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Non c'è amore più sincero di quello per il cibo
George Bernard Shaw (1856 - 1950)
Anno 6 | mercoledý 28 giugno 2017

Gavi, l'enoturismo e l'ospitalitÓ: il punto di vista di Sara Repetto dell'Azienda La Bollina

5 dicembre 2015


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Il vino è un essere vivente.

E amo immaginare l'anno in cui sono cresciute le uve di un vino.

Se c'era un bel sole, se pioveva.

E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve.

(Tratto da: Sideways - In viaggio con Jack)

 

Turismo: una parola che a me, ex naturalista di professione ma sempre sinceramente preoccupato per l'incerto futuro di questo piccolo pianeta che ci ospita, riempie il cuore sia di speranza sia di paura. Speranza per un futuro in cui il turista si approcci con rispetto a quanto di meraviglioso il mondo gli può offrire, paura per le grandi masse che pensano al mare come a un'enorme piscina e alla montagna come a un grande luna park ricoperto di neve.

Non importa quale sia la passione che ci spinge a viaggiare, a conoscere, a godere del bello - e del buono - della vita: importa che tale passione ci sia perché è il sapersi emozionare che ci può spingere verso un turismo - e, più in generale, verso uno sviluppo - rispettoso e conscio della nostra responsabilità verso le future generazioni e verso il Pianeta che dovrà ospitarle.

 

In Italia, il turismo enogastronomico ha enormi potenzialità ancora in gran parte inespresse, in modo particolare al di fuori delle poche aree che - in virtù dell'indiscutibile qualità dei prodotti offerti nonché della lungimiranza di chi per primo ha saputo cogliere questa grande occasione - hanno raggiunto in questo ambito una rilevanza mondiale. È da sottolineare che l'enoturista slow, ovvero quello lento, pacato capace di cogliere i dettagli e di respirare la terra in cui si trova, è difficilmente concentrato su un singolo aspetto ma è, al contrario, interessato a tutto ciò che di bello un territorio sa offrire: arte, natura, paesaggi, agricoltura, gastronomia.

Da un anno abbondante, ormai, vivo a Novi Ligure (AL), uno dei dei comuni del Gavi Docg, e sto imparando ad amare sinceramente queste terre, incastonate fra Pianura e Appennini, ricche di storia e paesaggi di rara dolcezza nonché capaci di fondere nei loro piatti la tradizione ligure e quella piemontese in un insieme di raro interesse.

Ecco quindi nascere l'idea di quest'intervista a Sara Repetto, giovane e appassionata Direttrice Marketing della Società Agricola La Bollina, un'Azienda che, pur avendo alle spalle un importante gruppo industriale, sta investendo con convinzione sulla qualità dei propri prodotti nonché sulla ristorazione e l'ospitalità di alto livello. La Società Agricola La Bollina, interamente compresa nel territorio del Gavi Docg, si sviluppa intorno a una magnifica villa liberty tardo-ottocentesca e al suo esteso parco che, attualmente, ospitano l'hotel, il ristorante e il prospiciente campo da golf.

 

Dopo il cambio di proprietà, avvenuto nel 2009, l'Azienda ha dato il via a un progetto di profonda ristrutturazione aziendale che ha coinvolto non solo gli edifici e le attrezzature ma, soprattutto, il personale tecnico e - in vigna come in cantina - la politica produttiva, sempre più orientata verso la realizzazione di vini di qualità capaci di mantenere un saldo rapporto con la terra che li ha visti nascere.

Dott.ssa Repetto, il territorio del Gavi Docg rappresenta un'area di grande fascino ma, nel contempo, una zona ancora non sufficientemente conosciuta dal pubblico di appassionati: quali le strade per aumentarne la fruizione evitando, nel contempo, uno sviluppo aggressivo che ne alteri in modo irreversibile gli aspetti paesaggistici e ambientali?

La zona del Gavi ha senza dubbio un fascino notevole ancora nascosto a molti; lo sviluppo turistico di questa zona deve partire, in primis, dai residenti: è necessario, infatti, un cambio di mentalità e dobbiamo imparare a "guardare" verso l'obiettivo comune che è la promozione del territorio a 360 gradi, imparando a fare rete. Gli elementi qualitativi esistono: enogastronomia, natura e cultura si fondono in maniera meravigliosa ed è, quindi, solamente necessario imparare a promuoverli nel rispetto di ciò che è tradizione.

