• Sab 01 Ott 2022

Il progetto HEVA racconta il gusto dei vulcani e dei loro suoli unici al mondo

Spesso alla parola “vulcano” siamo soliti associare disastri naturali e fenomeni negativi, ma è davvero così?
Oltre che contribuire al raffreddamento della Terra, i vulcani rappresentano da un punto di vista agricolo un vero e proprio tesoro e ci forniscono l’esempio di come la dialettica tra uomo e natura possa essere utilizzata al fine di raggiungere un obiettivo comune: ottenere prodotti di qualità ed in completa sinergia col pianeta.

Il Progetto HEVA – Heroes of Europe Volcanic Agriculture

Proprio di questo vuole parlarci HEVA (Heroes of Europe Volcanic Agriculture), progetto internazionale finanziato dall’Unione Europea che punta a valorizzare e promuovere i suoli vulcanici e i suoi prodotti, tipicamente enologici e caseari.
In particolare – spiega il presidente del Consorzio del Soave Sandro Gini – “obiettivo di HEVA è anche far conoscere ai consumatori le peculiarità e l’unicità di tutti i prodotti generati da questi terroir, risultato della sinergia nata tra suolo, azione dell’uomo e tempo”.

Costituiti da materiali di origine esplosiva come ceneri, lapilli, bombe e altri materiali piroclastici, i suoli vulcanici sono inoltre eterogenei e variegati spaziando da terreni più sabbiosi, grossolani e con una prevalenza di elementi minerali e scheletro originatisi tipicamente da tufi a quelli derivanti dalle colate di lava che si presentano di colore scuro, con una pendenza più accentuata e ricchi di argilla. Ecco quindi che troveremo prodotti dagli aromi e profumi complessi, carichi di mineralità e sapidità e con un ottimo potenziale di invecchiamento.

Le zone aderenti al progetto

Soave, Lessini Durello, Santorini e Monte Veronese sono le DOP tipiche che nascono da questi terreni, e che HEVA si impegna a valorizzare e tutelare. Qui la qualità indiscutibile di vini e prodotti caseari è dovuta non solo ai terreni di origine vulcanica, bensì anche all’azione dell’uomo e al suo propagarsi nel tempo.
È quello che racconta Alfonso Albi, presidente del Consorzio Tutela del Formaggio Monte Veronese, formaggio da latte vaccino a pasta semicotta, prodotto in questa specifica area vulcanica del Veneto e che, dal 1996, vanta la DOP.
Nella zona del veronese – spiega Alfonso Albi – il fattore umano ha rappresentato un ruolo importante fin da tempi molto antichi dove la messa a coltura di questi suoli in modo non intensivo ma con sapiente agire ha consentito una ridistribuzione dei componenti minerali più utili alle piante, garantendo loro un ambiente nutritivo ideale. Grazie alle sue peculiari caratteristiche, continua, il territorio veronese è anche particolarmente adatto al pascolo e ciò ha permesso lo sviluppo di un’importante tradizione casearia”.

Ma la varietà di questi terreni dipende anche dall’età e dalla longevità dei vulcani stessi.
Vi sono suoli vulcanici di origine antichissima (come il Soave o la Lessinia) mentre altri sono più recenti, come nel caso di Santorini. Su quest’isola greca si è abbattuta un’eruzione vulcanica intorno al 1600 a.C. che ha permesso alla crosta lavica di formarsi e ricoprire per circa 30m la superficie dell’intera isola. Questo ha reso il terreno sabbioso, impedendo così (data l’assenza di argilla) alla fillossera di diffondersi e rendendo quello di Santorini, con 1200 ettari vulcanici, uno dei vigneti più antichi del mondo da cui si ottengono vini con una spiccata mineralità ma al contempo un basso pH dovuto alla scarsità di potassio nel terreno.

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