• Mer 01 Feb 2023

Il vino del sabato: Prove per un nuovo Rinascimento: il Cenerentola, l’Orcia Doc e Donatella Cinelli Colombini

Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni.
Leonardo da Vinci

La val d’Orcia ha caratteristiche tali da “costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri una o più importanti fasi nella storia umana“.

Quanto appena riportato costituisce il criterio principale per il quale questa magnifica porzione di Toscana è stata inserita, nel 2004, tra i siti considerati “Patrimonio Mondiale dell’Unesco”. A tal proposito leggiamo ancora “La Val d’Orcia è un eccezionale esempio del ridisegno del paesaggio nel Rinascimento, che illustra gli ideali di buon governo nei secoli XIV e XV della città-stato italiana e la ricerca estetica che ne ha guidato la concezione. La Val d’Orcia documenta il paesaggio dell’Italia comunale celebrato dai pittori della scuola senese, che ha profondamente influenzato lo sviluppo del pensiero paesistico” (tratto dal sito dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco).

World Wine Passion non si occupa, è vero, di arte o di tutela del territorio bensì ha fatto dell’eccellenza del nostro patrimonio agroalimentare, delle tradizioni ad esso collegate e dei produttori che quotidianamente si impegnano – spesso contro tutto e tutti – a promuoverlo e mantenerlo i suoi più veri obiettivi. È evidente – spero a tutti – come questi due aspetti non siano tra loro separati bensì siano indissolubilmente intrecciati. L’enoturista, che trascorre il proprio tempo libero tra una cantina e un ristorante, desidera che tutto ciò sia inserito in un paesaggio sano e appagante, capace di coniugare natura, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche.

Ecco quindi che la Val d’Orcia si propone come un esempio virtuoso, capace di provare la fattibilità di un altro modello di sviluppo, esempio tangibile del valore – anche economico – dell’ambiente nei suoi differenti aspetti, dal mosaico agrosistemico alle Riserve Naturali fino alle testimonianze storico-artistiche dell’ingegno umano.

In una recente intervista da noi pubblicata, Donatella Cinelli Colombini, presidente del Consorzio Orcia Doc e fondatrice del Movimento del Turismo del Vino, racconta, tra i molti argomenti trattati, il nuovo progetto lanciato dal Consorzio “Orcia il vino più bello del mondo” che promuove, tra le altre azioni, le “Cantine con vista” cioè i belvedere per l’osservazione del paesaggio presso ogni azienda: appare evidente in queste parole come il legame ambiente-paesaggio-enoturismo sia ritenuto centrale per il futuro di questa Denominazione.

La Val d’Orcia: vigne, natura e arte tra l’Amiata e le crete senesi

Accade spesso che sia l’effetto combinato di forze contrastanti a generare quanto di migliore abbia caratterizzato la storia dell’umanità: amore e odio, genio e sregolatezza, acqua e fuoco. Ecco quindi che anche la Val d’Orcia prende origine dal fuoco di un vulcano e dall’acqua di un antico mare. La sua storia ha inizio 5 milioni di anni orsono quando il mare cominciò a ritirarsi abbandonando un deposito di sabbia e argilla che creerà lo strato superiore delle valli. In un secondo momento, la lava eruttata dai vulcani di Radicofani e dell’Amiata si sovrappose localmente alle rocce preesistenti consolidandosi in scure trachiti. La zona mostra, quindi, caratteri geopedologici molto eterogenei, con prevalenza di formazioni calcaree ed argilloscistose di derivazione marina.

I suoli sono in prevalenza a tessitura franco-argillosa e franco-limosa, derivati dalle formazioni calcaree; la loro profondità è generalmente modesta con un substrato roccioso spesso affiorante in superficie.

La Valle è percorsa dal fiume Orcia, che nasce pochi chilometri ad oriente, sul Monte Cetona, vetta che la separa dalla Val di Chiana; il Fiume scorre poi ai piedi dell’omonimo Parco arche ologico – naturalistico formando un largo letto ciottoloso e insinuandosi, più a valle, tra le gole di Ripa d’Orcia fino a gettarsi nell’Ombrone nei pressi di Monte Antico.

Il clima è di tipo continentale – mediterraneo con temperature medie invernali di 5C° ed estive di 23C°. La piovosità annuale è di circa 800mm; il 60% delle precipitazioni è concentrato tra autunno e inverno (60% delle piogge), mentre la quota restante è distribuita tra la primavera (30%) e l’estate (10%).

La tradizione in vigna: il Sangiovese e il Foglia tonda

Ho iniziato queste righe indicando la difesa delle tradizioni di un territorio come uno dei valori imprescindibili per una sua corretta gestione e valorizzazione. Tale valorizzazione – per il mondo del vino – non può non tenere conto della straordinaria ricchezza del patrimonio ampelografico del nostro Paese che, con le sue 453 varietà finora registrate, non ha eguali al di fuori delle zone di origine della vite.

Ecco quindi che il Cenerentola – il vino che andrò da qui a poco a descrivere – prodotto con uve Sangiovese (Brunello) e Foglia tonda si pone proprio nel solco di questa idea di tutela e valorizzazione del nostro germoplasma viticolo.

Avrò modo in altri articoli futuri articoli di approfondire il Sangiovese e, pertanto, desidero oggi concentrare la mia, e la vostra, attenzione sul Foglia tonda, un antico autoctono a bacca nera del Chianti senese.

