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Bottiglie Aperte 2018: un appuntamento all’insegna di mercato, passione e confronto

Archiviata la settima edizione di Bottiglie Aperte (Milano, 7 – 8 ottobre 2018) per gli organizzatori è tempo di bilanci e così deve essere per una manifestazione di tale importanza che ha contato oltre 5.000 visitatori e una crescita espositiva del 40% dovuta al cambio di sede (questa edizione si è, infatti, svolta presso lo SuperStudio Più di Milano) con un incremento del 70% delle Aziende aderenti rispetto alla prima Edizione. Per chi come me ha partecipato all’evento con l’intento di chiacchierare con i produttori, assaggiarne i prodotti e cogliere lo spirito di un appuntamento ormai consolidato altre sono però le considerazioni importanti. Bottiglie Aperte diviene sempre più un’occasione di incontro e di confronto, nel quale un pubblico decisamente selezionato – sia esso operante nel settore oppure, in parte, costituito da sinceri appassionati – partecipa con l’intento di incontrare sia le grandi realtà vitivinicole ormai consacrate a punti di riferimento dell’Italia enoica sia piccole aziende emergenti che si stanno imponendo all’attenzione della critica e dei mercati grazie alla qualità dei loro vini. Una ribalta, dunque, nella quale domanda e offerta ma anche cultura del produrre e cultura dell’assaggio si trovano riunite davanti al bicchiere per cercare strade sempre nuove per promuovere e migliorare i vini del nostro Paese.

L’Italia del vino nei premi di Bottiglie Aperte

Bottiglie Aperte è, però, anche un spazio per premiare e incentivare quelle aziende che hanno saputo mantenersi al passo non solo nella ricerca della qualità ma anche nella promozione e nella divulgazione del proprio lavoro. Ecco quindi che anche quest’anno sono stati assegnati gli ormai tradizionali Wine Style Awards riguardanti alcuni aspetti fondamentali del marketing del vino. Sono, pertanto, stai premiati Tasca d’Almerita per la Miglior presenza fieristica, Marchesi De Frescobaldi per la Miglior comunicazione social mentre l’Award per il Miglior packaging è stata assegnato al progetto NO Wine e quello del Miglior sito web a Lungarotti; da ultimo, ma non certo per importanza, con l’Award Best Event è stato premiato Ciu Ciu Hakaton.

L’importanza della ristorazione nella promozione del nostro patrimonio enologico è stata anche quest’anno valorizzata grazie all’assegnazione dei Wine List Awards, riconoscimenti per i locali con la migliore carta dei vini, in base ai seguenti aspetti caratterizzanti: la presentazione, ovvero la leggibilità della carta e l’estetica dei caratteri; la qualità assoluta dei vini e della cantina; la profondità della carta, analizzando la presenza di annate storiche e di verticali complete; i prezzi e l’originalità della lista, stabilita dalla presenza di etichette sorprendenti e scelte uniche. Ad aggiudicarsi gli importanti riconoscimenti è stato – per i ristoranti di carne – la Griglia di Varrone a Milano, mente il premio per i ristoranti specializzati nella preparazione di piatti a base di pesce è andato a Lorenzo di Forte dei Marmi; tra le enotavole premiata quella de Al Carroponte di Bergamo mentre tra i ristoranti d’Hotel è stato premiato Oro Cipriani a Venezia. Kanton Fusion di Capriate ha vinto il premio tra i ristoranti etnici mentre tra gli stellati, il premio è stato assegnato al Vun Park Hyatt di Milano.

Da ultimo, ma non certo per importanza, è da segnalare Bando per le start up più innovative del mondo del vino, promosso e sostenuto proprio da ABS Investment, veicolo di investimento di Aliante Business Solution. Il bando, che poneva in premio un anno di consulenza gratuita per far crescere la propria idea, è stato vinto da Patrizia Legnaro e “Volcanic Wines” che, con il progetto “Volcanic Wines”, rappresenta la volontà dell’imprenditrice di riunire i prodotti vitivinicoli e non delle 19 aree vulcaniche italiane e di venderli nel mondo per mezzo di un unico brand, “Unicità Vulcaniche Autoctone” (UVA).

