Il vino, la storia, la Sardegna: il Galanìa della Cantina Gostolai
Gostolai è il nome della località ove sono coltivate le vecchie vigne di famiglia ed proprio questo nome a identificare non solo l’intera Azienda vitivinicola, ma anche – anzi soprattutto – il forte legame che unisce il titolare Tonino Arcadu con la sua terra, le sue vigne e le sue tradizioni.

Tradizioni che in Sardegna, come le radici di una vecchia vite, si perdono nella profondità di un tempo lontano, come testimoniano i ritrovamenti in numerosi siti nuragici delle brocche cosiddette Askoidi utilizzate come contenitori per il vino e l’olio e risalenti al periodo compreso tra l’età del bronzo e l’età del ferro (XI-VIII sec. a.C.) quando la domesticazione della Vitis vinifera era ancora in pieno svolgimento.
Ecco quindi nascere, sopravvivere, mutare, una grande varietà di vitigni che nei secoli, grazie all’incontro con altre culture, ulteriormente si arricchisce, dando origine a una moltitudine di vitigni, taluni comuni e ampiamente diffusi anche fuori dall’Isola, altri antichi e unici, che nel loro insieme rendono la Sardegna un serbatoio di diversità genetica per la vite oltre a costituire un capitolo essenziale della storia, della coltura e della cultura e della vite e del vino nei corso dei millenni.
Oliena, ove opera la Cantina Gostolai, è nota per essere una delle aree più importanti per la produzione di una delle bandiere dell’enologia sarda: il Cannonau tanto che, prossimamente, World Wine Passion dedicherà a questo vitigno un più che meritato approfondimento. L’amore per la Sardegna enoica ha, però, spinto l’Azienda a sperimentare la produzione di un vino bianco ottenuto da due antichissime bacche bianche – l’Arvesiniadu e l’Alvarega – acquistate nelle rispettive aree di produzione e poi pigiate e vinificate nella propria cantina.
Arvesiniadu:
L’Arvesiniadu (o Alvesiniadu o Avresionadu) viene coltivato quasi esclusivamente nel Goceano, a Bono ed a Benetutti.

Le prime citazioni del vitigno in Sardegna risalgono al Manca dell’Arca (1780); il Cara, nel 1909, ne riporta la presenza in diverse aree della Sardegna quali i dintorni di Bono e il territorio di Sassari.
Nel Goceano, storica regione sarda sita a nord ovest del nuorese, dalla trasformazione delle uve Arvesiniadu si ottengono oggi tre prodotti enologici ben differenziati: il primo, basato sulla trasformazione in purezza della varietà, il secondo, tradizionale, che prevede l’uvaggio con Vermentino e con la varietà Arriadorza, ed un terzo, anch’esso legato alla tradizione, che prevede la maturazione del vino in botti scolme sotto il velo filmogeno prodotto dai lieviti “flor”.
Alvarega:
L’Alvarega è una varietà a bacca bianca, presente in un territorio del centro-nord Sardegna, il Logudoro, ed esattamente nel comune di Ozieri.

Questo vitigno è stato oggetto di una vera operazione di “archelogia enologica” compiuta, a partire dal 2003, dall’Associazione Alvarega di Ozieri, nel centro nord Sardegna con lo scopo di recuperare e riprodurre le ultime marze di questa varietà data ormai per scomparsa.
Si ritiene che questa varietà faccia capo, insieme al Gregu biancu, ad alcuni vitigni a bacca bianca di origine bizantina. Questo vitigno è stato a lungo ritenuto fortemente imparentato con la Malvasia di Sardegna, ma recenti indagini hanno dimostrato che si tratta di una varietà a sé stante che sarà, pertanto, inserita a breve tra quelle ammesse per la Regione Sardegna.
Galanìa – Vino bianco – Cantina Gostolai:
Questo vino, ottenuto da due parti di Arvesiniadu e da una di Alvarega, colpisce nel bicchiere per il bel colore dorato. Sono, però, i suoi profumi, di grande finezza e franchezza più che di grande intensità, che affascinano chi si avvicina – come me – per la prima volta a questo vino.

Al naso giungono eleganti sentori di pesca gialla e mela golden – mature ma ancora fragranti – seguiti da accattivanti note floreali di acacia e di miele millefiori; ecco, poi, esprimersi la Sardegna con i suoi profumi di macchia mediterranea ed erbe aromatiche. Il tempo e la pazienza ci permettono di cogliere l’evoluzione di questo vino nel bicchiere, fino al manifestarsi di chiare note citrine. In bocca, entra compatto, rivelando corpo, ottima rotondità e uno pseudo calore alcolico gradevole senza essere pungente. Queste morbidezze, sostenute da una corretta freschezza e una rimarchevole sapidità, donano al Galanìa armonia ed equilibrio; più che soddisfacente anche la persistenza.
Abbinamenti:
Questo vino, in virtù della sua buona struttura e dei sentori fini ma non di grande intensità, ben accompagna zuppe di pesce, pescato alla griglia, così come salumi di buona grassezza e moderata speziatura e formaggi sapidi di media stagionatura.
Cantina Gostolai
Zona P.I.P. – Oliena (NU)
Tel/Fax 0784.285374
vinigostolai@gmail.com
http://gostolai.net/