• Sab 26 Nov 2022

Domaines Paul Mas: dalla Languedoc vini autentici e democratici che parlano di territorio

Lo scorso 27 novembre ho avuto il piacere di partecipare a un “virtual tasting” – assai frequenti in questo tristemente speciale 2020 – con un’azienda a me già nota della Languedoc, Les Domaines Paul Mas, e organizzato dal loro brand ambassador Thomas Taddeo, conosciuto sui social con il nome di Hipsterwine. Un personaggio eclettico Jean-Claude, proprietario dei Domaines, che ci “accoglie” con coinvolgente entusiasmo nella sua bella enoteca di Côte Mas a Montagnac. Collezionista di auto d’epoca e d‘arte, amante della buona musica, grandi passioni che accompagnano un amore ancor più viscerale per il suo lavoro e per la Languedoc, la sua terra.
Il nostro è un lavoro fatto di fede e appartenenza” dice “Il più bel lavoro del mondo”.

Un uomo che ama le sfide. A dimostrarlo la sua storia imprenditoriale. Figlio e nipote di viticoltori, da un’eredità di soli 35 ettari di vigneto lasciati dal padre Paul Mas che dà il nome ai Domaines, Jean-Claude ha costruito nel corso degli ultimi due decenni un impero con numeri da capogiro: 15 tenute e 800 ettari di vigneti dislocati in tutta la Languedoc Roussillon, roccaforte della tradizione gallica (oltre a 1500 ettari di vigneti a contratto con uve conferite da 80 coltivatori), con una produzione di 22 milioni di bottiglie all’anno, distribuite in 71 paesi.
Il cuore produttivo resta lo Château Paul Mas a Pézenas, dove nasce la leggenda di “Vinus l’Airone”, emblema aziendale raffigurato davanti al castello di Conas e che compare su tutte le etichette delle gamme più storiche: le Cuvées Château Paul Mas, Vinus, Vignes de Nicole, Paul Mas Estate e Paul Mas.

La missione

Vent’anni fa Jean-Claude Mas ha fondato l’azienda con una missione: far rivivere l’antica reputazione dei vini di Languedoc e far assaporare in ogni calice l’autentica espressione di questo territorio, da sempre vocato alla viticoltura ma ancora oggi talvolta bistrattato dall’industria del vino. La regione viene generalmente associata a produzioni di vini “a buon mercato” soprattutto perché molti produttori locali propongono vini IGP Pays d’Oc e Pays de l’Hérault invece della AOC, spesso preferendo maggiormente l’utilizzo di vitigni internazionali, più morbidi e di più immediata comprensione, a vini ottenuti dai vitigni tradizionali.

In effetti, io conoscevo già Paul Mas perché lo acquistai anni fa all’Esselunga, spinta dalla curiosità di assaggiare questi vini della Linguadoca venduti a un prezzo decisamente ammaliante e vantaggioso per qualsiasi consumatore medio. La verità? Nemmeno allora rimasi delusa. Il costo delle bottiglie va dai 5 ai 10 euro allo scaffale (in base all’etichetta). Mi spiace, ma non sono una “enosnob”: i vini assaggiati sono puliti, equilibrati e danno una bella espressione del territorio.

Jean-Claude Mas

La Languedoc

Siamo nel Sud della Francia. Si tratta della regione vinicola più estesa e produttiva del Paese, che dai Pirenei sale su per la costa mediterranea fino a toccare il grande Massiccio Centrale. Se dovessi descrivere la Languedoc in una sola parola, questa sarebbe ‘varietà’. Qui troviamo tutto ciò che può rendere ricco un areale vitivinicolo. Un territorio “policromatico” a dir poco, sorto dalla pianura alluvionale costiera formata dal delta del Rodano e da quello del Garonna. Partiamo dalla invidiabile varietà dei suoli: terreni eterogenei che vanno da composizioni calcaree, scistose e sassose tipiche delle alture, da cui provengono vini ricchi di struttura, tannini e sapidità, a terreni alluvionali e fertili in pianura che danno vini più rotondi; la varietà di paesaggi, che da pedemontani diventano gradualmente marittimi; e da qui deriva quindi la varietà del clima, tipicamente mediterraneo sulla costa e di montagna sui Pirenei e sul Massiccio Centrale, ma sempre ventilato. Un ventaglio enorme di caratteristiche pedoclimatiche che ospita un’altrettanta ricchezza varietale, che spazia dalle uve tradizionali, come il carignan, a quelle più internazionali come syrah, merlot, sauvignon blanc, cabernet sauvignon, grenache, cinsaut e mourvèdre. Un territorio variegato che ospita un’altrettanta varietà di piccoli e medi paesi dalle millenarie tradizioni, fino al capoluogo della regione, Montepellier.

