• Lun 15 Apr 2024

Cantina Petra: la Toscana, l’eleganza, la ricerca

Ogni sfida è un’occasione per testare la propria ambizione e dare il meglio di sé. Insieme. Perché da soli, al mondo, non si fa niente”. (Vittorio Moretti)

La frase sopra riportata riassume lo spirito e la visione di Vittorio Moretti che negli anni ’60 ha avuto l’intuizione di scommettere e investire nel vino, insieme alla principale attività legata all’edilizia industrializzata; oggi la Holding Terra Moretti si compone di tre settori, edilizia, hôtellerie e mondo vitivinicolo. Terra Moretti Vino ha avuto origine con la fondazione della cantina Bellavista e poi, in seguito, ha visto l’acquisto della tenuta Contadi Castaldi sempre in Franciacorta, Petra, Teruzzi e Acquagiusta in Toscana, Sella&Mosca con Casa VillaMarina in Sardegna.

Qualche anno fa la figlia di Vittorio, Francesca, durante un viaggio a Bordeaux rimarrà folgorata e colpita dagli château francesi da decidere di concretizzare il suo sogno e la sua grande passione acquistando una magnifica realtà, immersa nella ricca campagna maremmana.

La mia breve vacanza nei pressi di Suvereto (LI) in Val di Cornia è divenuta, così, la piacevole occasione per visitare proprio questa tenuta: Petra, in località San Lorenzo alto, in quella parte della regione spesso definita “l’altra Toscana”.

La filosofia aziendale

Percorrendo il viale fiancheggiato da ulivi, cipressi, pini marittimi e vigneti si giunge al cospetto di una suggestiva struttura che colpisce all’istante il visitatore; la particolare forma della cantina realizzata dall’architetto svizzero Mario Botta nel 2003, non vuole solo valorizzare un paesaggio, ma si integra in esso sfruttandone le naturali inclinazioni. Difficile spiegare a parole quello che gli occhi vedono ponendosi nello spazio antistante l’ingresso della tenuta e davanti al portico: un’architettura unica, originale, morbida nelle linee che diventa un tutt’uno con la natura della rigogliosa Maremma e la macchia mediterranea. “Un disegno razionale che evidenzia la misura, la bellezza e la profondità del paesaggio”, sono le parole di Botta per riassumere l’anima della sua opera, che si sposa con la filosofia produttiva dell’azienda: rispetto della biodiversità e riduzione dell’impatto meccanico durante la lavorazione delle uve.

L’imponente e ripida scalinata in pietra rosa della Lessinia (conosciuta come pietra di “Prun”), parallela alla superficie collinare, che accoglie il visitatore è inglobata in un incredibile biosistema, un design fatto di geometrie sinuose e di spazi occupati da ulivi fino alla sua sommità, da cui si può assistere a un panorama mozzafiato che accompagna lo sguardo verso il Tirreno; esternamente, la struttura centrale riporta alla mente la forma del tempio Maya di Chichén Itzá, rappresentando un’immagine arcaica in un contesto contemporaneo.

È proprio nella parte più elevata che vengono trasportati i grappoli dopo la vendemmia, per poi essere diraspati e fatti scivolare, per 25 metri grazie alla gravità, in modo delicato nei serbatoi di macerazione e fermentazione.

Dal 2012 le scelte stilistiche dell’enologo Caviola Giuseppe (come la tostatura delle botti più delicata ed equilibrata o interventi decisi in vigna) stanno segnando un orientamento nella creazione di vini eleganti, dall’agile beva, piacevoli e soprattutto territoriali.

Il territorio

La collaborazione con il professor Attilio Scienza e i lavori di zonazione sul finire degli anni ’80, hanno determinato tre differenti tipologie pedologiche. La prima, in punti più elevati, è costituita da terreni pietrosi, con calcare sciolto, poveri di argilla; nella seconda intermedia prevalgono suoli alluvionali, ricchi di minerali (ferro, manganese, calcio, rame); la terza con giaciture più basse è ricca di limo. In questa grande eterogeneità della terra sono allevati diversi vitigni, dal cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot al sangiovese, syrah, viognier e vermentino. Petra (il cui nome significa pietra in latino) si estende su circa 300 ettari, di cui 105 occupati dai vigneti, protetti dalle colline circostanti (che arrivano fino ai 350 metri s.l.m.) e attraversati dai venti, come il Libeccio, che asciugano le piante.

