcarei ricchi di marne a una quota di circa 380m s.l.m.; il vigneto gode di un’esposizione sud-occidentale.

Questo 2015, che sarà posto in vendita nel corso della primavera 2020, si presenta allo sguardo di un bel color granato nel quale si scorgono gli ultimi riflessi rubino.

Il naso – complesso, fine e piacevolmente fruttato – apre con note di confettura di ciliegia e ribes rosso, immediatamente seguite da nitide sensazioni speziate ben riconducibili alla noce moscata e al tamarindo; in seguito a una lieve rotazione del calice, il suo bouquet trova nuovi spunti di interesse nei sentori più dolci della violetta, della cipria e del confetto.

Al sorso, si offre ricco, morbido e di ottimo corpo ma, nel contempo, dalla beva aggraziata ed elegante grazie alla tessitura tannica fitta e dolce pur se ancora pervasa da una qual certa giovanile irruenza; molto lunga la persistenza.

www.molinovini.com

Albino Rocca – Cottà – Barbaresco Docg – 2017

Questo Barbaresco Docg trae origine dalle uve ottenute nella MeGa Cottà in comune di Neive. Il vigneto è allevato, a una quota di 240m s.l.m. con esposizione verso sud-ovest, su suolo marnoso, con prevalenza di calcare e leggere dotazioni di argilla e sabbia; prima dell’imbottigliamento, ha riposato almeno 20 mesi in botti di rovere austriaco e tedesco da 15hl.

Il naso, fine e di buona intensità, si offre a noi inizialmente con evidenti note di marasca e ribes rosso oltre che con gli immancabili sentori floreali di violetta a cui seguono i sentori speziati del pepe nero e un accenno di sottobosco.

Pur se ancora un po’ troppo giovane, questo Cottà 2017 sfoggia tannini nervosi ma di ottima fattura, affiancati da una ben vestita freschezza che, nel loro insieme, offrono nerbo e sostegno alla ricchezza del corpo e alla buona morbidezza; nell’insieme, il sorso appare piacevole, teso, dalla beva agile ma certo non banale e dalla lunga persistenza.

www.albinorocca.com

Bosco Agostino – La Serra Barolo Docg – 2016

La Menzione Geografica Aggiuntiva “La Serra”, in comune di La Morra, si sviluppa con esposizione sud-orientale su suoli calcarei che ricoprono una matrice rocciosa di marna grigia; la proprietà di Agostino Bosco si colloca a circa 390m s.l.m. Questo Barolo Docg, dopo la vinificazione in acciaio e un passaggio di due o tre mesi in barrique e tonneau, matura per oltre due anni in botti da 20hl di rovere di Slavonia.

Il suo luminoso color granato chiaro, ci introduce a un bouquet ricco ed elegante che apre su note di frutti rossi maturi per dar poi spazio alle sensazioni agrumate delle arance bionde oltre che a quelle garbatamente tostate del cioccolato fondente; una verticale vena balsamica regala tridimensionalità all’intero quadro olfattivo.

Pur se caratterizzato da una beva austera ma non per questo “difficile”, questo La Serra 2016 si offre al sorso ricco e molto elegante grazie all’ottimo corpo e alla spiccata morbidezza che trovano sostegno, equilibrio e personalità nella fitta e vibrante tessitura tannica oltre che nella composta freschezza; molto lunga la persistenza.

www.barolobosco.com

Chionetti – La Costa – Dogliani Docg – 2017

Le uve dolcetto in purezza utilizzate per questo Dogliani Docg sono prodotte dalla vigna La Costa all’interno del cru “San Luigi”, in comune di Dogliani, a una quota di circa 400m s.l.m.. Tale vigna è sita sulla “Formazione di Lequio”, ovvero un’alternanza di marne e sabbie con un’importante presenza di calcare; prima dell’imbottigliamento, il vino è stato lasciato riposare per almeno due anni con un periodo di maturazione in botte grande di rovere francese.