Amo la Languedoc perché qui puoi fare tutto… o quasi tutto” ci dice Jean-Claude “Lavoro con 45 varietà diverse che a seconda di dove sono allevate, danno espressioni completamente diverse: l’arte di questo mestiere è proprio trovare il giusto legame tra uva e terroir”.
Nell’assortimento di Paul Mas troviamo dunque chardonnay, pinot noir, ma anche cabernet franc e viognier che hanno trovato l’habitat ideale a Limoux, mentre grenache noir, grenache gris e macabeu si esprimono al meglio più a nord nei terreni del Roussillon. Il syrah esprime invece al meglio le sue note pepate nei climi più caldi della Malepère mentre, sulle Terrasses du Larzac, sprigiona aromi più fruttati di ribes nero e mirtillo. Infine, il cabernet sauvignon, il merlot e il sauvignon blanc hanno trovato la loro terra d’elezione nella Valle dell’Hérault.

Una qualità che non ha prezzo
Nonostante l’immensa crescita degli ultimi anni, l’azienda ha continuato a lavorare nel pieno rispetto del territorio, con grande etica e conservando elevati standard qualitativi, controllati da Jean Claude Mas in persona, durante le sue visite settimanali a tutte le sue proprietà.
È dura produrre oltre 20milioni di bottiglie con la volontà di voler porre la stessa attenzione e cura di quando ne producevo 10.000”.

European Winery of the Year 2020

Proprio questo approccio unito all’espressione autentica dei vini e la valorizzazione del territorio, che oggi è una vera e propria missione per Jean-Claude, hanno portato Paul mas ad essere nominata European Winery of the Year da Wine Enthusiast in rappresentanza della Francia, un riconoscimento assegnato a persone e aziende che si distinguono e danno un contributo eccezionale all’industria del vino e delle bevande alcoliche.

La degustazione

AOP Crémant de Limoux Réserve M, Brut Blanc de Blancs

Blend di chardonnay (70%), chenin (20%) e mauzac (10%) prodotte nell’area di Limoux a un’altitudine di 250m s.l.m su terreni calcareo-argillosi. Dopo la pressatura, la prima fermentazione avviene in vasche d’acciaio a temperatura controllata. Il 20% del vino prevede anche una maturazione in barrique per sei mesi. La seconda fermentazione avviene in bottiglia, il vino sosta sui lieviti per 24 mesi e viene sboccato tre mesi prima di essere immesso sul mercato.
Al naso è vivace, floreale e fruttato, emergono nitidi sentori agrumati, fiori di zagara ed erbe aromatiche. In bocca, la bollicina è fine ma non troppo persistente. Non complesso ma decisamente di bella beva: il sorso offre un bell’intreccio di morbidezza e freschezza, con un piacevole ritorno di lime. Ideale per un aperitivo non impegnativo.

IGP Pays d’Oc Vignes de Paul Valmont Assemblage Blanc 2019

Questo vino è prodotto da uve selezionate grenache blanc, chenin, mauzac, chasan, vermentino e sauvignon Blanc tutte provenienti dalla Valle dell’Hérault e allevate tra i 60 e i 150 m d’altitudine su suoli calcareo-argillosi. Ogni varietà viene vinificata separatamente e la fermentazione avviene a 16°C con lieviti selezionati per le due settimane successive la diraspatura. Un calice discreto dal naso fruttato di agrumi che virano anche verso aromi di frutta tropicale, non particolarmente intenso. In bocca è rotondo, discretamente fresco e, nel complesso, bilanciato.

IGP Pays d’Oc Paul Mas Réserve Sauvignon Blanc 2019

Da vigneti situati tra Pézenas e Montpellier, a 10 km dal Mediterraneo. 100% sauvignon blanc allevato tra i 100 e i 250 m s.l.m. su terreni calcareo-argillosi e sabbioso-marnosi. Dopo la vendemmia meccanica, svolta di notte per evitare l’ossidazione e preservare la massima espressione del frutto, è effettuata un’attenta selezione delle uve. Dopo pigiatura e pressatura soffice, la fermentazione avviene a 16°C con lieviti selezionati per 2 settimane. A seguire affinamento sulle fecce per 2 mesi prima dell’imbottigliamento. Limpido e con riflessi verdolini. Al naso, emerge una certa complessità ed eleganza: note aromatiche di limone, uva spina, pompelmo rosa ed erba fresca, seguite anche camomilla e mango. Succoso e con una tesa acidità che ti invoglia al sorso successivo. Un vino da portare sicuramente a tavola.

