Cantine d’Italia 2026: presentata la nota guida di Go Wine
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Luciano Bray
- Lun 22 Dic 2025
- 10 minute read
Introduzione
Il 29 novembre 2025, presso l’Hotel Melià di Milano, animato da un folto pubblico di appassionati e operatori del settore, si è tenuta la presentazione della Guida Cantine d’Italia 2026 – Guida per l’Enoturista” edita da Go Wine.
Lontana dai consueti format basati su punteggi e recensioni, la Guida si propone come strumento di approfondimento e racconto, offrendo una chiave di lettura originale sull’Italia del vino e sulle realtà che le danno vita.
Anche per l’edizione 2026, Go Wine ha rinnovato il suo invito a “camminare l’Italia del vino”, valorizzando cantine, territori, musei del vino, esperienze di visita e accoglienza, in un’opera che si propone come strumento culturale, narrativo e turistico.
Lo spirito della Guida
Cantine d’Italia è una guida che racconta la cantina non solo come luogo fisico da visitare, ma anche come centro simbolico della cultura del vino, espressione di storie familiari, radici territoriali e progettualità contemporanee.
Con uno stile originale e coinvolgente, l’opera fa della narrazione il suo filo conduttore, accompagnando il lettore con schede approfondite, valutazioni in stelle e racconti capaci di trasformare la lettura in un’esperienza immersiva.
L’edizione 2026
Cantine d’Italia 2026 presenta 911 cantine selezionate, con 270 “Impronte Go Wine” per l’eccellenza nell’enoturismo, oltre 5.180 vini segnalati e circa 1.650 indirizzi utili per mangiare e dormire nei territori del vino.
Tra le novità di quest’anno si segnala l’approfondimento dedicato ai “Musei del Vino”: 17 cantine da nord a sud ospitano spazi museali che raccontano il legame profondo tra vino, arte, storia e paesaggio. Musei e cantine selezionati sono: Bersano, Castello di Razzano e Luca Ferraris (Piemonte), Ricci Curbastro (Lombardia), Cà Rugate e Zeni F.lli (Veneto), La Tosa (Emilia Romagna), Dianella e Fattoria dei Barbi (Toscana), Lungarotti (Umbria), D’Ambra e Mastroberardino (Campania), Leone de Castris e Produttori di Manduria (Puglia), Librandi e Iuzzolini (Calabria), Quartomoro (Sardegna).
Inoltre, viene confermata l’indicazione del costo delle visite in cantina, distinguendo tra esperienze base e complete: un’iniziativa che rafforza il dialogo tra produttori e visitatori, promuovendo trasparenza e consapevolezza nell’offerta enoturistica.
Cantine d’Italia 2026: le Tre Impronte Go Wine
Il riconoscimento delle “Impronte Go Wine” rappresenta un segno distintivo di eccellenza, assegnato sulla base di tre criteri: sito, accoglienza e profilo produttivo. La valutazione, espressa in stelle, considera il patrimonio viticolo, le strutture ricettive, la proposta culturale e la qualità dei vini.
In Cantine d’Italia 2026 sono 25 le cantine che raggiungono il vertice delle Tre Impronte Go Wine, tra cui si segnalano nuovi ingressi di rilievo: Cà Rugate e Masi (Veneto), La Raia (Piemonte), Argiolas (Sardegna). Tra le conferme troviamo realtà storiche e prestigiose, tra cui: Bellavista, Ca’ del Bosco, Castello di Fonterutoli, Donnafugata, Feudi di San Gregorio, Planeta, Mastroberardino, Fontanafredda, Ferrari, solo per citarne alcune…
La visita in cantina: esperienza e valore
Per il terzo anno consecutivo, la Guida Cantine d’Italia 2026 include un’indagine sistematica sui costi delle visite in cantina, sottolineando quanto questa informazione sia diventata centrale per un enoturismo sempre più professionale. Indicare chiaramente il prezzo di un’esperienza – base o completa – aiuta a costruire un rapporto trasparente tra cantina e visitatore, favorendo una comunicazione più consapevole e valorizzando l’impegno delle aziende nel proporre percorsi autentici.
I costi
Dai dati raccolti su 637 cantine italiane emerge un aumento generalizzato dei costi: l’esperienza base si attesta in media a circa 23 euro, con forti differenze regionali e un trend crescente negli ultimi anni.
Solo il 3,8% delle cantine propone ancora visite gratuite. Accanto alla carta dei vini, si diffonde sempre più la “carta delle esperienze”, segno di una nuova cultura dell’accoglienza che coniuga turismo, narrazione e sostenibilità economica.