In un epoca in cui tutto passa tramite i social network, da queste parti il potenziale di Facebook, Twitter ed Instagram è molto sottovalutato; questi strumenti rappresentano, al contrario, un veicolo incredibile a livello internazionale per far conoscere la propria realtà. Io sono una sostenitrice di questi mezzi di comunicazione che, se usati correttamente, possono portare davvero a grandi risultati. Le persone del Gavi amano profondamente il proprio territorio: dobbiamo solo riuscire a trasmettere quel che possiamo offrire. In quest'ultimo periodo, devo dire, si inizia a percepire qualcosa di nuovo nell'approccio promozionale che, fortunatamente, sta iniziando a cambiare: serve innovazione ma sempre nel rispetto di quanto la storia ci mette a disposizione.

Ristorazione, ospitalità, sport, enoturismo rappresentano il fulcro della vostra attività nonché alcuni degli aspetti di maggior interesse che un territorio possa offrire in ambito turistico: alla luce della vostra esperienza, qual è il modo migliore di comunicare in modo unitario un'offerta all'apparenza tanto diversificata?

Raccontando proprio la possibilità di vivere un'esperienza così diversificata, da poter accontentare diverse tipologie di clienti. Inoltre, è strategica la vicinanza a Milano, Genova e Torino, che possono essere visitate in giornata. È quindi possibile diventare la base per un soggiorno all'insegna di tutti questi elementi, invertendo così le carte: la zona del Gavi non più vista come escursione giornaliera da Milano, ma come base per un soggiorno all'insegna dei ritmi più tranquilli che la vita offre tra queste colline.

La Bollina - Società Agricola ha intrapreso un percorso di costante ricerca della qualità nei propri vini: quali, a vostro parere, i principali valori enologici del vostro territorio e quali gli strumenti migliori per comunicarli agli enoappassionati?

Senza dubbio il vino va raccontato: è fatto di persone ed è frutto di un lavoro affascinante che richiede passione e dedizione più di molti altri; si dice che "ogni bottiglia svuotata - o, meglio, degustata - sia piena di storie": una descrizione azzeccata per quanto questo prezioso nettare rappresenta.

Incontrare gli enoappassionati e raccontargli cosa sono il Gavi ed il nostro territorio è senza dubbio uno dei migliori strumenti che abbiamo a disposizione e quindi una buona organizzazione di eventi promozionali - nazionali ed internazionali, interni ed esterni alla cantina - è un approccio indispensabile per farsi conoscere.

Oltre al Gavi Docg, la vostra Azienda sta ampliando la produzione di vini rossi, scelta non molto frequente in questo territorio: quali i motivi di questa scelta e quali risultati vi attendete in termini sia qualitativi sia di accoglienza da parte dei consumatori?

La scelta è dettata dal fatto che la nostra clientela è, oltre che italiana, anche straniera e, con tale scelta, restiamo legati al territorio con i vini bianchi autoctoni, ma cerchiamo di completare il catalogo anche con i nostri Monferrato rosso Doc da uve barbera. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che siamo un'Azienda piemontese e di certo avere anche una produzione da questo vitigno rappresenta un ulteriore aiuto in fase di vendita.

L'Hotel Ristorante Villa Bollina accoglie numerosi ospiti stranieri: quali differenze notate nell'approccio e nelle conoscenze enogastronomiche fra questa clientela e quella italiana? In particolare, quali sono gli aspetti maggiormente apprezzati dagli ospiti stranieri?

Sfatiamo il mito che gli stranieri non conoscano il mondo enogastronomico italiano: la maggior parte arriva preparata e quindi curiosa. Il nostro territorio, al momento, non è così conosciuto: non siamo le Langhe e, quindi, chi arriva da noi spesso è preparato come, del resto, lo sono gli ospiti italiani.