Di color porpora impenetrabile, il La Costa 2017 regala un frutto – sia rosso sia nero – elegante, intenso e estremamente succoso arricchito dalle note floreali del glicine e del garofano oltre che da sfumature di noce moscata e sottobosco.

Al palato, si offre ricco, affascinante e polposo ma, nel contempo, dalla beva facile e di estrema piacevolezza; l’ottimo corpo e la grande morbidezza trovano equilibrio e sostegno nei vividi tannini e in una ben presente, ma perfettamente composta, freschezza; molto lunga la persistenza.

www.chionettiquinto.com

Gagliasso Mario – Ciabott Russ – Barbera d’Alba Doc Superiore – 2017

Il Ciabott Russ è prodotto da uve barbera, coltivate in comune di Novello (CN) su suoli argilloso-calcarei con abbondante presenza di sabbia; la vigna, sita a circa 350m di altitudine, gode di esposizione verso ponente. Dopo la vinificazione, interamente svolta in acciaio, il vino matura in gran parte in botti di rovere francese da 25hl ad eccezione di un piccola massa maturata in barrique.

Dal calice, nel quale sfoggia un color rubino molto intenso, emergono intense e fini note di ciliegia matura alle quali seguono, in un continuo alternarsi di profumi, i sentori tostati del cioccolato dolce e della polvere di caffè, quelli floreali del glicine oltre a garbate sensazioni di vaniglia.

La beva è importante pur se non eccessivamente impegnativa; l’ottimo corpo e la grande morbidezza contribuiscono a dar vita a un vino decisamente rotondo ma, nel contempo, di spiccato carattere grazie ai tannini eleganti ma ancora piacevolmente nervosi; una Barbera d’Alba Doc Superiore di grande tipicità e dalla lunga persistenza.

www.gagliassovini.it

Foto di Franco Giaccone

Ghiomo – Sansteu Primo – Nebbiolo d’Alba Superiore – 2012

Le uve nebbiolo, utilizzate per questo vino, provengono da vigne aziendali allevate su pendii marnosi aventi esposizione sud-orientale.

Per il Sansteu Primo, prodotto solo nelle annate migliori e da uve rigidamente selezionate, la pigiatura avviene ancora coi piedi; in seguito, la vinificazione è tradizionale, in acciaio e con una macerazione che arriva a superare i tre mesi di durata; il vino matura poi per un periodo di circa un anno e mezzo in legno e quindi riposa brevemente in acciaio prima dell’imbottigliamento per poi affinare a lungo in vetro; la sua commercializzazione avviene sette anni dopo la vendemmia.

Il suo bellissimo color granato ci introduce a un bouquet fine, austero ma, nel contempo, aggraziato, nel quale le note di confettura di ribes rosso e marasca sono armoniosamente frammiste alle sensazioni floreali della violetta appassita nonché ai sentori agrumati delle arance bionde e a una lieve sfumatura di sottobosco; un ricordo ematico ne pervade con eleganza l’intero quadro olfattivo.

Il sorso è ricco, polposo e rotondo; l’importanza del corpo e la spiccata morbidezza trovano il loro contrappunto nella composta freschezza e nei tannini fitti e dolci pur se ancora vividi e vibranti; molto lunga la persistenza e di grande fascino il fin di bocca.

www.ghiomo.com

Giacomo Fenocchio – Langhe Doc Freisa – 2018

Le uve freisa utilizzate per questo Langhe Doc provengono da un vigneto sito a circa 300m di altitudine su pendii costituiti da sedimenti argillosi e marne blu riconducibili all’Elveziano; tali pendii godono di esposizione verso ponente. La vinificazione è stata svolta in acciaio e, in seguito, il vino ha riposato per sei mesi sempre in acciaio per poi maturare altri sei mesi in botte di rovere di Slavonia.

