Presente e futuro del Gavi Docg: intervista a Gian Piero Broglia, Presidente del Consorzio

Gavi: “Gavi (…omissis…) è un comune di 4.723 abitanti della provincia di Alessandria situato sulla destra del torrente Lemme alla confluenza con il rio Neirone” Inizia così (clicca qui) il lemma Gavi su Wikipedia, la celeberrima libera enciclopedia on line. Gavi però è molto di più: è arte, è storia, è natura, è gastronomia ed è vino.

Ecco quindi nascere la curiosità di conoscere meglio il presente e il futuro di una delle Docg italiane meglio rappresentate sui mercati esteri: il Gavi Docg, direttamente tramite le parole Presidente del Consorzio – Gian Piero Broglia – anch’esso produttore e titolare di una storica azienda vitivinicola.

Il territorio del Gavi rappresenta un’area di particolare valore paesaggistico e gastronomico: quali le future possibili sinergie tra il Consorzio Gavi Docg e queste realtà al fine di promuovere questo magnifico angolo di Piemonte?

Il nostro Consorzio ha attivato, ormai da molti anni, fattive collaborazioni con le Istituzioni e le associazioni di categoria; ne sono un recente esempio la manifestazione “Di Gavi in Gavi” così come le numerose collaborazioni in ambito artistico e culturale con le Istituzioni e le associazioni di volontariato quali, ad esempio, gli Amici del Forte; è sicuramente prioritario migliorare la comunicazione con la stampa per rendere più facile l’accesso del pubblico alle nostre iniziative sul territorio.

La vicinanza di alcuni dei territori vitivinicoli più importanti al mondo rappresenta contemporaneamente una grande opportunità e una presenza ingombrante: quali le vostre future strategie per meglio affermarsi nel panorama enologico piemontese e nazionale?

In realtà il Gavi Docg occupa una nicchia talmente diversa dal quella delle Denominazioni circostanti da essere stato in grado di ricavarsi, soprattutto all’estero, un mercato ormai ben consolidato. Ne è prestigioso esempio il fatto che, al recente G20, sia stato servito a cena proprio il Gavi Bruno Broglia 2011, oltre ad altri vini ad esempio della zona di Bordeaux. Attualmente, circa il 75% dei 12.000.000 di bottiglie prodotte viene venduto sui mercati esteri dove condivide la fascia di prezzo di alcuni dei grandi vini bianchi del mondo.

Riassumendo, è giunto il momento per il Piemonte di presentarsi in Italia, e a maggior ragione all’estero, nel suo complesso pur continuando a valorizzare le singole eccellenze. È cioè indispensabile creare un’identità del territorio: questo risultato può essere raggiunto anche intensificando la collaborazione con giornalisti e blogger. Il vino è certamente un grande ambasciatore del Piemonte e dell’Italia tutta.

In Italia i vini bianchi sono tradizionalmente considerati di pronta beva; il Gavi Docg, al contrario, possiede grandi capacità di invecchiamento a seguito del quale rivela alcune delle sue migliori caratteristiche. Tale problema, ovviamente, riguarda altri territori e altri vitigni: quali le possibili soluzioni finalizzate a modificare l’approccio dei nostri connazionali nei riguardi dei vini bianchi?

La qualità della comunicazione è, anche in questo caso, una delle responsabili di questo stato di cose: in Francia, dove la comunicazione è di gran lunga più efficace, è più facile informare i consumatori, facendo così conoscere al meglio tutte le potenzialità dei loro vini.

Il mercato, inoltre, preferisce vini di pronta beva, spingendo così i produttori a vendere il loro vini ancora giovani; a questo fatto si affianca la produzione di Gavi Docg tutt’ora quantitativamente limitata: si stima che da novembre, infatti, l’ultima vendemmia in vendita – 2011 – sarà già esaurita.

Il Cortese di Gavi si è dimostrato in grado di dar vita a spumanti metodo classico di grande struttura e personalità: quali, a suo avviso, le prospettive di questa affascinante tipologia del Gavi Docg?

Per ora si tratta di un mercato quasi esclusivamente nazionale: all’estero sono consumati prevalentemente champagne e prosecco, per quanto riguarda la nicchia di mercato di spumanti più facili e di costo più contenuto.

È certamente un peccato: il territorio del Gavi Docg è composto in grandissima parte da suoli calcareo – marnosi, ottimi per conferire al vino mineralità e capacità di invecchiamento ed è caratterizzato da un clima perfetto per la produzioni di ottime basi spumanti anche in virtù delle vendemmia che, solitamente, avviene verso la fine settembre.

Si tratta di un mercato difficile che molti produttori evitano: una delle cause del mancato decollo va, pertanto, cercata anche nella mancanza di imbottigliatori/produttori… Vende meglio il fermo!

Quali, secondo il Consorzio e i soci aderenti, gli effetti del passaggio della TAV nel vostro territorio per quanto riguarda le potenzialità turistiche generaliste e di nicchia?

Il percorso previsto per la TAV non coinvolge direttamente le aree vitate. È comunque da considerare che potrebbe creare danni al paesaggio e all’ambiente e, potenzialmente, danneggiare la fruizione turistica dell’intera zona.

Il consorzio dovrà vigilare in accordo con le associazioni ambientaliste. Io, personalmente, spero che non la costruiscano.

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