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Nicolas de Chamfort (1741 - 1794)
Anno 6 | mercoledì 28 giugno 2017

L'eleganza del Carso: Edi Kante e i suoi vini

8 marzo 2016


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Viviamo nella natura, con la natura,

della natura e dovremmo tuttavia non essere derivati da essa?

Quale contraddizione!

Tratto da: L. A. Feuerbach - Essenza della religione, 1845

Nel 1862, Ludwig Andreas Feuerbach, importante filosofo tedesco del XIX secolo, pubblicò un suo scritto dal titolo "Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia", a significare che a suo avviso esiste un'unità inscindibile fra psiche e corpo. Credo che questo concetto non possa che essere totalmente condiviso da chiunque - come me - abbia fatto del buon cibo e del buon vino il proprio lavoro oltre che la propria profonda passione. Spero di interpretare correttamente il pensiero di molti scrivendo che ciascuno di noi è, però, anche molto altro: è l'insieme delle proprie esperienze, amici, ricordi e lavori e che, pertanto, conoscere ciascuno - o almeno qualcuno - di questi aspetti è l'unico vero modo di provare veramente a comprendere un altro essere umano.

Quando sono andato - la scorsa estate - a visitare la sua Azienda, Edi Kante non ha potuto essere presente ma il suo lavoro, i suoi vini, la roccia in cui ha scavato la propria cantina parlavano per lui. Certo, il suo più che cortese e competente collaboratore, Edi Tapacino, ha svolto magnificamente le veci di padrone di casa ma la presenza di Edi Kante era comunque tangibile in ogni vecchia barrique scelta per le sue caratteristiche uniche, nella finezza alabastrina dei suoi vini, nell'aspra bellezza della roccia posta a custodire i frutti ottenuti coltivando la vite sulla roccia stessa, in un ciclo destinato a perpetuarsi per sempre. La roccia è il Carso e il lavoro di Edi Kante - così come quello di molti altri suoi caparbi colleghi - lo rappresenta in una delle sue molteplici sfaccettature: i suoi vini - fini ed eleganti - parlano, infatti, di roccia, mare e natura tra loro in equilibrio come in una perenne e raffinata arcadia.

 

Edi Kante, il vino e la finezza della roccia

A circa un mese da un mio precedente articolo su alcuni aspetti della vitivinicoltura del Carso (clicca qui), torno a scrivere di questa affascinante terra a cavallo tra Italia e Slovenia, tra montagna e mare, tra modernità e tradizione. Torno a scriverne per raccontare di un suo indiscusso interprete: Edi Kante, un uomo che da circa 20 anni dedica la propria vita, e le proprie energie, a valorizzare gli antichi vitigni tradizionali - senza peraltro trascurare alcuni grandi internazionali - ma, soprattutto, che si è impegnato a dar forma alla propria idea di vino, partendo - senza mai forzarli o snaturarli - dal territorio e dalle sue caratteristiche, spesso estreme, al fine di trarne anima e personalità.

Il cuore dell'Azienda, che attualmente può contare su circa 15ha vitati dai quali prendono origine circa 65.000 bottiglie all'anno, è la cantina, in buona parte scavata nella roccia viva, su tre livelli fino a circa 20 metri di profondità. I due livelli più profondi sono dedicati rispettivamente alle vasche in acciaio e alle barrique (-15m) e all'affinamento delle bottiglie (-20m). I vini sono tutti prodotti con uve di proprietà; le fermentazioni avvengono all'interno di barrique molto vecchie, senza sistemi di controllo della temperatura e, per quanto riguarda i vini bianchi, senza macerazione sulle bucce. A fine fermentazione, i vini rimangono nelle barrique per un anno per essere poi trasferiti nelle vasche inox, dove trascorreranno un altro anno prima di essere imbottigliati senza subire alcuna filtrazione; le riserve, prodotte solo nelle migliori annate, sono affinate in acciaio o in bottiglia per periodi ben più lunghi. Le nuove annate sono generalmente messe in vendita dal mese di settembre e, attualmente, viene commercializzato il millesimo 2013.

