Il mito in 12 vini: Il Barolo di Conterno, capolavoro italiano

Giacomo Conterno è il vino Barolo, ne rappresenta la storia. Nato in Argentina, nel 1908 torna nelle Langhe aprendo un’osteria e subito dopo la Grande Guerra inizia a produrre vino.

Nello stesso periodo nasce il concetto di Extra Barolo, quel vino cioè prodotto solo in alcune annate dopo un lungo periodo di affinamento in cantina. A Giacomo va anche il merito di essere stato il pioniere del commercio del vino di langa oltreoceano, organizzandone la distribuzione insieme a uno zio rimasto in Argentina. La seconda guerra mondiale determina quasi il fallimento dell’Azienda, che però risorge grazie a Giovanni, figlio di Giacomo. Giovanni è uno dei protagonisti della nascita del Barolo come lo conosciamo oggi, fiero oppositore del conferimento del nebbiolo alle cantine sociali, esortava i propri compaesani a imbottigliare in proprio, cercando di far comprendere appieno le potenzialità di quelle uve.

Nel 1974 acquista l’ormai famoso podere Cascina Francia, a Serralunga, da cui nasce il suo capolavoro, il Monfortino. Nel 1988 nella gestione dell’azienda entra suo figlio Roberto che continua ancora oggi la fiera opera dopo la dipartita di Giovanni avvenuta nel 2004. Roberto non è un enologo, non è un agronomo, è semplicemente bravo.

“Un tempo, nel fare vino, la sfida era con il vicino; poi è stata con il mondo; oggi, per me, è con me stesso, alla ricerca del meglio del meglio”, così Roberto Conterno definisce il proprio lavoro. Strenuo sostenitore della fazione tradizionalista del Barolo, nemico delle barriques, vinifica le uve con lunghe macerazioni, in botti grandi e con i metodi di vinificazione imparati dal papà e dal nonno. La grande cantina attuale, posta in posizione panoramica verso Novello e il Monviso all’estremo Sud Ovest di Monforte in località Ornati, è stata inaugurata nel 1985: Giovanni, padre di Roberto, ne iniziò la costruzione nei primi anni ’80, con la scelta lungimirante di poter disporre di ampi spazi per le operazioni di cantina, per poterle compiere anche contemporaneamente ed avere macchinari propri per l’imbottigliamento.

Cuore dell’azienda è il vigneto Francia nel Comune di Serralunga d’Alba, 14 ettari monopolio Conterno: acquistato nel 1974, impiantato nello stesso anno con barbera e nebbiolo, ha prodotto i suoi primi vini con l’annata 1978, eccezionale in Langa, con un Monfortino diventato mitico. Nel 2008 sono stati acquistati tre ettari del cru Cerretta, sempre nel Comune di Serralunga, con viti già in produzione da anni, sulle quali si è inciso modificando i sistemi di potatura, la concimazione ed altre tecniche colturali senza la necessità di nuovi impianti.

Le differenze tra i due cru sono piuttosto nette per esposizione e geologia: il Francia è quasi esclusivamente calcareo, mentre la Cerretta è composta da calcare ed argilla, con esposizione Ovest. Queste caratteristiche emergono all’assaggio dei vini, soprattutto per aromi e caratteristiche del tannino, in particolare nelle due versioni di Barbera. In cantina, la fermentazione – prima della barbera e poi del nebbiolo – avviene in grandi tini di legno, ormai da una quindicina di anni: precedentemente veniva usato l’acciaio, prima ancora il cemento, e cinquant’anni fa il legno. La scelta attuale si fonda sulla minor sensibilità del legno alle variazioni di temperatura.

La macerazione per il nebbiolo è tradizionale e piuttosto lunga, almeno tre o quattro settimane, fino a cinque per il Monfortino. Poi il vino inizia l’affinamento in legno in grandi botti di varia grandezza e diversa età, anche cinquant’anni. In legno il vino soggiorna fino all’imbottigliamento che avviene nell’estate del quarto anno per i Barolo e nell’estate del settimo anno per il Barolo Riserva Monfortino.

Poco prima dell’imbottigliamento i vini delle diverse botti vengono assemblati in acciaio, dove sostano per le poche ore necessarie all’operazione per tornare in botte per un ultimo breve passaggio. Roberto Conterno degusta ogni botte una volta al mese per controllare l’evoluzione e la qualità del vino in divenire. Perla aziendale, e di tutto il territorio, è il Barolo Riserva Monfortino. La Riserva “Vino Monfortino” nasce negli anni 20 del secolo scorso, con la volontà di Giacomo Conterno di produrre un grandissimo vino, alla ricerca dell’eccellenza; e solo nelle annate eccellenti si produce, fin dalla sua nascita, il Monfortino, subito chiamato così poiché la maggior parte delle uve proveniva da vigne del Comune di Monforte d’Alba dove ha sede l’azienda.

Dalla vendemmia 1978 il Monfortino dalla selezione di un singolo vigneto. Il Monfortino infatti nasce in vigna, come tutti i grandi vini.

Nel vigneto Francia, pochi giorni prima della vendemmia, Roberto Conterno e i suoi collaboratori individuano le parcelle con l’uva migliore nell’annata; normalmente si tratta delle stesse parcelle, che costantemente dimostrano qualità superiore, ma non è escluso che in determinate annate alcune zone emergano e si distinguano. Le uve delle parcelle “scelte” – circa un terzo del vigneto Francia – vengono raccolte separatamente, vinificate autonomamente con macerazione sensibilmente più lunga (fino a cinque settimane rispetto alle tre o quattro delle altre uve) e poste in una specifica botte.

Successivamente si valuterà l’evoluzione del vino e la sua idoneità ad uscire come Barolo Riserva Monfortino; in caso contrario, confluirà con le uve delle altri botti nel Barolo Cascina Francia.Di Barolo Riserva Monfortino è prodotto l’equivalente di circa 10.000 bottiglie, di cui 7000 da 75 cl e 1500 magnum). Per molti il Monfortino è il più grande vino d’Italia, ed uno dei migliori del mondo.

Autore

Read Previous

Il vino del sabato: Tra la Spagna e la Romagna: il Savignone dei Poderi Morini

Read Next

Il vino del sabato: La dolcezza dell’Oltrepò Pavese: il Fior del Vento di Andrea Picchioni