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Anno 6 | sabato 25 marzo 2017

Il Grappolo d’Oro: i vini di Valtellina in Concorso a Chiuro

16 settembre 2015


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Il vino rappresenta un prodotto sempre più intrinsecamente legato alla storia, alla cultura e all'economia di un territorio e come tale viene percepito per lo meno da quella fascia di pubblico, sempre più ampia, che si approccia a questo affascinante mondo con la dovuta dose di sana curiosità. Queste brevi considerazioni sono supportate dal gran numero di manifestazioni dedicate agli enoappassionati che, ciascuna con le proprie specificità e con il proprio pubblico di riferimento, costellano, ormai, la quasi totalità dell'anno.

L'offerta negli ultimi tempi è andata, pertanto, sempre più diversificandosi, al fine di intercettare tutti i possibili settori di pubblico - amatori, professionisti del settore, appassionati di vini naturali o di bollicine, entusiasti di singoli vitigni o territori - fino a far coesistere manifestazioni di altissimo livello con eventi che, talvolta, rischiano di sconfinare nella sagra di paese.

Ecco quindi che il Grappolo d'Oro di Chiuro (SO), giunto alla trentaduesima edizione, ha dovuto, nel corso degli anni, ritagliarsi una sua specificità in grado di fondere in una singola manifestazione la promozione del territorio valtellinese e dei suoi vini, con la valorizzazione delle tradizioni popolari nonché con la capacità di confrontarsi con altre realtà vitivinicole e con le difficoltà di un turismo, sia di settore sia generalista, soggetto sempre più alla concorrenza di altre realtà anche grazie alla grande facilità di comunicazione messa a disposizione del potenziale cliente dalle nuove tecnologie affermatesi nell'ultimo decennio.

Il Grappolo d'Oro 2015, pertanto, si è articolato su più giorni (dal 4 al 13 di settembre) ponendo - come è giusto che sia - il vino al centro della manifestazione e affrontando tale argomento mediante confronti, dibattiti e, perché no, anche grazie a eventi dal sapore più popolare. Vari sono stati i dibattiti organizzati, tra i quali ho piacere di ricordare il confronto sulla viticoltura sostenibile dal titolo "Viticoltura durevole: le radici nel passato per i vini del futuro" nonché quello dedicato al turismo valtellinese: "Prodotto e comunicazione nel futuro del turismo valtellinese"; di grande attualità, nell'ambito di un confronto finalizzato alla crescita della viticoltura di montagna, è stato l'incontro con il Consorzio Vignaioli del Trentino dal titolo "La Valtellina del vino incontra la vitivinicoltura trentina".

Di carattere più popolare, ma di sicuro fascino e grande interesse, le numerose degustazioni di piatti locali nonché la tradizionale corsa delle botti.

Nel regno della Chiavennasca, ovvero i grandi Nebbiolo di Valtellina

"Valtolina come detto valle circumdata d'alti terribili monti. Fa vini potentissimi e assai e fa tanto bestiame che da paesani è concluso nascervi più latte che vino" così, a cavallo dei secoli XV e XVI, Leonardo descriveva nel Codice Atlantico la Valtellina e i suoi vini.

Tanto dovrebbe bastare a convincere anche i più scettici sulla nobiltà della vitivinicoltura lungo il versante retico di questa importante vallata alpina. Tale versante è occupato da oltre 2500Km lineari di terrazzi e muretti a secco che hanno reso possibile, mediante un secolare lavoro, l'attuale viticoltura valtellinese. Si tratta dell'area viticola terrazzata di montagna più estesa d'Europa. Un'attività dura e difficile che rende non competitiva, in termini puramente economici, la produzione di uve nella zona: la coltivazione di un ettaro di vigna in pianura richiede mediamente 200 ore di lavoro mentre tale valore può raggiungere le 1600 ore/ettaro per i vigneti terrazzati della Valle.

Signore incontrastato di queste vigne è il Nebbiolo - localmente detto Chiavennasca - che, a seguito di recenti ricerche biomolecolari, è risultato essere una varietà quasi certamente originatasi proprio sulle Alpi e la cui origine in Valtellina, pur se ancora non ancora dimostrata con certezza, è ritenuta, per lo meno, probabile.

