Bonzano Vini: imprenditoria, tradizione e amore per il Monferrato
Per fondare un’azienda, ogni momento è un buon momento.
Ron Conway
Imprenditore: “Chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata, di carattere industriale, agricolo o commerciale, al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”. Questa è la definizione data dal Dizionario Treccani on line per il lemma “imprenditore”: è, com’è giusto che sia, una definizione “asettica” che nulla sottintende riguardo alla passione e alla professionalità del lavoro svolto né tanto meno sulla qualità delle merci prodotte o dei servizi forniti. È quindi evidente che, di per sé, si tratta di un contenitore vuoto da riempire con le idee, i valori, l’etica e la professionalità che – come sempre si vorrebbe – dovrebbero guidare chiunque si faccia carico della fatica di avviare, gestire e promuovere un’attività economica.

La famiglia Bonzano, attiva a livello nazionale e internazionale nel settore della produzione di pannelli in legno per uso industriale, rappresenta un bell’esempio di come l’attitudine all’impresa possa coesistere con l’attaccamento alle proprie origini nonché con un forte legame con la terra e con i suoi frutti. I fratelli Enrico, Stefano e Massimo Bonzano – spinti anche dalla forza, dalla determinazione e dall’entusiasmo di Simonetta Ghia, moglie di Enrico – hanno deciso nel 2011, con il fondamentale supporto tecnico e scientifico del notissimo enologo Donato Lanati, di riportare Tenuta Mandoletta in comune di Casale Monferrato, di proprietà della famiglia dagli anni ‘90, alle sue origini vitivinicole, espiantando i noccioli che avevano sostituito negli anni precedenti i vigneti e iniziando così la loro avventura come imprenditori vitivinicoli. Un’esperienza nuova ma fin dall’inizio focalizzata alla valorizzazione non solo dei loro prodotti ma dell’intero territorio attraverso la ricerca della qualità oltre che di nuove espressioni di tipicità e dello sviluppo enoturistico.
Bonzano Vini e la Tenuta Mandoletta
Tenuta Mandoletta e il Monferrato
Siamo a Casale Monferrato (AL), là dove le ultime colline del Monferrato Casalese già strizzano l’occhio alla pianura e al grande fiume che l’ha creata.
Tenuta Mandoletta – acquistata negli anni ‘90 dal papà di Enrico, Stefano e Massimo – ha visto svolgersi tante storie e avvenire tanti mutamenti fino all’abbandono completo della viticoltura negli ultimi decenni. Ecco quindi il vero punto di rilievo di questo nuovo capitolo della sua storia: il ritorno della vite, per ora 7ha di vigneti in corpo unico a incastonare la magnifica villa posta sulla cima del colle, a rimarcare un’importante rottura col recente passato per ritrovare, invece, la sua vocazione originaria in un periodo – quello attuale – nel quale il Monferrato vede una netta contrazione delle proprie superfici vitate rimarcando, in tal modo, la fiducia e l’affetto della famiglia per queste terre e le sue tradizioni. È, quindi, un fatto importante e un segnale di rottura col recente passato che una nuova Azienda – Bonzano Vini – sia sorta all’interno di una zona dalla grande vocazione vitivinicola che ha, però, negli ultimi anni pagato i mutamenti dei gusti dei consumatori e la pesante riduzione dei consumi interni dei nostri vini.

L’Azienda: il suo territorio, le sue vigne e i suoi vini
I suoli di Tenuta Mandoletta sono costituiti da terre bianche marnose che poggiano sulla solida calcarenite – qui chiamata Pietra da Cantone – con la quale sono stati, nei secoli, edificati i vecchi borghi e nella quale furono scavati gli infernot, le piccole cantine sotterranee monferrine tutelate oggi anche dall’UNESCO.
Le vigne – a quote di circa 150m s.l.m., piantate circa nove anni or sono e con esposizione prevalente verso sud-ovest – sono costituite da barbera, pinot nero, chardonnay e sauvignon blanc; a queste si sono affiancati, pur non essendo ancora produttivi, alcuni nuovi vigneti che permetteranno di ampliare la produzione. La prima annata prodotta, il 2017, si aggira intorno alle 40.000 bottiglie divise fra le quattro etichette che saranno narrate nelle prossime pagine; altri tre nuovi prodotti – un Metodo Classico, un Barbera del Monferrato Superiore Docg e un secondo Monferrato bianco Doc – saranno presentati nei prossimi mesi e completeranno la gamma aziendale.
Per concludere questa prima parte dell’articolo vorrei riprendere un mio precedente accenno alla ricerca di “ nuove espressione di tipicità” ovvero, secondo quanto chiaramente espresso da Donato Lanati, una tipicità che deve esprimersi per mezzo delle caratteristiche del territorio e degli uomini che vi lavorano e che andranno a influire su ogni vitigno – anche su quelli non tradizionali – conferendo loro caratteristiche uniche e irripetibili e, pertanto, assolutamente tipiche. Un approccio differente alla valorizzazione della tipicità, dunque, che potrà essere resa tangibile non solo mediante l’utilizzo dei vitigni storici ma anche tramite la piena espressione del territorio con le sue caratteristiche e tradizioni pedoclimatiche, agronomiche ed enologiche.