Di color rubino intenso, questo Langhe Doc Freisa 2018 sfoggia un panorama olfattivo di non comune finezza nel quale, inizialmente, sembrano prevalere le intense note di frutta rossa matura ma che, rapidamente, evolve regalandoci un bouquet ampio e complesso nel quale si scorgono sensazioni riconducibili alla violetta fresca, al confetto e al cioccolato dolce; l’insieme trova il suo pieno compimento grazie a una lieve sfumatura di sottobosco.

Il sorso, succoso ma dalla beva facile e di notevole interesse, mostra un ottimo corpo e una ben presente morbidezza che avvolgono – traendone equilibrio e personalità – la ben presente freschezza e una struttura tannica ancora giovanile ma di ottima fattura; lunga la persistenza.

Un vino capace di rendere onore a un grande vitigno troppo spesso ingiustamente trascurato dal mercato e dagli appassionati.

www.giacomofenocchio.com

Foto di Franco Giaccone

Le Ginestre – Sottocastello di Novello – Barolo Docg – 2015

Le uve nebbiolo utilizzate per la produzione di questo Barolo Docg provengono da una vigna sita all’interno della MeGa “Sottocastello di Novello” lungo un pendio esposto tra sud e sud-est a un’altitudine media di 400m s.l.m. con suolo calcareo di medio impasto abbastanza profondo e ben drenato; vinificato interamente in acciaio, matura per due anni in legni di rovere per poi affinare almeno un anno in bottiglia prima di essere posto in commercio.

Di color granato luminoso e vellutato, questo Sottocastello di Novello 2015 sfoggia un naso fine e complesso nel quale le note fruttate di confettura di marasca e ribes rosso sono armoniosamente affiancate dalle sensazioni tostate della carruba e del cioccolato dolce oltre che da quelle floreali della violetta appassita; il bouquet, infine, trova la propria completezza in virtù dei sentori speziati della liquirizia e di una sfumatura minerale ben riconducibile alla grafite.

L’ottimo corpo e la ben presente morbidezza trovano sostegno ed equilibrio nella ben presente freschezza e nei tannini che, pur se ancora scalpitanti di gioventù, svelano una tessitura di notevole qualità; l’insieme, pertanto, sfoggia una beva importante ma facile – e certo non banale – che chiude lunga e che si mostra capace di condurci spontaneamente al sorso successivo.

www.leginestre.com

Poderi Moretti – Pulciano – Roero Docg Riserva – 2012

Le uve nebbiolo utilizzate per questo Roero Docg Riserva sono state prodotte all’interno della celebre Menzione Geografica Aggiuntiva “Occhetti” in comune di Monteu Roero (CN). Tali uve sono state vinificate interamente in acciaio e, in seguito, il vino da esse ottenuto è stato maturato per 60 mesi in botti grandi di rovere; prima della sua messa in commercio è stato affinato in bottiglia per almeno due anni.

Dal calice, nel quale sfoggia un bel color granato in cui è possibile scorgere le prime sfumature aranciate, emergono inizialmente intense e riccamente fruttate note di confettura di marasca, ribes rosso e mora alle quali si affiancano, in un susseguirsi di sensazioni, i sentori agrumati delle scorze di arancia amara e quelli floreali della violetta appassita; l’intero panorama olfattivo trova un ulteriore spunto di interesse e di eleganza nella ben presente verticalità balsamica.

All’assaggio, si offre ricco ma, nel contempo, capace di chiamare alla beva: l’ottimo corpo e la ben presente morbidezza, trovano infatti il loro equilibrio grazie alla composta freschezza e ai tannini di ottima fattura pur se ancora adolescenti; lunga la persistenza.

www.morettivini.it

Porello Marco – San Michele – Roero Docg Riserva – 2016

Il vigneto San Michele, dal quale provengono le uve nebbiolo utilizzate per questo Roero Docg Riserva, è sito sulla sommità di una collina in comune di Canale (CN); la vigna gode di esposizione sud-occidentale ed è allevata su suolo calcareo-sabbioso con una significativa presenza di argilla. Dopo la vinificazione, totalmente in acciaio, il vino matura in fusti di rovere; il San Michele 2016 sarà posto in vendita nel corso dell’estate 2020 in attesa di completare il suo periodo di affinamento in bottiglia.

