Il fiore di Scozia nel bicchiere

Metti assieme un compleanno e un cognato Inglese con origini scozzesi, che compare come per magia con una bottiglia di Scotch whisky organic, Bruichladdich, e come sottofondo la musica delle cornamuse e l’inno scozzese che dice “Oh fiore di Scozia, quando rivedremo ancora le tue sembianze che lottarono e morirono per le tue colline e i tuoi campi…” Con queste condizioni è possibile immaginare brughiere, paesaggi incantati, prati ricoperti di erica, pastori in tartan ad sorvegliare le Highlander, cavalli e pecore, torrenti sinuosi che attraversano le valli, dolci e aride allo stesso tempo, il suono delle cornamuse in lontananza, e la teatralità di Macbeth di William Shakespeare.

Bruichladdich è sinonimo dell’isola di Islay, nota come la regina delle Ebridi. Le Ebridi sono un gruppo di isole situate al largo della costa occidentale della Scozia e la sua “regina” ha una superficie di circa 600 km² ma conta soltanto 3000 abitanti. Chiaramente, l’industria più importante per l’isola (dopo l’agricultura) è quella della distillazione.

In questa isola non vi è solo la distilleria di Bruichladdich, (l’unico produttore che imbottiglia il proprio prodotto sull’isola) troviamo anche Arbeg, Lagavulin e Laphroaig verso il sud dell’isola mentre verso il nord, Bowmore, Bunnahabhain e Caol lla. In passato esistevano altre distillerie.

L’isola è conosciuto per donare un gusto molto torboso ai whisky, un gusto che si nota di più in quelli del sud dell’isola. Invece al nord, dove si trova anche Bruichladdich, i whisky hanno un gusto più leggero.

Perché raccontare di questo distillato? Quando vidi la confezione; sobria, elegante ma semplice con la dicitura “organic”, mi incuriosi molto, e decisi, oltre che di degustare questa meraviglia, di saperne di più.

Bruichladdich fu fondata nel 1881 dai fratelli Harvey nell’isola di Islay che ancora oggi sono convinti che la territorialità sia un loro punto di forza: ovviamente io concordo con questo pensiero. Una cosa interessante di Bruichladdich è che l’imbottigliamento avviene senza filtrazione a freddo né aggiunta di caramello, invecchiato in fusti che hanno contenuto bourbon e vini francesi.

Assaggiando il whisky, al naso si percepiscono sentori di agrumi come il limone candito, ha note di mandorla e di orzo tostato. In bocca risulta come uno sciroppo caldo con una bella dolcezza sul palato frontale con sentori di miele che viene equilibrato con l’acidità dei limoni freschi. Leggendo la scheda dell’azienda, il whisky viene descritto in questa maniera: monello, timido, civetta, lolita. Un whisky con il petto in fuori, pronto per strappare il corsetto. Una bellissima interpretazione di raccontare lo Scotch Whisky alla scozzese.

Interessante distillato, da approfondire, perché no, visitando questa isola. In chiusura di questo piccolo racconto, dedico l’inno Scozese a questo “fiore” di Scozia “O Flower of Scotland, When will we see Your like again.”

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