Podere Selva Capuzza – Campo del Soglio – San Martino della Battaglia DOC – 2016

Podere Selva Capuzza: tre realtà in una

A Desenzano del Garda (BS), Podere Selva Capuzza – con l’annesso Agriturismo Borgo San Donino e il Ristorante – rappresentano una bella realtà a conduzione familiare, giunta alla sua quarta generazione; il proprietario – Luca Formentini – si è a lungo battuto come strenuo difensore del vitigno tuchì (il nome locale del tocai friulano), a forte rischio di scomparsa nella zona, e di quel territorio a sud – sudovest del Benaco, all’interno della Riviera del Garda Classico DOC, comprendente anche le denominazioni Lugana e San Martino della Battaglia.

Il nome Selva Capuzza, un’antica cascina del 1400, fa riferimento alle zone di campagna chiamate fin dall’epoca romana “silvae” e alla sua posizione elevata (“cappuccio”), a poche centinaia di metri dalla torre monumentale di San Martino della Battaglia.

Podere Selva Capuzza e il suo territorio

Da decenni Podere Selva Capuzza produce vini nel rispetto dell’ambiente, convinta che la sostenibilità sia prima di tutto un atteggiamento di cura verso la natura e l’essere umano. Questo fatto trova la sua concretizzazione nell’adesione – dal 2022 – alla certificazione volontaria SQNPI, Sistema Di Qualità Nazionale Di Produzione Integrata; in vigna, questo si traduce nell’eliminazione degli erbicidi, nell’inerbimento dei filari, nell’uso della confusione sessuale contro alcuni parassiti e nel monitoraggio costante dell’impronta idrica e carbonica.

All’interno del suggestivo anfiteatro morenico gardesano, modellato dall’antica azione glaciale, si trovano colline dolci, suoli calcareo-argillosi con presenza di scheletro e un microclima mitigato dal vicino lago.

La DOC San Martino della Battaglia

In questo contesto Podere Selva Capuzza si dedica alla coltivazione delle varietà autoctone o tradizionali del Garda bresciano, come turbiana (trebbiano di Soave), groppello, marzemino, barbera, sangiovese e soprattutto tuchì (friulano).

La DOC San Martino della Battaglia, nata nel 1970, riguarda un’area molto piccola, in gran parte tra la sponda bresciana del lago di Garda e quella veronese; il suo territorio, infatti, comprende – in tutto o in parte – i territori dei comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato e Pozzolengo in provincia di Brescia e di Peschiera, in provincia di Verona): è infatti una delle tre denominazioni interregionali, insieme a quelle del Garda DOC e del Lugana DOC.

Podere Selva Capuzza e il tuchì

I vini San Martino della Battaglia DOC sono ottenuti con almeno l’80% di tuchì, ovvero “tocai friulano” e, per un massimo del 20% del totale, anche con uve provenienti da altre varietà a bacca bianca autorizzate dal Disciplinare.

Dopo il divieto europeo di utilizzare il nome “tocai” nelle etichette italiane, la denominazione ha recuperato il nome locale tuchì, riaffermando il legame tra questa uva, la memoria agricola e il territorio; il nome, nella tradizione popolare, richiama l’idea di un “piccolo tocco”, una sorta di guarigione divina, oppure si rifà al celebre detto friulanoCul tocaj a sparissin ducj i mâi… ” (con il tocai spariscono tutti i mali).

La vigna

Le uve per il vino in degustazione Campo del Soglio arrivano da una parcella di Podere Selva Capuzza dove i terreni sono formati da un’alta percentuale di argilla e, caratteristica di questa zona più elevata, da una ricca presenza di scheletro; il tuchì, vendemmiato manualmente, è molto esigente e difficile da allevare per via della buccia sottile e di una finestra di maturazione breve.

La cantina

Dopo la pressatura soffice, il mosto viene immediatamente raffreddato e protetto in vasche di acciaio per limitare le ossidazioni e preservarne maggiormente la componente aromatica; segue fermentazione e affinamento in acciaio, con imbottigliamento tra primavera ed estate e successivo periodo di riposo prima della commercializzazione.

Podere Selva Capuzza - Campo del Soglio

La degustazione

A distanza di dieci anni dalla vendemmia, il Campo del Soglio – 2016 di Podere Selva Capuzza si presenta con una piacevole evoluzione aromatica; già dal suo colore, alla vista ancora brillante e dal tono giallo paglierino con leggere sfumature dorate, evidenzia che ha sopportato bene il tempo.

Al naso, il profilo è delicato con un iniziale corredo di fiori appassiti, ginestra, camomilla, finocchietto selvatico, erba tagliata, che lascia il posto dopo qualche minuto alla frutta secca, al lime, al miele di castagno e alle note minerali.

Al palato, il vino è diretto, avvolgente, di corpo, con una freschezza contenuta e una sapidità marcata, mentre il fin di bocca rimanda a sensazioni balsamiche, quasi mentolate, gessose e ammandorlate.

Degustazione del giorno 26 giugno 2026; bottiglia appartenente al lotto n.706

Contatti

Podere Selva Capuzza

Località Selva Capuzza

25015, Desenzano del Garda (BS)

info@selvacapuzza.it

Sito aziendale

Google Maps

Read Previous

Affinamenti alternativi del vino tra innovazione e mercato

Read Next

Le Strette, la nascetta e il territorio di Novello