Il suo bel color granato ci introduce a un bouquet nel quale sono evidenti le note di frutta rossa matura – ma ancora fragrante – alle quali si affiancano le sensazioni agrumate delle arance bionde oltre a quelle floreali della violetta fresca; i dolci sentori della caramella Rossana e un accenno di sottobosco ne completano l’ampio panorama olfattivo.

Il sorso è lieve e leggiadro grazie al funambolico equilibrio fra la più che buona struttura e i tannini dolci ma garbatamente vividi affiancati da una freschezza perfettamente vestita; lunga la persistenza.

www.porellovini.it

Salvano – Trabuc – Langhe Doc Rosso – 2016

Il Trabuc è ottenuto da uve barbera, nebbiolo e cabernet sauvignon prodotte nei vigneti in comune di Neive e Diano d’Alba, sempre in provincia di Cuneo; dopo la vinificazione congiunta in acciaio delle diverse varietà, il vino è stato maturato in barrique di secondo e terzo passaggio per un periodo di circa 14 mesi.

Dal calice, nel quale sfoggia un impenetrabile color rubino, emergono fini e intense note fruttate di ciliegie e more molto mature che si alternano, al naso, ai sentori agrumati del chinotto e a quelli speziati e piacevolmente amaricanti del tamarindo; la vena balsamica che ne attraversa il bouquet conferisce all’insieme un’interessante tridimensionalità olfattiva.

Il sorso, ricco e polposo, mantiene una beva gradevole pur se importante; l’ottimo corpo e la più che spiccata morbidezza trovano il loro baricentro nella composta freschezza e nei tannini fitti e dolci ma pur sempre vividi e nervosi; l’eleganza del fin di bocca e la più che lunga persistenza concludono un assaggio di sicuro interesse.

www.salvano.com

Silvano Bolmida – Bussia – Barolo Docg Riserva – 2013

Le uve nebbiolo utilizzate per questa Riserva provengono una vigna all’interno della MeGa Bussia, una delle più celebri dell’intera Denominazione. La vigna, sita a una quota di 450m s.l.m. e costituita da viti di quasi 60 anni di età, gode di esposizione sud-occidentale ed è allevata su suoli ricchi di marne grigie e sabbia quarzitica.

Vinificato interamente in acciaio senza aggiunta di anidride solforosa durante la fermentazione, il Bussia Riserva 2013 ha maturato per 26 mesi in barrique rigenerate nelle quali è stato oggetto di bâtonnage settimanali; in seguito, ha continuato la propria maturazione in botti di rovere di Slavonia da 750l per altri 10 mesi; da ultimo, prima dell’imbottigliamento, è stato lasciato riposare due mesi in vasche di acciaio per poi affinare in bottiglia per circa 24 mesi prima della sua commercializzazione.

Alla vista, si offre di un bel color granato che ci introduce a un bouquet intenso, elegante e complesso nel quale il frutto rosso in confettura – inizialmente protagonista – lascia spazio, senza però mai scomparire, a un alternarsi di sensazioni capaci di spaziare dai sentori iodati marini a quelli vegetali secchi del tè nero fino a quelli speziati del tamarindo.

Il sorso è ampio, ricco e succoso ma, nel contempo, agile e capace di chiamare la beva; la ricchezza del corpo e la marcata morbidezza trovano il loro compiuto equilibrio nell’integrata freschezza e nei tannini setosi, fitti e dolci; molto lunga la persistenza.

www.silvanobolmida.it

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