Bottiglie Aperte nel bicchiere: le mie degustazioni

Nelle prossime righe racconterò una breve selezione dei miei assaggi: è evidente che molti prodotti meritevoli non potranno essere raccontati per motivi di spazio e di ciò mi scuso con i loro produttori. I miei complimenti e i miei ringraziamenti vanno, ovviamente, a tutti gli espositori oltre che – e non poteva essere altrimenti – agli organizzatori e a tutto lo staff.

Castello di Tagliolo – La Castagnola – Dolcetto di Ovada Doc – 2013

Prodotta a partire dalle uve Dolcetto ottenute dai vigneti Castagnola e Riondoni che godono di esposizione sud-orientale, La Castagnola 2013 dopo una vinificazione in acciaio è stata maturata per 12 mesi in barrique di secondo passaggio e, in seguito, per altri 16 mesi in botti da 50hl.

Dal calice, nel quale si offre allo sguardo di un bellissimo e vellutato color granato, emergono ricche note di frutta in confettatura tra le quali è facile riconoscere quelle della ciliegia, della fragola e del lampone; in seguito, fra le maglie di questo avvolgente tappeto di frutta si scorgono, sempre più chiaramente, le sensazioni agrumate dell’arancia amara così come le note speziate del pepe nero e quelle lievemente balsamiche delle erbe provenzali; i sentori garbatamente tostati del cioccolato dolce ne completano il già complesso bouquet.

Il sorso apre morbido, succoso, caldo e ricco di corpo per dare poi spazio alla ben presente freschezza e a tannini di ottima fattura, pur se ancora piacevolmente nervosi, e dandoci così modo di godere di un assaggio equilibrato ma di carattere; decisamente lunga la persistenza.

www.castelloditagliolo.it

Girlan – Trattmann – Alto Adige Doc Pinot nero Riserva – 2015

Ottenuto in gran parte da uve pinot nero prodotte dai vigneti di Mazzon, coltivati su suoli argillosi contenenti limo e detriti derivanti dal disfacimento della roccia calcareo-dolomitica, oltre che da minore quanti di uve prodotte a Pinzon, area leggermente più fresca rispetto alla precedente, e a Cornaiano nell’Oltradige, il Trattmann 2015 ha fermentato in acciaio per essere poi maturato per 15 mesi sia in grandi botti da 12hl e sia in barrique; prima della sua messa in commercio è stato affinato in bottiglia per un periodo minimo di sei mesi.

Di color rubino di non grande intensità, questa Riserva regala un naso di estrema eleganza e grande tipicità. Le note di piccolo frutto rosso, infatti, sembrano giocare a rimpiattino con quelle floreali della rosa mentre le lievi sensazioni speziate di chiodo di garofano e i sentori agrumati dell’arancia amara gli donano ulteriore complessità e finezza.

All’assaggio, si offre lieve seppur deciso; la pienezza del corpo e la ben presente morbidezza trovano il dovuto contraltare nella aggraziata freschezza e in una tessitura tannica “risoluta” pur se gradevole e avvolgente. La lunghissima persistenza e l’intrigante fin di bocca ci accompagnano, necessariamente, al sorso successivo.

www.girlan.it

La Perla – Quattro Soli – Sforzato di Valtellina Docg – 2013

Le uve nebbiolo utilizzate per la produzione di questo Sforzato di Valtellina Docg provengono dal vigneto aziendale La Perla in località Tresenda di Teglio. Le uve, prima della vinificazione, sono state appassite in fruttaio per un periodo di circa tre mesi. Il vino da esse ottenuto è stato maturato per 24 mesi in botti di rovere da 5,5 e 10hl.

Il Quattro Soli 2013 si offre allo sguardo di un luminoso e vellutato color granato di buona intensità, preludio a un bouquet, intenso, fine e complesso. Al naso, infatti, si presenta con note di confettura di ciliegia e lamponi alle quali si affiancano, integrandosi perfettamente con esse, le tipiche sensazioni di agrumi rossi nonché un gradevole e garbato sentore ematico; l’insieme trova completezza e piena armonia grazie alle note di violetta appassita.