Bonzano Vini nel bicchiere: la degustazione
Nel corso della mia visita all’Azienda il giorno 2 agosto 2018 in compagnia di Stefano Bonzano ho avuto il piacere di degustare i quattro vini finora posti in commercio: le righe che seguiranno saranno il racconto di tali vini.
Colgo l’occasione di queste poche righe introduttive per ringraziare Stefano e l’intera famiglia Bonzano per la squisita ospitalità. Un grazie è dovuto anche a Selvaggia Stefanelli e Giordana Talamona, addette stampa, per aver reso possibile questa visita.
Armognan – Monferrato bianco Doc – 2017
Ottenuto da uve chardonnay e sauvignon blanc interamente lavorate in acciaio con un affinamento di cinque mesi sui propri lieviti, l’Armognan 2017, di color paglierino chiaro e cristallino, regala un naso fine e marcatamente fruttato nel quale si alternano sensazioni di mela verde, pesca bianca e albicocca croccante – non per niente armognan è il nome monferrino dell’albicocca – a cui si affiancano le note tropicali dell’ananas fresco e non eccessivamente maturo. Le fitte note fruttate sono armonicamente percorse da sentori del gelsomino e delle erbe provenzali che gli conferiscono una garbata verticalità balsamica.
Il sorso è pieno, ampio e avvolgente svelando con grazia l’importante presenza dello chardonnay. L’ottimo corpo, la sobria alcolicità e l’evidente morbidezza trovano nerbo ed equilibrio nella nitida freschezza e nella ben percepibile sapidità; un vino di ottima persistenza che ci saluta con una piacevole chiusa ammandorlata. Una nota di merito all’uso del sauvignon blanc capace di arricchire il profilo gusto-olfattivo di questo Monferrato bianco Doc senza in alcun modo diventarne prepotente protagonista.
Meridiana – Vino Rosato
Questo vino rosato, figlio della vendemmia 2017, è ottenuto da uve pinot nero e sauvignon blanc vinificate esclusivamente in acciaio ed è stato lungamente affinato sulle proprie fecce nobili.
Dal calice, nel quale si offre allo sguardo di un lucente color salmone arricchito da eleganti screziature ramate, emergono fragranti note fruttate ben riconducibili al ribes rosso, alla fragola e alla pesca a polpa gialla; leggere sensazioni di rabarbaro e ricordi di polvere di caffè gli conferiscono ulteriore finezza e maggior complessità.
L’attacco al palato è netto e quasi tagliente grazie alla vibrante freschezza e alla ben presente sapidità ma, in pochi attimi, rivela interamente la pienezza del proprio corpo e la sua notevole struttura acquisendo equilibrio ed armonia pur mantenendo intatta la propria personalità e la beva fresca e piacevole ma certo non banale; assai più che adeguata la persistenza.
Hosteria – Monferrato rosso Doc – 2017
Le uve barbera e pinot nero utilizzate nella produzione dell’Hosteria 2017 sono state vinificate interamente in acciaio e, in seguito, il vino così ottenuto è stato maturato, sempre in acciaio, per un periodo di cinque mesi prima dell’imbottigliamento.
Di color rubino nel quale, a ricordarci la sua non conclusa gioventù, si scorgono le ultime sfumature porpora, l’Hosteria 2017 sfoggia un naso fine, intenso e fruttato chiaramente connotato da note di ciliegia, ribes rosso e fragolina di bosco. L’insieme si arricchisce, a seguito di una lieve rotazione del calice, di sensazioni floreali ben riconducibili al glicine e alla violetta. I sentori dolci della cipria e del confetto e le leggere sfumature terrose, così tipiche del barbera, ne completano il panorama olfattivo.
All’assaggio, si offre morbido, di corpo e piacevolmente caldo; i tannini – di bella fattura e piacevolmente evidenti – fungono, insieme alla vivace freschezza, da asse di simmetria di questo vino donandogli nerbo, equilibrio e una beva facile ma di carattere; adeguata la persistenza.
Gajard – Barbera del Monferrato Doc – 2017
Ottenuto da uve barbera vinificate in acciaio e in seguito maturato per nove mesi sempre in acciaio,
questo Barbera del Monferrato Doc si presenta allo sguardo di un intenso color rubino con riflessi porpora, preludio a un naso fine, intenso e marcatamente fruttato nel quale spicca, come dev’essere, la ciliegia ancora croccante a cui si affiancano le note del ribes rosso e quelle floreali del garofano; il suo quadro olfattivo trova pieno compimento grazie ai sentori dolci del confetto e a ben presenti sensazioni di sottobosco.
Il sorso è ampio, morbido e gradevolmente caldo; i tannini, garbati come si confà al barbera, sono affiancati dall’evidente – ma ottimamente vestita – freschezza nel compito, svolto a dovere, di offrire equilibrio e piacevolezza di beva all’insieme; più che adeguata la persistenza. Un vino capace di raccontare in modo chiaro e intrigante vitigno e territorio.
Bonzano Vini – Tenuta Mandoletta
Regione Mandoletta, 51
15033, Casale Monferrato (AL)