Denominatore comune a tutti gli ospiti è il poter apprezzare "L'elogio alla lentezza", ovvero il tempo per assaporare un vino, un piatto, un paesaggio, godere delle piccole cose speciali. Qui alla Bollina trovano tutto ciò in un contesto di grande fascino.

Per quanto riguarda gli ospiti stranieri, quali sono le nazionalità più frequentemente vostre ospiti e come sono orientate nella scelta dei piatti e dei vini? In altre parole, prevale la curiosità verso ricette e vini di tradizione oppure vi è maggior attenzione verso piatti ed etichette di stampo internazionale?

A seconda del periodo dell'anno abbiamo diversi flussi da varie aeree: costantemente svizzeri, francesi, tedeschi, arabi e russi; per ciò che concerne le abitudini enogastronomiche è decisamente molto soggettivo: noi cerchiamo di offrire al cliente un scelta che vada dalla tradizione all'internazionale.

Agli ospiti fornite una carta dei vini di vostra produzione e una contenente vini di altri territori sia italiani sia esteri: in generale, notate prevalere la curiosità nei confronti dei vostri prodotti oppure le scelte si orientano su territori e marchi più noti e blasonati?

L'interesse per i vini locali della Tenuta è sempre forte ma, d'altronde, il turista straniero ricerca spesso i prodotti legati alla realtà che sta visitando; ciò non toglie che una carta con nomi e luoghi al di fuori del nostro territorio sia indispensabile per poter offrire un servizio più completo.

Le degustazioni

La Bollina - Gavi Docg - 2014 - L. 1835

La frutta matura rappresenta l'essenza stessa di questo vino che si presenta nel bicchiere di un invitante paglierino di grande luce: i profumi di mela golden, pesca gialla, albicocca matura - ma ancora croccante al palato - e pera si susseguono alternandosi, ulteriormente arricchiti da gradevoli note di fiori di campo; col tempo, il panorama olfattivo si completa con fini sentori di bergamotto dando così vita a un insieme piacevole e armonico, giocato molto più sull'eleganza che non sull'intensità.

L'ingresso in bocca è ampio, compatto e leggermente aggressivo, in virtù della spiccata - ma necessaria - freschezza. In breve tempo questo Gavi si apre mostrandosi pieno, intenso, sapido, nonché di buon corpo ed equilibro; soddisfacente la persistenza e assai gradevole il fin di bocca anche grazie alla sua piacevole chiusa ammandorlata.

Degustazione del 10 novembre 2015

La Bollina - Bricchetta - Monferrato Rosso Doc - 2013 - L. 1845

Vitigno dai mille volti, il Barbera sa dare origine a vini semplici di pronta beva così come a vini importanti, strutturati e da lungo invecchiamento. Nonostante questi suoi camaleontici aspetti, alcuni punti fissi lo rendono ben identificabile almeno quando vinificato in modo rispettoso delle sue tipicità: la ciliegia come suo principale descrittore nonché una spiccata acidità a cui si affianca una tannicità contenuta. Il Bricchetta - invecchiato in barrique per oltre un anno - ben rappresenta proprio quei Barbera pensati per divenire importanti senza rinnegare le proprie origini e caratteristiche.

Il luminoso color rubino di questo vino già ci introduce nel suo mondo, preparandoci agli inconfondibili sentori di ciliegia matura che giungono ai nostri sensi fin dal nostro primo approccio al bicchiere. Una lieve e rispettosa rotazione libera note di altri frutti - quali prugna e ribes rosso - oltre a piacevoli sensazioni di fiori di glicine, noce moscata e humus; col tempo, il bouquet si completa con sentori di grafite e cipria. Nel suo complesso un naso intenso, fine e armonico che denota un eccellente uso del legno - appena percepibile con gradevoli sensazioni boisé - e un alcol composto e privo di pungenza.

In bocca mantiene pienamente le promesse, grazie a un ingresso ampio e compatto, un buon corpo, che veste ottimamente la marcata freschezza e la più contenuta - ma assai piacevole - tannicità, e alla sua indiscutibile tipicità; più che adeguata la persistenza.

Degustazione del 11 novembre 2015

Società Agricola La Bollina

Via Monterotondo, 58

15069 Serravalle Scrivia (AL)

www.labollina.it