Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nelle parole del suo Presidente, Edoardo Donato

Per me, naturalista di lungo corso e goloso globale, la Maremma Toscana rappresenta una sorta di Paese dei Balocchi e, come un novello Pinocchio, visito ogni volta queste terre con lo stesso entusiasmo e la stessa curiosità con la quale le visitai la prima volta oltre 30 anni or sono.

Il suo intricato mosaico di ambienti, il suo quasi impercettibile sfumare delle paludi e delle pinete costiere in colline costellate di boschi, vigneti e oliveti la rendono una terra unica, che mai si può di dire di conoscere veramente.

Ecco quindi che l’opportunità di raccontare la Maremma vitivinicola direttamente per mezzo delle parole e dell’esperienza del Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – Dott. Edoardo Donato – mi è parsa fin da subito di grande interesse e assolutamente da non perdere.

Dott. Edoardo Donato, Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana,

Prima di cedere, com’è giusto che sia, la parola al Presidente, ritengo necessario inquadrare rapidamente il Consorzio che, nato nel 2014 con lo scopo di tutelare e promuovere la qualità dei Vini della Doc Maremma Toscana, si trova oggi a coordinare, supportare e indirizzare l’attività di un’importante realtà associativa composta da viticoltori, vinificatori e imbottigliatori che possono disporre di 1750ha vitati dai quali, nel 2016, sono stati prodotti 130.000q di uve atte alla Dop, che la pongono al 4° posto tra le Dop toscane; con la produzione 2016 sono state ottenute 5.500.000 bottiglie, con un aumento di oltre un milione sull’anno precedente.

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana si trova a operare in un territorio nel quale ambienti naturali e agrosistemi sono fortemente interconnessi. Questo fatto, che da un lato rappresenta sicuramente un fondamentale valore aggiunto in termini paesaggistici e turistici, dall’altro rappresenta un’enorme sfida e un’altrettanto grande responsabilità. Quali sono le linee guida e i principali progetti che il Consorzio ha già adottato o intende adottare in futuro per preservare e valorizzare questa ricchezza?

Il territorio della denominazione Maremma Toscana è caratterizzato da una bassa densità abitativa, minimo impatto industriale e una grande ricchezza naturalistica.

Grazie al finanziamento della regione Toscana, si stanno realizzando nella nostra Denominazione due progetti integrati di filiera nel settore vitivinicolo che vedono coinvolti un numero importante di produttori.

Questi progetti – volti al rinnovamento degli strumenti di produzione, di trasformazione e di promozione dei prodotti vitivinicoli del nostro territorio – sono impostati con un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’obiettivo comune è tutelare la salute del consumatore, ridurre l’impatto ambientale e valorizzare la preziosa biodiversità del nostro territorio.

Il progetto denominato “Innovazione, Valorizzazione e ottimizzazione della filiera vitivinicola dell’area sud della Provincia di Grosseto” prevede lo studio dell’applicazione dell’ozono nei trattamenti nel vigneto e nella vinificazione, l’utilizzo di microsensori e droni nei vigneti per valutare puntualmente le esigenze fitosanitarie.

Il progetto “Maremma Terre di Vini” prevede una certificazione di sostenibilità che risponderà a una serie di parametri ben misurabili: biodiversità, consumi, impronta carbonica, gestione fitosanitaria, ma anche interazione con le comunità locali e quindi impatto sociale delle aziende. La sostenibilità verrà approcciata secondo i tre pilastri sociale, ambientale ed economico.

Il Consorzio segue con interesse non solo questi due progetti, ma anche le molte aziende che si stanno muovendo sulla stessa linea adottando pratiche agronomiche sostenibili come l’impiego degli insetti utili, strumenti per l’agricoltura di precisione, corridoi ecologici per preservare la biodiversità, la conduzione biologica e biodinamica.

Passi importanti per offrire risposte al consumatore in termini di sicurezza alimentare, qualità ed etica, principi che determinano il vero valore aggiunto dei nostri prodotti.

Il nostro auspicio è iniziare un percorso, coinvolgere operatori di altri settori, sensibilizzare i rappresentanti politici per gettare le basi per una certificazione di sostenibilità dell’intero territorio al fine di valorizzare e promuovere la Maremma Toscana non soltanto per il prodotto vitivinicolo ma anche per le altre produzioni agricole, per la bellezza dei suoi parchi naturali, per la ricchezza della sua storia e il fascino della sua cultura.

Nella vostra Denominazione convivono fianco a fianco varietà tradizionali e vitigni internazionali: quali ritiene essere, secondo la sua esperienza, le maggiori potenzialità enologiche e commerciali degli uni e degli altri nel vostro territorio?

Il vigneto della provincia di Grosseto offre un quadro, dal punto di vista ampelografico, molto più vario e complesso rispetto ad altre aree della Toscana, pur registrando una forte presenza del Sangiovese, intorno al 48% della superficie totale. Per il resto, si riscontra un certo equilibrio tra varietà tradizionali e vitigni internazionali, il che consente di presentare sul mercato un’offerta di vini dalle caratteristiche molto peculiari, direttamente influenzate sia dal tipo di varietà che dalle diverse caratteristiche pedoclimatiche del territorio. La possibilità di presentare al mercato vini dalle caratteristiche così diverse – espressione del territorio e della tradizione in un caso, più moderni e dal gusto “internazionale” nell’altro – può rappresentare un punto di forza, poiché può consentire ai produttori di affermarsi sia nei mercati più maturi che in quelli emergenti.

