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Salvador Dalì (1904 - 1989)
Anno 6 | sabato 25 marzo 2017

Live Wine a Milano: una speranza forte per un futuro migliore

11 marzo 2016


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È sempre difficile raccontare un evento come Live Wine 2016 a Milano, al quale hanno partecipato oltre 140 vignaioli di nove diverse nazionalità, con le loro storie, le loro idee e, soprattutto, con i loro vini. Ciò che resta è, soprattutto, un insieme di impressioni e sensazioni e alcune chiare consapevolezze. Le prime mi hanno lasciato emozionato di fronte alla passione palpabile che si percepiva a ogni incontro e a ogni assaggio: uomini e donne che vogliono comunicare loro stessi e la loro attenzione all'ambiente per mezzo del vino, ovvero per mezzo di un prodotto che ha accompagnato la storia dell'umanità fin dai suoi inizi. Sono, però, le mie consapevolezze quelle che, con queste righe, desidero approfondire e condividere con chi avrà la bontà di leggermi.

 

Si può fare!

Il vino naturale deve essere sdoganato dall'ormai superata equivalenza con vino difettoso. Nel corso di questa edizione di Live Wine ho, infatti, assaggiato vini di grande pulizia, eleganza ed equilibrio così come ho assaggiato vini che possono - e devono - essere migliorati. Questo, però, avviene in occasione di qualsiasi manifestazione, anche di vini "convenzionali". Non è un problema di approccio, è un problema di attenzione e volontà. Impariamo a scegliere non sulla base di preconcetti ma con l'aiuto dei nostri sensi e, soprattutto, ricordiamoci di ringraziare chi ci sa donare emozioni rispettando l'ambiente in cui tutti noi viviamo.

Siamo curiosi!

Ogni vitigno, ogni territorio, ogni sconosciuta Azienda può riservare sorprese. Il grande nome, a cui è dovuto rispetto e riconoscenza per quanto ha fatto per l'Italia enoica, non deve essere confuso con l'unica possibilità di bere dei grandi vini. Assaggiamo, esploriamo e impariamo: i grandi vanno conosciuti, i piccoli, i giovani e gli ignorati devono essere provati e fatti conoscere, se meritevoli, per dare loro la possibilità di essere i grandi del futuro.

Il lavoro è fatica, la fatica costa

Produrre in modo rispettoso dell'ambiente, lavorando a mano, spesso in territori disagiati ha un costo in termini di tempo, di rese e di rischi di impresa: è necessario che il loro impegno sia giustamente remunerato. Una bottiglia che costi un po' di più oggi può essere un investimento per il futuro di tutti.


Non è una moda, è una necessità

Una vitivinicoltura rispettosa dell'ambiente e della salute non è una moda, è una necessità: ciascun produttore è libero di intraprendere il proprio percorso produttivo per arrivare a ottenere la propria idea di vino. È la meraviglia di questo mondo. Nessuno è, però, libero di distruggere l'ambiente di tutti, rischiando di danneggiare l'altrui benessere. Il grande successo di pubblico di questa edizione di Live Wine, oltre che di quella dello scorso anno, è la dimostrazione che il vento è cambiato e che i consumatori sono sempre più disposti a premiare chi si impegna a tutelare, secondo le proprie possibilità, il futuro di tutti.

L'Italia è una e indivisibile

La presenza di Aziende provenienti da 19 regioni italiane (46 dal Nord, 40 dal Centro e 27 dal Sud e dalle Isole) rappresenta la prova di come la necessità di una vitivinicoltura "naturale" sia fortemente sentita in tutta la nostra Nazione e rappresenti sempre più una realtà produttiva di grande importanza etica ed economica.

Grazie

Un mio personale grazie va quindi ai produttori e agli organizzatori - Christine Marzani e Lorenzo de' Grassi - insieme all'augurio che il loro impegno possa sempre più servire a mantenere accesa l'attenzione su un argomento di così grande importanza.