Tuttavia, Go Wine richiama anche alla misura: i rincari continui rischiano di allontanare una parte di pubblico e di alterare l’equilibrio tra qualità e accessibilità.
Cantine d’Italia 2026: i Premi Speciali
Anche per questa edizione, la Guida ha assegnato 9 Premi Speciali, ciascuno dedicato a un diverso aspetto dell’enoturismo, dell’ospitalità e della valorizzazione culturale:
“Alto Confort”: Masseria Celentano – Longo Alberto (Puglia)
“Cantine Golose”: Murgo – Ristorante Tenuta San Michele e Palazzo Scammacca (Sicilia)
“Cantine Meravigliose”: Cantina Tramin (Alto Adige)
“Enocultura”: Paolo e Noemia d’Amico (Lazio)
“Autoctono si nasce”: Le Piane per il vino Boca (Piemonte)
“Buono… non lo conoscevo!”: La Sabbiona – Ravenna IGT Famoso Vip (Emilia-Romagna)
“Vini Storici d’Italia”: Masi – Campofiorin (Veneto)
“Gioacchino La Franca”: Cantine Belisario (Marche)
“La Vigna da Camminare”: Quartomoro – Vigna Museo Memorie di Vite (Sardegna).
Cantine d’Italia 2026: una Guida da vivere
Cantine d’Italia 2026 si conferma non soltanto una raccolta di eccellenze enologiche, ma un invito a vivere il vino in prima persona: camminando tra le vigne, ascoltando le storie dei produttori, scoprendo paesaggi e borghi che custodiscono la bellezza più autentica dell’Italia.
Come afferma Massimo Corrado, presidente di Go Wine e direttore editoriale della Guida: “Il vino è la chiave per ascoltare il racconto di un luogo, di una terra, respirandone le atmosfere. Con questa Guida vogliamo raccontare una bella idea d’Italia, che passa per le cantine, i territori e le persone che li animano ogni giorno con passione e visione”.
Le degustazioni
Conclusa la presentazione ufficiale della Guida, l’incontro milanese ha lasciato spazio a uno dei momenti più attesi: l’assaggio dei vini selezionati. Oltre 250 etichette hanno animato i banchi di degustazione, offrendo agli ospiti la possibilità di scoprire – attraverso il calice – l’identità e il valore delle cantine presenti. Ogni vino in assaggio rappresentava un’eccellenza riconosciuta secondo i parametri della Guida Go Wine, espressione autentica dei territori e delle storie raccontate nel volume.
Data l’ampia selezione proposta, abbiamo scelto di soffermarci qui solo su tre vini simbolo: quelli che si sono aggiudicati un Premio Speciale 2026.
Le Piane – Boca DOC – 2020 – Premio: “Autoctono si nasce”
L’Azienda
La cantina Le Piane nasce da una visione di Christoph Künzli, che dagli anni ’90 ha recuperato piccoli appezzamenti nell’area di Boca, comune novarese e denominazione tra Valsesia e Lago Maggiore, in Alto Piemonte.
La zona, ricca di storia vinicola, si distingue per suoli porfirici di origine vulcanica e microclima unico, che generano vini con identità forte. L’azienda punta a rese molto basse e lavora con rigore sia in vigna sia in cantina.
La sede è situata nella vecchia casa del viticoltore Antonio Cerri, da cui Künzli aveva acquistato i terreni. Negli ultimi anni è stato realizzato un ampliamento per ospitare botti grandi. Le Piane è attiva sul territorio anche con iniziative culturali e promozionali, valorizzando il vino come espressione autentica del territorio.
L’assaggio
Il Boca DOC 2020 di Le Piane è un rosso di grande carattere, ottenuto da uve nebbiolo (85 %) e vespolina (15 %). Le uve, raccolte manualmente, vengono vinificate con macerazione prolungata e il vino matura per tre – quattro anni in botti di rovere, ai quali segue almeno un anno di riposo in bottiglia.
Nel calice, il vino si presenta di colore rosso rubino intenso. Al naso, colpisce per l’eleganza e la profondità aromatica: violetta appassita, frutti di bosco maturi e melograno, con sfumature di liquirizia, spezie dolci e tabacco. Il sorso è strutturato, ampio e vibrante, con tannini finemente cesellati e un finale lungo e persistente, che rievoca aromi speziati e balsamici.
La notevole complessità si unisce a una naturale finezza, rendendo questo vino una vera espressione del proprio territorio.
