Cantine Lunae – Cavagino – Colli di Luni DOC Vermentino – 2019
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Fabio Volpentesta
- Mer 17 Lug 2024
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La vigna e la cantina
Il Cavagino – Colli di Luni DOC Vermentino di Cantine Lunae nasce a pochissimi chilometri dal confine toscano, ovvero nella porzione più orientale della Liguria, tra il Golfo di La Spezia e le prime propaggini delle Alpi Apuane, in una porzione di territorio – la Lunigiana – che prende il proprio nome dall’antica città romana di Luni; “Etruriae Luna palma habet…” citava Plinio il Vecchio, diventando il vero ispiratore per il nome della cantina.
I vigneti di proprietà, che godono di un clima influenzato dalle brezze marine e dai venti montani, sono estesi su una superficie di 65 ettari condotti in regime di viticoltura biologica ed ecosostenibile; non solo vermentino, ma anche albarola, pollera nera, massaretta, vermentino nero, cilegiolo, sangiovese; le vigne sono allevate su piccoli appezzamenti, e comprendono anche quelle della “famiglia allargata”, di proprietà di un centinaio di piccoli vignaioli che contribuiscono come conferitori.
L’aspetto pedologico dei suoli è vario, da quello collinare di medio impasto, ricco di scheletro a quello sabbioso e limo-argilloso delle zone pianeggianti.
Le uve utilizzate per la produzione del Cavagino – Colli di Luni DOC Vermentino di Cantine Lunae – sono ottenute da un singolo vigneto sito a circa 250m s.l.m. su un suolo ricco di scheletro con una buona presenza di macigno.
Questo vermentino in purezza fermenta per il 60% in acciaio, il resto in barrique; in seguito, affina per circa sei mesi sulle proprie fecce fini in vasche di acciaio inox.
La degustazione
Un giallo dorato luminoso caratterizza bicchiere del Cavagino – Colli di Luni DOC Vermentino di Cantine Lunae, preludio di una ricca complessità olfattiva e un corpo importante. Fin da subito il vino si apre con un corredo floreale – di ginestra e camomilla – ed erbaceo, per lasciare spazio, dopo qualche istante, ai profumi di frutta a pasta gialla matura, di sandalo, di zafferano, di mandorla glassata, di pepe bianco, di fieno, avvolti da un pizzico di vaniglia.
Un vino dalla forte personalità, che in bocca presenta tutta la sua opulenza e una spinta alcolica non indifferente, il tutto ben bilanciato da una sapidità salmastra e da una freschezza ancora ben presente; le sensazioni retro-olfattive ripropongono il fruttato in un finale di erbe aromatiche, con una lunga persistenza.
Degustazione del giorno 23 giugno 2024
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