Claudio Mariotto visto…dal Profilo

Bevi il vino poiché la coppa è il volto dell’amico
Mahmud Shabistari

Per un enoappassionato vivere in Piemonte è come vivere nel Paese dei Balocchi: ovunque si nascondono vini affascinanti, carichi di storia e di tradizione. Grandi Denominazioni ne affiancano altre minuscole ma non per questo meno interessanti; vitigni celeberrimi dividono le attenzioni dei vignaioli con altri quasi dimenticati ma in grado – quando capiti e interpretati correttamente – di regalare emozioni irripetibili; produttori di fama mondiale confinano con piccoli artigiani ed entrambi lavorano ogni giorno – ciascuno secondo la propria sensibilità e attitudine – per regalare a tutti noi il momento magico della scoperta, di quella prima “annusata” capace di dischiudere la porta verso un mondo fatto di profumi, di ricordi e di sincera riscoperta della propria sensibilità.

Scrivere di vino, in fondo, credo serva a questo: far riflettere l’autore sulle proprie esperienze, permettergli di capirle nel profondo e – a quel punto – di provare a comunicarle nella speranza che altri possano condividere non tanto le stesse sensazioni – quelle sono assolutamente personali – ma la stessa profonda comprensione delle meraviglie che si nascondono in un grande bicchiere.

Il merito di tutto ciò – dobbiamo sempre ricordarlo – è di chi, quotidianamente, si impegna lavorando in vigna e in cantina per renderlo possibile. Quanto segue è solo il modo di raccontare di uno di questi vignaioli che – insieme ad una moltitudine di suoi colleghi – si impegna per far conoscere la propria terra tramite le proprie bottiglie.

I Colli tortonesi, Claudio Mariotto e il Cortese

Vigneti, campi, prati.. vigneti, campi, prati…e così via: il tutto a rivestire dei colli i cui crinali sembrano non avere fine. In un certo senso è vero (o quasi): i Colli Tortonesi sono un ponte che unisce Piemonte e Lombardia, lungo quell’ininterrotta successione di dolci pendii, ripide scarpate e cime arrotondate, poste a separare le Alpi Marittime e gli Appennini dalla Pianura Padana prima e, più a sud, questi ultimi dal Mare Adriatico.

Dal punto di vista pedologico, i Colli si caratterizzano per suoli di origine eocenica derivanti sia da substrati prevalentemente marnosi, sia da litologie arenacee o dall’alternanza di arenarie e marne. Buona parte della porzione settentrionale della zona – all’interno della quali si trova Vho, la frazione di Tortona ove ha sede l’Azienda di Claudio Mariotto – è costituita da suoli derivante da rocce marnose che si presentano moderatamente profondi, a tessitura franca, calcarei e con buon drenaggio interno. II clima è caratterizzato da una temperatura media annua di circa 12°C, inverni freddi e precipitazioni medie annue tra gli 800 e 1.100mm, distribuite durante tutto l’arco dell’anno.

Nel periodo di maturazione delle uve si registrano elevate escursioni termiche fra il giorno e la notte, che contribuiscono a conferire ai vini aromi fruttati, intensi ed eleganti.

Era il 1920 quando il bisnonno di Claudio Mariotto fondò la cantina che, di generazione in generazione, è giunta negli anni ’90 nelle mani del nipote. Irruente, di compagnia, sanguigno ma anche serio, attento, talvolta pignolo, Claudio rappresenta i suoi vini almeno quanto i suoi vini rappresentano lui. Strenuo sostenitore del territorio e delle tradizioni – da confrontare però con quanto di positivo l’enologia moderna ha saputo realizzare – il suo impegno va subito a due vitigni simbolo del tortonese: il Timorasso e il Barbera, con i quali Claudio si afferma sulla scena enologica nazionale ed estera.

Le sue avventure, però, non finiscono lì: Croatina, Cortese e Freisa diventano le sue nuove scommesse con la certezza di chi – sulla base non solo della propria esperienza ma anche di quella dei suoi colleghi e delle generazioni che lo hanno preceduto – sa che questi vitigni, unitamente a queste terre, sono in grado di dar vita a vini che riempiranno di meraviglia i bicchieri e il cuore di chi vorrà assaggiarli.

Claudio Mariotto – Profilo – Colli Tortonesi Bianco Doc 2013 – L. 0114

Ottenuto da uve Cortese in purezza (per approfondire caratteristiche e storia del Cortese clicca qui), il Profilo illumina il bicchiere di una magnifica luce che sembra nascere dal suo cristallino colore paglierino intenso. Sono i profumi, però, i veri protagonisti di questa degustazione.

È un vino fine ed elegante, riservato, direi quasi timido. Va corteggiato e atteso. Appena portato al naso percepiamo immediatamente la frutta bianca – pera, pesca bianca e mela gialla – seguita da note di erba fresca e fiori di biancospino e tiglio. L’anima minerale di questo vitigno emerge in garbati sentori di pietra focaia. Il tempo trascorre, il vino si apre ed ecco rivelarsi, con chiarezza, il pompelmo giallo unitamente a note più dolci, che riportano all’ananas fresco e al miele di tiglio. I profumi di anice stellato – che ricordavo da assaggi di precedenti annate – emergono all’assaggio per via retrolfattiva.

In bocca è ampio, di buon corpo e sorretto da un’acidità evidente, ma composta, che conferisce all’insieme ottimo equilibrio e gradevolezza di beva; molto piacevole la lieve chiusa ammandorlata e più che soddisfacente la persistenza.

Degustazione del 31 marzo 2015

Claudio Mariotto
Strada per Sarezzano, 29
Frazione Vho
15057 Tortona (AL)
E-mail: info@claudiomariotto.it
www.claudiomariotto.it

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