Questo vitigno ha subìto avverse fortune: il suo declino patisce una rapida accelerazione quando, nel 1932, Musiani scrive al suo riguardo che “… il vino si dimostra fiacco, ricco di materie albuminoidi e facile ad alterarsi. La coltivazione di questo vitigno deve essere bandita dai nostri vigneti, perché danneggia le buone caratteristiche dei vini senesi“.

In realtà, la sperimentazione più recente ha dimostrato che questa varietà è in grado di regalare al vino struttura, persistenza e una buona dotazione in sostanze coloranti. Si tratta di un vitigno tardivo e assai fecondo, che deve essere gestito al fine di ridurre la produzione per ettaro; inoltre, risulta essere assai vulnerabile alla siccità. Attualmente è iscritto al Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite ma è ancora scarsamente propagato e, pertanto, a rischio di erosione genetica.

L’analisi sensoriale ha permesso di evidenziarne il gradevole profumo, caratterizzato da sentori di violette, piccoli frutti, prugne secche e confettura; il gusto è pieno e corposo con punte di elevata tannicità.

La prima citazione bibliografica sul Foglia tonda risulta essere quella del Di Rovasenda (1877) che, nel suo “Saggio per una ampelografia Universale”, ricorda questo vitigno asserendo di averlo trovato nei vigneti del Castello di Brolio in Gaiole in Chianti, di proprietà del Barone Ricasoli.

La foglia adulta è intera, orbicolare e di medie dimensioni; il grappolo, di media compattezza, ha forma conica e presenta ali. L’acino, di colore blu – nero a completa maturazione, è di medie dimensioni, forma ovoidale e riccamente coperto di pruina. Attualmente, è presente nelle province di Firenze, Siena e Pistoia.

Questa varietà risulta geneticamente in relazione diretta con il Sangiovese, uno dei vitigni che maggiormente hanno influenzato il germoplasma viticolo italiano e dal quale sembra aver ereditato il profilo antocianico. Il Foglia tonda condivide questa parentela con numerosi altri antichi autoctoni toscani, quali il Morellino del Casentino, il Morellino del Valdarno e la Vernaccia nera del Valdarno.

Questo vitigno non risulta, invece, essere in relazione né con alcuni autoctoni trentini dal nome simile (Foja tonda o Enantio e Lambrusco a foglia tonda o Casetta) né, come ipotizzato nel recente passato, con il Malbo gentile.

La Fattoria del Colle

Fondata da Donatella Cinelli Colombini, la Fattoria del Colle, in comune di Trequanda, è costruita a partire dalla sua parte più antica, un eremo ancora oggi visibile nella cantina, già citato nei “Decimari” del XII e XIV secolo come “Ermitorium S.Egidii de Querciola.

L’Azienda si trova nell’area di produzione del Chianti Docg e della Doc Orcia. Attualmente ha in produzione 23ha di vigneto e 6ha di oliveto. Nella struttura sono presenti anche un eccellente ristorante e un agriturismo composto da 18 appartamenti, una villa con piscina privata, due piscine, un campo da tennis, una scuola di cucina e un centro benessere.

Fattoria del Colle – Cenerentola – Orcia Doc – 2010

Sono trascorsi quattro anni dalla vendemmia che diede vita a questo vino. A Trequanda fu un’annata caratterizzata da un inverno e una primavera estremamente piovosi, seguiti da un’estate molto calda, specie nel mese di luglio. Il vino giovane, ottenuto da una vinificazione in acciaio, riposò 12 mesi in legno, diviso fra tonneaux e barriques, e poi passò in bottiglia. Lì rimase fino quando, in una fresca serata di questa strana estate 2014, poté finalmente raggiungere il suo vero obiettivo: raccontare un territorio, due vitigni e una donna – Donatella Cinelli Colombini – che ha fatto del vino il proprio linguaggio, la propria via per spiegare la sua visione del mondo, del lavoro e del bello.

Ottenuto da uve Sangiovese (Brunello; 65%) e Foglia tonda (35%), il Cenerentola testimonia magnificamente la più nobile caratteristica di questi due vitigni: la potenza perfettamente coniugata al garbo e all’eleganza. Non appena la bottiglia si inclina e il vino inizia a scorrere riempiendo il bicchiere, percepiamo di essere testimoni di un evento, non solo della mera azione del servizio.

Il colore granato svela una gioventù mai sopita grazie alla calda luce – con sfumature rubino – che ci conduce all’assaggio, carichi di ulteriori aspettative. Dopo una lieve rotazione, siamo colpiti dalla fine complessità del bouquet, nel quale le note dei fiori rossi appassiti si affiancano a frutti maturi quali la ciliegia, la mora e la prugna senza mai sovrastarsi vicendevolmente.

Lievi sentori di pepe bianco e cuoio sono gradevolmente ingentiliti da note dolci che mi riportano alla mente le caramelle Rossana dell’ormai lontana infanzia. All’assaggio, il Cenerentola vede la coesistenza di una trama tannica fitta e austera con una freschezza ancora adolescenziale che sostengono una struttura di grande importanza. La chiusa è di grande armonia e la persistenza porta a credere che questo vino non debba lasciarci mai più.

Fattoria del Colle – Cantina – Agriturismo – Ristorante
Località Colle
53020 Trequanda (SI)
Coordinate GPS: 43°10’52” N; 11°39’17” E
Tel 0577 6621080577 662108
www.cinellicolombini.it

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