Il vino del sabato: Un prosecco di 500 anni

Correva l’anno 1554, quando l’umanista Daniele Barbaro diede il compito ad Andrea Palladio di progettare la Villa di Maser con annessa cantina, a dimostrazione di come, fin da quell’epoca, il vino abbia sempre rivestito un ruolo importante nella vita e nell’economia della Villa.

“Dall’una, e l’altra parte vi sono loggie, le quali nell’estremità hanno due colombare, e sotto quelle vi sono luoghi da fare i vini,… e gli altri luoghi per l’uso della Villa”

Così Andrea Palladio – nel 1570 – descriveva ne “I Quattro Libri dell’Architettura” l’organizzazione della Villa. Fin da allora i frutti della vite sono sempre stati parte fondante della vita della villa e fonte di gioia e orgoglio per i proprietari.

Territorio

Proprio su queste colline da quali, nelle limpide giornate estive, si vede in lontananza il campanile di San Marco, i monaci benedettini, fin dall’anno 1000, diffusero la profonda cultura per la vite e il vino che persiste tutt’ora.

I Veneziani venivano ad approvvigionarsi dei vini per le proprie tavole e propri commerci in quelle antiche ville, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, dove si sviluppò la civiltà fondata sull’agricoltura che tutto il mondo ci ammira. I colli venivano stimati dalle più prestigiose personalità e i vini si confrontavano a Venezia con quelli portati dalla Grecia e venivano tassati un terzo in più perché considerati migliori rispetto a quelli di altre zone.

Nello scrivere queste righe, mi pongo una domanda: chissà se questi personaggi, che hanno assaporato questo territorio, ebbero l’occasione di degustare il prosecco di Villa di Maser?

Ad esempio, Caterina Corner, regina di Cipro e Armenia dal 1474 al 1489 che apparteneva ad una delle famiglie più ricche e influenti della repubblica di Venezia.

Oppure Antonio Canova, nato a Possagno il 1 Novembre 1757, e massimo esponente del neoclassicismo. Canova iniziò e svolse completamente il suo apprendistato a Venezia. Ventiduenne, si trasferì a Roma dove ebbe modo di incontrare i maggiori protagonisti dell’arte neoclassica.

Mi piace pensare che abbia avuto tale fortuna Robert Browning, nato a Camberwell in Inghilterra nel 1812, poeta e drammaturgo britannico: visse presso villa Scotti-Pasini ad Asolo; tra i suoi lavori, la lirica “Asolando”. Fu la prima persona di cui è stato possibile ascoltare la voce dopo la morte. Su una registrazione fatta da Thomas Edison nel 1889, Browning legge “How They Brought the Good News from Ghent to Aix”. Morì a Venezia nel 1889.

Tanti altri importanti uomini di cultura sono nati o sono vissuti in queste terre e potrebbero, pertanto, avere assaggiato questo vino. Vorrei ricordare ancora:

Monsignor Della Casa, nato il 28 luglio 1503 a Borgo San Lorenzo. Letterato, scrittore e arcivescovo cattolico, noto sopratutto come l’autore del manuale “Galateo overo deícostumi”.

Giosuè Carducci nacque a Valdicastello il 27 luglio 1835.
Poeta e scrittore, Premio Nobel per la letteratura, descrisse Asolo come “la città dai cento orizzonti”

Eleonora Duse, nata a Vigevano da una famiglia di attori chioggiotti.
Fu attrice celebre ed acclamata in Europa.
Portò sulle scene oltre oceano i drammi dannunziani.
Fu particolarmente affezionata ad Asolo, dove trascorse numerosi soggiorni e dove fu sepolta secondo le sue volontà quando morì, nel 1924.

Azienda

Le uve per l’antica cantina sono coltivate secondo le regole della lotta integrata eco-compatibile nei 30 ettari di vigneto attentamente selezionati nel cuore della tenuta di 230 ettari che circonda la Villa.

I vigneti sono ad alta densità di impianto per consentire un basso carico di uva per pianta. Viene prestata particolare cura nel rispettare il rapporto ideale di 1,2 metri quadrati di superficie fogliare per chilogrammo di uva prodotta.

Le uve Merlot, Cabernet, Chardonnay, Glera, Manzoni Bianco e Verduzzo friulano sono raccolte a mano e rigorosamente selezionate per essere poi lavorate con cura e attenzione sotto la direzione del Dott. Donato Lanati, per moltissimi anni ricercatore e docente all’Università di Torino nonché fondatore di uno dei più importanti centri di ricerca enologica d’Europa, per fornire vini eleganti che esprimano la personalità del territorio altamente vocato del Veneto settentrionale.

Vino

Asolo Prosecco superiore DOCG brut

Vitigno: glera

Vinificazione: Pressatura soffice delle uve diraspate, decantazione statica del mosto, fermentazione in vasche inox a temperatura controllata con lieviti selezionati. Seconda fermentazione in vasche inox a temperatura controllata.

Note de gustative

Al calice si presenta con un giallo paglierino, al naso esprime note di fruttato ben dichiarato,che porta alla mela e alla pera.

In bocca si presenta gradevolmente aromatico, morbido e al contempo croccante e fruttato.

Abbinamento: ottimo sia come aperitivo sia per una cena a tutto pasto, il resto scopritelo voi.

Autore

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