I vini ottenuti da queste uve - in particolare il Valtellina Superiore Docg - si distinguono, in gioventù, in virtù del colore rubino non particolarmente intenso, che, dopo alcuni anni di invecchiamento, si caratterizza per le calde e luminose colorazioni granato che li accompagneranno molto a lungo negli anni. Sono, infatti, vini dalle grandi capacità di invecchiamento che, in condizioni ottimali di conservazione, possono evolversi - prima in legno e poi in bottiglia - per vari decenni. Al naso si presentano, nelle loro migliori espressioni, improntati alla finezza e all'eleganza più che alla potenza e all'intensità. In gioventù regalano note di piccoli frutti rossi e marasca, con sentori floreali che riportano alla violetta. Col trascorrere degli anni emergono, in modo sommesso ma accattivante, le caratteristiche sensazioni minerali affiancate dalle spezie dolci, da una gradevole nota ematica e, frequentemente, da ricordi di scorza di arancia amara. In bocca aprono ampi e caldi, con una trama tannica fitta e lungamente giovanile che, unitamente alla marcata freschezza, conferiscono loro nerbo e fascino rendendoli particolarmente adatti alla cucina tradizionale di Valtellina. La grande persistenza e l'ottimo equilibrio ne preservano la gradevolezza di beva senza sacrificare le emozioni derivanti dalla degustazione di vini rossi da lungo invecchiamento.

Il Concorso Enologico Provinciale dei Vini di Valtellina "Il Grappolo d'oro"

Un Concorso Enologico non è solo - anzi oserei dire - non è tanto un momento per cercare di emergere ricevendo un premio ma è, o meglio dovrebbe essere, un momento di crescita per tutti: per il territorio che lo organizza, che ha in tal modo la possibilità di verificare il livello raggiunto dai propri prodotti oppure di confrontarsi con quelli di altri Denominazioni nonché per i produttori, che possono godere dei meritati riconoscimenti e di suggerimenti mirati a migliorarsi ulteriormente; inoltre, per chi come me ha avuto l'onore di essere chiamato a giudicare, un Concorso rappresenta un fondamentale momento di crescita professionale e culturale. In tal senso, il Terzo Concorso Enologico Provinciale dei Vini di Valtellina "Il Grappolo d'oro" ha espresso un territorio vitivinicolo in splendida forma che ha presentato, per precisa scelta degli Organizzatori, esclusivamente vini della Docg Valtellina Superiore fornendo un quadro assai rappresentativo per completezza e alto livello qualitativo. Complessivamente, hanno aderito 18 aziende per un totale di 20 etichette.


Ho trovato di particolare interesse il sistema di valutazione adottato: ogni vino è stato assaggiato, rigorosamente alla cieca, una prima volta da cinque diverse commissioni composte da sommelier AIS, assaggiatori ONAV, enologi e viticoltori, consumatori e ristoratori, giornalisti: ciascuna commissione ha premiato il vino ritenuto di maggior interesse. In seguito, una commissione finale, comprendente due membri scelti da ciascuna professionalità, ha premiato col Grappolo d'Oro il vino ritenuto più meritevole fra i dieci selezionati durante la prima fase di assaggi. Ritengo che tale approccio permetta una lettura interessante di come ciascuna categoria di giudici valuti il vino, fatto questo di non secondaria importanza per fornire un importante spaccato dei gusti del mercato.


Prima di passare a una breve descrizione dei vini premiati, concedetemi una considerazione finale: i vini presentati hanno brillantemente rappresentato il Valtellina Superiore Docg, mostrando una qualità media di ottimo livello, capace di interpretare il territorio senza sacrificarlo alle richieste di un mercato spesso troppo omologante e, nel contempo, in grado di evidenziare le differenze sia di terroir sia legate alle scelte stilistiche di ciascun produttore, offrendo così al consumatore una scelta ampia, di alta qualità ma con prodotti sempre rispettosi della tipicità di un'area vitivinicola di così grande tradizione.