Il sorso – dinamico – sfoggia un ingresso molto morbido, di gran corpo e piacevolmente caldo che trova, subito dopo, il proprio sostegno nell’ancora nitida freschezza e in tannini fitti ed eleganti pur se ancora adolescenti. Vino dalla lunga persistenza che racconta di una vitivinicoltura valtellinese che ancora una volta si mostra pienamente in grado di coniugare eleganza, struttura e tradizione.

www.vini-laperla.com

Léon Beyer – Riesling Comtes d’Eguisheim – Grand Cru Pfersigberg – Appellation Alsace Contrôlée – 2011

Prodotto a partire da uve Riesling, coltivate su terreni marnoso-calcarei con esposizione sud-orientale che poggiano su conglomerati calcarei, questo Comtes d’Eguisheim 2011, di color paglierino chiaro, presenta un panorama olfattivo di grande finezza e buona intensità che apre con sensazioni di mela gialla croccante, pesca e melone bianco. Un garbata rotazione e un attimo di pazienza ci permettono di apprezzarne l’evoluzione nel calice dal quale, dopo pochi istanti, emergono importanti sentori di erbe provenzali – timo e maggiorana su tutte – affiancati a una ben presente nota di rosa bianca; l’insieme è, infine, pervaso da un soffusa sensazione minerale che ne completa un bouquet decisamente di grande interesse.

All’assaggio, spicca per la piacevolezza e la facilità di beva – da non confondere per questo con un sorso banale – grazie alla vivace freschezza e alla ben presente sapidità che ne sorreggono il corpo e la struttura donandogli equilibrio e armonia; assai lunga la persistenza.

Un vino ancora giovane, nonostante i sette anni già trascorsi, ma non per questo meno capace di sorprendere o emozionare.

www.leonbeyer.fr

Mauro Molino – Bricco Luciani – Barolo Docg – 2014

Bricco Luciani, in comune de La Morra (CN) nei pressi della celebre frazione Annunziata, si caratterizza per suoli calcareo-sabbiosi e per un’esposizione prevalente fra sud-est e sud-ovest; la quota di questa MGA è compresa fra 220 e 255m s.l.m.

Il Bricco Luciani 2014 di Mauro Molino ha fermentato esclusivamente in acciaio per essere poi maturato in legno per 18 mesi.

Il luminoso color granato è il biglietto da visita di questo Barolo Docg che ci accompagna verso un bouquet di ottima finezza nel quale si riconoscono sensazioni in continuo mutamento ed evoluzione tra le quali è facile notare la confettura di piccoli frutti rossi, la violetta appassita nonché garbati sentori di sottobosco; il suo panorama olfattivo è completato da nitide note di scorza di arancia amara.

Il sorso – che denota ancora un’indomita ma coinvolgente gioventù – è ampio e profondo. L’ottima struttura e il corpo ricco trovano il loro equilibrio grazie a una tessitura tannica nervosa ma di eccellente fattura e alla ben presente freschezza; davvero lunga la persistenza.

www.mauromolino.com

Orsogna – Coste di moro – Montepulciano d’Abruzzo Dop – 2013

Questo Montepulciano d’Abruzzo Dop, appartenente alla linea Linea Lunaria e prodotto secondo le regole dell’agricoltura biodinamica certificata Demeter, nasce da uve coltivate fa i 300 e i 450 metri di quota; dopo la vinificazione parte del vino è stata maturata in botte e parte in acciaio.

Da calice, nel quale si mostra di un quasi impenetrabile color rubino, il Coste di Moro 2013 regala un naso intenso e marcatamente fruttato nel quale spiccano le note di ciliegia molto matura, mora e prugna disidratata; una piacevole sensazione ematica e lievi sentori tostati, riconducibili al cacao e al cioccolato fondente, ne completano il quadro olfattivo.