Le condizioni pedoclimatiche estremamente diversificate, la grande varietà di vitigni e di tipologie previste dal vostro Disciplinare danno vita a vini con caratteristiche tra loro molto differenti: a suo avviso, da un punto di vista commerciale, qual è la strategia migliore per comunicare l’identità territoriale dei vostri prodotti aiutando il consumatore a orientarsi all’interno di una gamma tanto ampia?

La grande diversità del terroir – che varia da suoli vulcanici a est del fiume Fiora, nel comprensorio di Pitigliano e Sorano, a formazioni prevalentemente marnose e marnoso-pelitiche sui rilievi collinari tra il Fiora e l’Ombrone, a suoli argillosi e argilloso-limosi nell’Alta Maremma, sui rilievi costieri di bassa collina e sulla piana alluvionale – permette di offrire, come non succede in altre zone toscane, un’ampia scelta di vini, con un importante apporto di vitigni coltivati. Uve internazionali (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay, Petit Verdot) – che trovano nella Maremma un terreno fertile grazie al quale riescono ad esprimere straordinarie qualità e peculiarità – si affiancano alla storicità e alla tipicità di quelle autoctone, come Ciliegiolo, Alicante e Vermentino, varietà che – a differenza del Sangiovese stesso – contraddistinguono fortemente la Denominazione.

Oltre ai rossi di Maremma – ben consolidati nella cultura enologica internazionale – concorrono oggi all’immagine di questa Denominazione i bianchi, che iniziano a far sentire la propria voce tra le eccellenze del Belpaese. Il Vermentino, in particolare, la cui capacità produttiva è molto importante, superando i 600 ettari nel territorio, è la varietà di bianco della Doc più imbottigliata e più richiesta sul mercato.

Parlare di Maremma solo in riferimento alla produzione di vino è però riduttivo: il Consorzio di Tutela è infatti impegnato nella promozione del territorio a 360 gradi, con l’obiettivo di valorizzarne non solo la diversità enologica, ma anche turistica, storica, agricola e culturale.

Il nostro obiettivo è dare valore ai nostri vini attraverso la promozione del territorio.

Il vostro Consorzio è nato nel 2014 dopo tre anni dal conferimento della Denominazione di Origine Controllata, riuscendo in breve tempo a crescere in termini di soci e di produzione: quali sono i mercati che vi hanno finora riservato la miglior accoglienza e quali quelli sui quali contate di investire nei prossimi anni?

La Denominazione Maremma Toscana suscita maggiore interesse soprattutto nei Paesi del Nord Europa, in primis Germania, Norvegia, Svezia, Olanda, Belgio, Danimarca. In alcuni casi si tratta di Paesi dove vige il Monopolio e, infatti, il Consorzio già da un paio di anni intrattiene rapporti con tali strutture che sono interessate al lancio di tender specifici proprio per la Doc Maremma Toscana, in particolare sulle tipologie ottenute con vitigni autoctoni.

In futuro il Consorzio è intenzionato a sviluppare azioni di promozione anche su altri mercati, alcuni del Continente Europeo, come la Svizzera e l’Austria – che hanno tra l’altro il vantaggio di essere facilmente raggiungibili dal nostro Paese – altri Extra UE, come gli Stati Uniti, il Canada o il Giappone, tutti mercati maturi, nei quali una Denominazione giovane come Maremma Toscana riteniamo abbia più facilità di penetrazione.

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana ha avviato una fattiva collaborazione con il Consorzio Tutela Montecucco e con il Consorzio Tutela del Morellino di Scansano Docg, fatto questo davvero ammirevole in un Paese come il nostro dove le rivalità di campanile spesso ostacolano gli interessi comuni. Ci può raccontare come è nata questa collaborazione, quali risultati avete già raggiunto e quali obiettivi comuni vi siete prefissati per gli anni a venire?

La volontà delle tre realtà consortili di unire le forze nella promozione del vino della Maremma Toscana nasce da una semplice considerazione, ovvero che ciascuno di noi ha un obiettivo comune, che è quello di promuovere la Maremma. Per questo motivo abbiamo pensato che, unendo le forze, potevamo avere un peso maggiore, anche a livello istituzionale. La sinergia tra i consorzi della Maremma, del Montecucco e del Morellino di Scansano, una sorta di coordinamento dei consorzi della Maremma, è perciò finalizzata ad offrire ai produttori un’offerta promozionale di maggiore efficacia senza incidere sui costi. Abbiamo avuto la possibilità di misurarne l’efficacia nell’iniziativa organizzata all’inizio dell’anno a Vienna, e ulteriori positive conferme le abbiamo avute a marzo nell’ambito di Prowein 2017, dove la nostra isola di 90 metri quadri era l’unico esempio, in Toscana, di realtà consortili operanti in uno stesso territorio che si presentavano sotto un unico nome, Maremma Toscana. La bontà di questa operazione ci è stata riconosciuta da numerosi operatori, tanto che la ripeteremo anche per l’edizione 2018 di Prowein. La collaborazione, però, non si esaurisce agli eventi promozionali, ma si estende anche ad attività più istituzionali, come l’organizzazione di incontri o seminari rivolti ai produttori, aventi lo scopo di approfondire tematiche che coinvolgono tutti i soggetti della filiera vitivinicola, a prescindere dalle aree dove operano. Per questo motivo abbiamo organizzato degli approfondimenti su temi di grandi attualità, come il nuovo regime delle autorizzazioni agli impianti viticoli o l’entrata in vigore dei registri telematizzati o, infine, le problematiche connesse alla etichettatura dei vini. Incontri che, visto il successo ottenuto, ripeteremo sicuramente anche in futuro.

Consorzio Tutela

Vini della Maremma Toscana

Via Uranio, 70

58100 Grosseto

www.consorziovinimaremma.it

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