IGP Pays d’Oc Vignes de Paul Valmont Assemblage Rouge 2019

Un altro assemblage, questa volta di uve nere merlot, cinsault, carignan, grenache e syrah sempre coltivate nella Valle dell’Hérault su terreni calcareo-argillosi tra i 60 e i 150 m d’altitudine. Anche per questo blend di rossi la vinificazione avviene separatamente per ogni varietà. Dopo la diraspatura, il grenache e il merlot fanno una breve macerazione di qualche ora sulle bucce a temperatura controllata, mentre per il carignan e il syrah la sosta è prolungata per 6-8 giorni. Il blend viene poi effettuato a novembre. È affinato in vasche d’acciaio per almeno quattro mesi prima dell’imbottigliamento. Il colore è ancora di un bel rubino con riflessi anche violacei. Il naso è vinoso, fruttato e floreale, dove percepisco nitido il lampone, la mora, la susina oltre a un fresco melograno e la viola. Non di grande corpo, regala una piacevolissima beva, fresca e sapida, che chiama un sorso dopo l’altro. A tutto pasto.

IGP Pays d’Oc Paul Mas Réserve Syrah Vignes Valmont 2019

Ancora sulle rive dell’Hérault, a pochi chilometri dal mare, arriviamo a degustare il syrah in purezza, il re della Languedoc. Le uve provengono da suoli ghiaiosi e argilloso-calcarei situati tra i 150 e i 250m s.l.m. A seguito della fermentazione, la macerazione dura 12 giorni a temperatura controllata e con rimontaggi giornalieri. Prima che avvenga la malolattica, circa il 25% del vino viene posto in barrique di rovere americana per 4 mesi per essere poi assemblato con il restante e continuare l’affinamento in acciaio. Il colore è intenso, con qualche lieve riflesso granato. Mi stupisce subito il naso che sprigiona una spezia delicata, non irruenta, di pepe verde lasciando ampio spazio anche a profumi di ribes nero e mirtillo oltre che a qualche nota terziaria di cuoio. In bocca, è morbido e sapido, struttura discreta, avvolgente, ritorni anche floreali. Sicuramente un buon accompagnamento della tavola dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Non troppo lungo.

IGP Pays d’Oc Domaines Paul Pas Vignes de Nicole Cabernet Sauvignon-Merlot 2019

Questa linea, Vignes de Nicole, si compone dei Grands Crus e dei Grands Vins provenienti dalla tenuta Nicole, appunto: circa 80 ettari nei pressi di Montagnac. Terreni calcareo-argillosi con ghiaie e vigneti situati tra i 50 e i 120m d’altitudine; clima decisamente mediterraneo. Subito dopo la macerazione, che dura per almeno due settimane con rimontaggi quotidiani, questo vino è assemblato (55% cabernet e 45% merlot). La fermentazione malolattica avviene in botti di rovere (nuove e fino a 3 anni, 80% americano e 20% francese) così come l’affinamento di minimo 7 mesi. Bel colore rubino, con riflessi violacei. Io lo avrei decisamente degustato per ultimo. Il naso è intenso e complesso, vinoso, con aromi di frutta rossa, ribes nero, ancora viola e alcuni sentori erbacei, ma anche terziari di legno e tabacco. Al sorso, il vino è sapido e fresco ma ancora molto giovane, con un tannino decisamente ruvido e una buona struttura che promette un miglior risultato se lasciato un po’ in bottiglia. Nota finale: un buon potenziale.

IGP Pays d’Oc Domaines Paul Pas Vignes de Nicole Cabernet Sauvignon-Syrah 2019

Proviene sempre dalla Tenuta Nicole, ma qui le vigne si estendono tra gli 80 e i 110 m d’altitudine. Anche in questo caso ogni varietà viene vinificata separatamente. Il contatto con la buccia avviene per tre giorni a 10 gradi centigradi e la fermentazione avviene nei successivi 6 giorni a temperatura controllata (26/28°C) con rimontaggi giornalieri. La macerazione post-fermentativa dura poi quindici giorni per il cabernet (55%) e dodici giorni per il syrah (45%), sempre a temperatura controllata. In ultimo, maturazione in botte grande per otto mesi. Nel bicchiere, il colore è quasi purpureo con sfumature rubino sui bordi. I profumi sono sempre delicati, prevalgono i frutti di bosco, prugne sulla spezia e il pepe, anche qui, verde. Ma a differenza dell’assemblaggio precedente, arriva anche la spezia dolce di vaniglia. Lievissime note terziarie di cuoio e liquirizia. Ha un bel corpo, ma non lo trovo particolarmente fresco e questo mi compromette un po’ il finale, che non risulta essere molto persistente.

Domaines Paul Mas
D 5 Route de Villeveyrac
34530 Montagnac, France

info@paulmas.com

www.paulmas.com

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