La Sabbiona – Vip – Ravenna IGT Famoso – 2024 Premio: “Buono… non lo conoscevo!”
L’Azienda
La Cantina La Sabbiona si trova a Oriolo dei Fichi (RA), sulle colline interne di Faenza. Fondata nel 1970 dal nonno Quinto e dal padre Sebastiano, è oggi guidata da Mauro Altini, che ha continuato la tradizione familiare coltivando 18 ettari di vigneto.
La cantina valorizza i vitigni autoctoni, come albana, sangiovese, famoso e centesimino, con una produzione attenta e rispettosa dell’identità territoriale. Altini si è dedicato in particolare alla riscoperta del famoso, vinificandolo in diverse versioni.
L’azienda – che include anche un agriturismo operativo dal 1993, con camere, piscina e servizi per una vacanza immersa nella natura – organizza eventi di promozione del territorio come il Trattour di maggio, che unisce bollicine e vini locali a esperienze enogastronomiche e turistiche, e le serate estive “Kiss me Pizza”, che coniugano gusto e convivialità nel giardino dell’agriturismo, con pizze cotte a legna e abbinamenti ai vini aziendali.
L’assaggio
Un bianco sorprendente che racconta l’identità più autentica della Romagna collinare.
Ottenuto da uve famoso in purezza, antica varietà autoctona riscoperta e valorizzata con sensibilità dalla cantina La Sabbiona, il “VIP” 2024 si presenta con un colore giallo paglierino luminoso e una carica olfattiva intensa, giocata su note di fiori bianchi, mela golden, agrumi canditi e salvia, con un tocco minerale che richiama le sabbie e le marne delle colline faentine.
Al palato, è fresco, ampio e suadente, di marcata sapidità, con una progressione elegante e un retrogusto persistente dove tornano echi fruttati e leggermente balsamici, a conferma della cura posta in ogni fase della vinificazione.
Autentica espressione del vitigno famoso, il “VIP” 2024 si distingue per la sua personalità contemporanea e per la capacità di trasmettere la vitalità e la vocazione di un territorio in evoluzione.
Masi – Campofiorin – Rosso Veronese IGT – 2022 – Premio: “Vini storici d’Italia”
L’Azienda
La storia di Masi affonda le radici nel 1772, anno della prima vendemmia nel celebre “Vajo dei Masi”. Da allora, la famiglia Boscaini ha tramandato per generazioni un progetto enologico che oggi vanta oltre 250 vendemmie nel cuore della Valpolicella. Sotto la guida di Sandro Boscaini, la cantina si distingue per la capacità di coniugare tradizione e innovazione, anche grazie alla storica collaborazione con la nobile famiglia di Serego Alighieri.
Il sito di Gargagnago (VR) ospita edifici disposti come un grande Château, con una bottaia imponente e le zone dedicate all’appassimento delle uve. Tra i simboli della cantina spicca il Campofiorin Ripasso, nato nel 1964 da un’intuizione di Guido Boscaini e oggi regolamentato da un protocollo di produzione ceduto alla Camera di Commercio di Verona.
Il Premio Masi
A rafforzare il legame con il territorio è anche il Premio Masi, riconoscimento culturale assegnato a figure di rilievo della cultura veneta. Il percorso di accoglienza si arricchisce con la Masi Wine Experience e con il nuovo edificio di Monteleone 21, recentemente aperto ai visitatori.
L’assaggio
Il Campofiorin 2022 esprime l’eleganza e la struttura che da oltre mezzo secolo lo rende un’icona della Valpolicella reinterpretata, internazionalmente riconosciuto “vino di taglia e complessità stupende” creatore di una nuova categoria di vini veneti ispirati alla tecnica dell’Amarone.
Nel calice, si presenta con un intenso e brillante rosso rubino, impreziosito da una buona consistenza che ne anticipa la struttura. Al naso, sprigiona note di ciliegia matura, mora di rovo e prugna essiccata, accompagnate da sfumature speziate di cannella e chiodi di garofano, su un fondo balsamico e leggermente tostato, espressione dell’affinamento in legno.
Al palato, è morbido, avvolgente e ben equilibrato, con tannini setosi e una piacevole freschezza che bilancia il calore alcolico. Il finale è persistente, con un retro-olfatto di frutta sotto spirito, cioccolato fondente e spezie dolci.
Si conferma come un vino armonioso, ben equilibrato e fedele interprete della tecnica del ripasso, eseguita con precisione e finalizzata a una bevibilità piacevole e appagante.
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