La cantina

Ai piedi e, in parte, sotto la collina, a basso impatto ambientale e nel pieno rispetto dell’intero habitat, si trova la cantina vera e propria, con le aree dell’amministrazione e le sale meeting, gli spazi dedicati alla vinificazione in acciaio e in legno, le barricaie (distinte in 1° e 2° anno), i locali per il confezionamento e imbottigliamento; ogni ambiente è progettato in modo perfetto e funzionale. La sosta nella barricaia principale è emozionante e lascia quasi senza fiato, per l’eleganza, l’atmosfera che si respira, la simmetria delle pareti e degli archi sorretti da grandi colonne bianche in uno stile architettonico simile a quello che si ritrova in una cripta medioevale.

Al termine di un lungo tunnel si arriva poi dinanzi a una parete rocciosa (“preludio” delle Colline Metallifere della Val di Cornia) ricca di striature colorate, bianco/grigio per le infiltrazioni delle piogge che trasportano sale marino, arancione per la presenza di ferro, argento per il magnesio; presente anche una falda acquifera della collina che consente di sfruttarne il clima e l’umidità.

Petra non ha certificazione “bio” o “biodinamica”, ma i principi di ecosostenibilità sono, da sempre, parte integrante dell’animo aziendale e dei suoi lavoratori. A tal proposito nel 2011 è stato realizzato (unico in Europa) un parco fotovoltaico galleggiante che offre energia pulita e rinnovabile, riducendo inquinamento ed emissione di CO2; la grande particolarità e innovazione dell’impianto sta nella sua rotazione per orientarsi rispetto la luce solare (precisamente come avviene in natura con il fototropismo delle piante).

La degustazione

La Balena – IGT Toscana – 2022

Il nome fa riferimento alla particolare forma del vigneto; con l’annata 2022 questo bianco di casa Petra è un uvaggio per metà viognier e per metà vermentino, vinificato e affinato esclusivamente in acciaio, per mantenere le sue caratteristiche.

Alla vista si veste di un giallo paglierino limpido con riflessi verdolini; il naso è invitante con spiccate note floreali (fiori d’acacia e di ginestra), fruttate (pesca, albicocca, melone, ananas), di macchia mediterranea e un fondo di salsedine. La varietà originaria della Valle del Rodano settentrionale contribuisce all’intenso ventaglio olfattivo, mentre il vermentino dona freschezza e sapidità; di buona struttura e persistenza, lascia al palato un retrogusto piacevole di cedro ed erbe aromatiche.

Colle al fico – IGT Toscana – 2021

Questo syrah in purezza è prodotto da uve allevate a Guyot nell’omonimo vigneto in località San Lorenzo (6000 ceppi/ha); il vino sosta un anno e mezzo in barrique, di cui il 20% di primo passaggio, le restanti di secondo e terzo passaggio. Il colore è rosso rubino con sfumature porpora e i profumi dominanti vanno dalla frutta di bosco alle spezie scure; sorso ampio con una giusta acidità ben bilanciata e una trama tannica setosa che allunga il vino, lasciando un finale vanigliato e delicatamente balsamico (titolo alcolometrico di 14,5%).

Quercegobbe – IGT Toscana – 2021

Quercegobbe è il toponimo della collina dalla quale nasce questo merlot in purezza. Un vino ancora giovane, che si esprime con un colore rubino e sensazioni di frutta fresca, cioccolato, tabacco, cuoio; nonostante un affinamento in barrique per 6/7 mesi, il suo carattere esuberante si avverte in bocca con una vibrante freschezza e un tannino ancora grintoso.

Quercegobbe – IGT Toscana – 2020

L’annata precedente guadagna in complessità e armonia; sono presenti aromi di frutta rossa matura, di ciliegia sotto spirito, di bacche di ginepro e di erbe aromatiche. Il vino rimane in botti di legno per 6/7 mesi (20% nuove); al gusto è corposo, caldo, con una matrice tannica morbida e ben modellata. Questo merlot risulta persistente e con un retrogusto coerente con le sensazioni olfattive, pronto alla beva, ma con un bel potenziale evolutivo.

Contatti

Petra

Località San Lorenzo Alto, 131

57028, Suvereto (LI)

info@petrawine.it

visit@petrawine.it

www.petrawine.it

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