 

La produzione aziendale è incentrata prevalentemente sui vini bianchi - Edi si considera un "bianchista" - (Vitovska, Malvasia Istriana, Sauvignon blanc e Chardonnay) anche se nei vigneti sono presenti alcuni vitigni a bacca rossa (Terrano, Merlot, Pinot nero, Cabernet Sauvignon) con i quali produce un Terrano in purezza e l'Opera viva, una cuvée di queste diverse varietà. Ai vini fermi si affiancano i due Spumanti Metodo Classico KK, il Brut da uve Malvasia e Chardonnay e il Brut Rosé da uve 100% Pinot nero.

La mineralità, la sapidità e la finezza sono senz'ombra di dubbio il filo conduttore di questi vini, frutto di un lungo lavoro di ricerca condotto da Edi, che vede in queste qualità la stella polare del proprio lavoro. Vini di grandi eleganza, riescono a coniugare il rispetto del terroir con la valorizzazione delle caratteristiche intrinseche dei diversi vitigni pur rivelando chiaramente la mano - e la sapienza - di chi li ha fatti nascere. Non un mero esercizio di stile, bensì il segno che l'arte, intesa come la capacità dell'ingegno dell'uomo di creare qualcosa di bello ed emozionante, può arrivare assai oltre i ben più ristretti limiti all'interno dei quali siamo soliti confinarla.

Kante -Vitovska - Venezia Giulia Igt -2012 - L. 402

La finezza di questo vino sembra manifestarsi già dal primo sguardo grazie al suo paglierino di grande luminosità ma dall'intensità non eccessiva e impreziosito da poche e lievi pennellate dorate. La ricerca della finezza diviene ancora più manifesta quando il calice viene avvicinato al naso, rivelando un bouquet non particolarmente intenso ma complesso, elegante e capace di trasmettere l'essenza stessa del Carso. Le note di frutta bianca - mela, pera e pesca a polpa bianca - lasciano chiaramente trasparire, come in sensuale gioco di veli, i profumi di erbe aromatiche nonché i sentori balsamici del mentolo e lievi ricordi di fiori di ginestra; di grande fascino è cogliere, in questo vino, le sensazioni di roccia affiancate dalla note di salsedine come a rammentarci la vicinanza di queste terre al Golfo di Trieste. In bocca, l'ingresso è diretto, compatto ed equilibrato; questa Vitovska, che si rivela di corpo, assai fresca e sapida, rotonda e di ottima persistenza, chiude con una più che gradevole nota ammandorlata.


Degustazione del 9 dicembre 2015

Kante -Sauvignon - Venezia Giulia Igt -2009 - L. 47

La cifra stilistica di Edi Kante trova in questa Riserva la sua piena realizzazione: territorio e vitigno sono lasciati esprimere nella loro pienezza, senza forzature né eccessi, ma con la capacità di usarli come tramite per arrivare direttamente al cuore - forse più ancora che ai sensi - di chi abbia l'occasione di degustarlo.

 

Alla vista, sfoggia un cristallino color paglierino nel quale gli eleganti rilessi dorati suggeriscono il sapiente uso del legno. Il naso, non particolarmente intenso, si rivela di rara finezza. Le note vegetali, tipiche del vitigno, si manifestano con sensazioni di salvia, mentuccia e gradevoli note di foglia di pomodoro; a queste si affiancano i sentori di frutta bianca, frutta tropicale e pompelmo giallo. Col tempo, il panorama olfattivo si arricchisce ulteriormente con il manifestarsi di profumi che riportano alla mente i fiori di zagara e gelsomino. In bocca, spicca per struttura, sapidità e freschezza, il tutto sostenuto da un corpo importante e da un'altrettanto evidente morbidezza; una degustazione che sembra non finire mai grazie alla lunga persistenza e alla piacevolezza del fin di bocca.

Degustazione del 30 dicembre 2015

Azienda Agricola Kante

Loc. Prepotto 1/A

34011 Duino Aurisina

Trieste - Italy

www.kante.it

kante@kante.it