1° classificato Commissione Giornalisti

Ortensio Lando Valtellina Superiore 2011 - Azienda Agricola Luca Faccinelli

L'eleganza del nebbiolo si manifesta fin dal primo sguardo in virtù del luminoso - e tipico - color granato con il quale l'Ortensio Lando illumina il bicchiere. Il naso certo non delude connotandosi di frutti rossi maturi, che riportano alla mente la ciliegia e la fragola, a sostenere le eleganti note di spezie dolci e liquirizia: una intrigante nota ematica - assolutamente tipica del vitigno e della Denominazione - completa il già fine e complesso bouquet. In bocca ha un ingresso compatto e avvolgente grazie a una fitta trama tannica che, pur connotata da grande eleganza, tradisce una gioventù non ancora domata; più che soddisfacente la persistenza e di grande piacevolezza il fin di bocca.

1° classificato Commissione AIS

Grumello 2009 - Giorgio Gianatti

Giovanili pennellate rubino arricchiscono il caldo color granato che - come è giusto che sia - caratterizza questo Grumello 2009. Il suo bouquet riporta immediatamente alla mente il profumo delle fragole mature arricchito da sensazioni riconducibili al tamarindo e da gradevoli note di spezie dolci; i primi sentori terziari di cuoio indicano l'inizio di una nuova fase di questo vino che lo condurrà a mostrare pienamente le sue capacità di invecchiamento. In bocca si presenta caldo, rotondo, morbido e con tannini resi già più setosi dal trascorrere del tempo; solo una lieve prevalenza dell'alcol interferisce con un panorama gusto-olfattivo di eccellente finezza ed equilibrio.

1° classificato Commissione ONAV

Rocce Rosse Sassella 2005 - Ar.Pe.Pe.

10 anni sono trascorsi dalla vendemmia che ha visto nascere questo Sassella; 10 anni che si sono resi evidenti traghettandolo verso la piena maturità senza, però, rinnegare l'irruenza dell'appena conclusa adolescenza. Nel bicchiere si presenta di color granato, in cui il tempo trascorso si manifesta solo in virtù dei primi riflessi aranciati; il naso, elegante e armonico, si caratterizza per le note di frutta rossa sotto spirito, di fiori rossi appassiti e per gli eleganti sentori di spezie dolci, il tutto a sorreggere una leggera - ma piacevolissima - nota eterea; il bouquet è completato - come ci si aspetta da un millesimo 2005 - da sentori terziari riconducibili al cuoio. Fitta, setosa e avvolgente, la trama tannica, sostenuta da un'ancora giovanile freschezza, sostiene un corpo importante e una rotondità che svolge il ruolo fondamentale di regalare a questo Rocce Rosse un ottimo equilibrio.

1° classificato Commissione Enologi, 1° Commissione Consumatori e ristoratori

Vincitore 3° Concorso Grappolo d'Oro

Vigneto Fracia Valtellina Superiore 2010 - Nino Negri

Il magnifico e lucente color granato di questo Valtellina Superiore Docg non può che predisporre l'animo all'assaggio caricandolo di grandi aspettative. Tali aspettative non vengono certo deluse dal complesso e fine insieme di profumi che si percepiscono fin dal primo momento ma che, come si confà ai grandi vini, si presentano in successione comparendo, scomparendo e poi ripresentandosi come in un ininterrotto rimpiattino. Ecco allora le note di ciliegia e marasca, arricchite dai profumi dei piccoli frutti rossi di bosco, susseguirsi ai sentori di potpourri di fiori rossi, alle amaricanti sensazioni di scorza di arancia amara e a una nota ematica appena accennata; ne emerge un insieme di grande finezza e complessità capace di raccontare la Chiavennasca in modo alto ed emozionante. In bocca è caldo, rotondo e di ottimo corpo. La fittezza dei tannini e l'ancora ben presente freschezza, equilibrandone le morbidezze, gli conferiscono equilibrio e grande piacevolezza di beva; assolutamente degna di nota la persistenza.