All’assaggio, si rivela succoso, ampio e intenso; la grande morbidezza e l’importante corpo trovano il proprio sostegno nella decisa freschezza e nei tannini fitti, avvolgenti ma, nel contempo, piacevolmente evidenti; decisamente lunga la persistenza.

www.lunaria.bio

www.orsognawinery.com

Plozza – N° 1 Numero Uno – Alpi Retiche Igt – 2014

Il N° 1 Numero Uno 2014 vede la luce a partire da uve nebbiolo coltivate a circa 650m di quota su suoli limosi e sabbiosi e, in seguito, lasciate appassire per circa tre mesi; dopo la vinificazione, ha riposato per 24 mesi in barrique.

Il lucente e vellutato color granato di questo vino non può non dar vita a grandi aspettative che – è doveroso sottolinearlo – non vengono certo disattese.

Al naso, infatti, si presenta intenso, molto fine e altrettanto complesso. Le succose note di confettura di lampone e fragola sostengono una dinamica sequenza di sensazioni, capace di spaziare dalle note agrumate delle arance amare a quelle floreali della violetta essiccata fino a una verticalità balsamica elegantemente resinosa. Col tempo, il suo bouquet si arricchisce ulteriormente sfoggiando sentori speziati di pepe nero, chiodi di garofano e liquirizia oltre a una timida sfumatura di vaniglia.

All’assaggio è avvolgente, di eccellente morbidezza e grande struttura ma nel contempo armonico ed equilibrato in virtù della ben presente freschezza e di una struttura tannica fitta e aggraziata. La lunghissima persistenza conclude un assaggio capace di coniugare finezza e intensità nonché struttura e piacevolezza di beva ma, soprattutto, capace di ricordarci – ancora una volta – la grandezza del vitigno e della Valtellina vitivinicola.

www.plozza.com

Tenuta Tamburnin – Le 3 Seuri – Freisa d’Asti Doc Superiore – 2014

Le uve freisa utilizzate per la produzione di questo vino provengono dalla Conca d’Oro, la più vecchia vigna aziendale, che conta ormai 72 primavere; tale vigna è allevata su argille rosse fortemente ferrose e gode di esposizione sud-orientale. Dopo la fermentazione, svolta in un tino di legno da 34hl, il vino matura per 18 mesi nel tino stesso e, in seguito, per altri due mesi in acciaio; prima della sua messa in commercio sarà lasciato riposare in bottiglia per altri sei mesi.

Dal calice, nel quale sfoggia un lucente color granato, Le 3 Seuri 2014 ci offre ricche note di confettura di frutto rosso alle quali si affiancano fini sensazioni di sottobosco oltre a sentori di confetto e potpourri di fiori rossi.

Al palato, sfoggia tannini ancora adolescenti ma di eccellente fattura che, insieme alla vivace freschezza, sorreggono la pienezza del corpo e della struttura offrendoci, in tal modo, un sorso equilibrato e dalla beva piacevole ma certo non banale; più che adeguata la persistenza.

www.tamburnin.it

Tenute Sella – Insubrico – Vino Spumante di Qualità – Metodo Classico Pas Dosé

Figlio della vendemmia 2014, l’Insubrico, che vede in questa annata la sua prima produzione, nasce a partire da uve nebbiolo coltivate all’interno della Doc Bramaterra su suoli derivanti dal disfacimento dei porfidi che caratterizzano parte della Denominazione stessa; i vigneti, di circa 45 anni di età, sono allevati tra i 270 e i 350m di quota e godono di esposizione compresa fra sud-ovest e sud-est. La vinificazione è avvenuta interamente in acciaio e l’affinamento sui lieviti si è protratto per 32 mesi.

Di color paglierino intenso arricchito da catenelle fini e persistenti, questo Pas dosé apre al naso con croccanti note di frutta a polpa bianca alle quali si affiancano sentori di fiori di biancospino e miele di castagno oltre ad accenni di piccola pasticceria.

Il sorso è morbido e di corpo ma nel contempo teso e garbatamente nervoso grazie alla vivace freschezza e alle bollicine fini e piacevoli; più che soddisfacente la persistenza e assai gradevole il fin di bocca.

www.tenutesella.it

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