Logo World Wine Passion WorldWinePassion.com Il cartello recita: si servono merende e vini di produzione propria - Cibo - World Wine Passion

where passion meets taste

IT EN


seguici su facebook twitter google+ rss feed

Non si può ridere di tutto e di tutti, ma ci si può provare
Friedrich Nietzsche (1844 - 1900)

Anno 3 | venerd́ 29 agosto 2014

Il cartello recita: si servono merende e vini di produzione propria

20 agosto 2013


TAGs: , , , , , , , ,

Arriviamo in un sabato sera afoso di fine luglio, abbiamo lasciato Milano da appena 40 minuti e poco dopo l'uscita dell'autostrada, salendo appena, una piacevole brezza ci accoglie regalandoci un inaspettato sollievo. Siamo in Val Trebbia, sui colli piacentini; la vista spazia sulla piana e tutt'intorno tra boschi e vigneti. Davanti ad un casale in pietra, ristrutturato con cura, un cartello recita "Si servono merende e vini di produzione propria".

Ci accomodiamo nel grazioso giardino, su comodi divanetti, e ci servono un aperitivo con salumi tipici piacentini accompagnati da un vino rosso frizzante. La bottiglia è senza etichetta (scopriamo poi che la produzione è di quasi 20.000 bottiglie all'anno), i bicchieri sono quelli che si usano a tavola e, nonostante la semplicità, tutto appare  estremamente curato. Il "Covo", così si chiama, è arredato con mobili d'epoca ed un tocco di estro, l'effetto è una funzionale eleganza e modernità che rende il design attuale. Ideale per trascorrere una serata con amici, ascoltando musica soft sorseggiando un drink accompagnati dalla vista di un panorama mozzafiato.

Dopo il primo piacevole ristoro ci incamminiamo lungo un sentiero che ci conduce al secondo casale, in mattoni vecchi è L'Agriturismo La Cà, dove ci accoglie il proprietario Renzo, allegro e dinamico. Sulla terrazza, grandi tavoli apparecchiati con le tovaglie a quadri, candele e gerani sparsi ovunque e una vista impareggiabile sul tramonto. La sensazione è quella di trovarsi immersi in una festa agreste di "una volta"; tutto è naturale , allegro, ordinato. Così come piacevole giunge la voce della cantante alla consolle (con un passato da vocalist insieme al grande Califano) che accompagna la cena ed è bravissima nel rendere l'atmosfera briosa ma non invadente.

 Si inizia con una giardiniera dai profumi e dai sapori dell'orto; tutto ciò che si mangia e che si beve è di produzione propria. Come il tipico gnocco fritto, non unto, che accompagna il generoso tagliere di coppa, lardo e pancetta. La scelta dei primi è invitante; come non lasciarsi tentare dalle deliziose lasagnette, dai tortelli (caramelle) e dalla pasta che si scioglie letteralmente in bocca, con il sugo di funghi servito a parte. Ed è una gustosa sorpresa il tipico piatto "pisarei e fasò", che apre ai secondi. Un dignitoso stinco con grigliata di spiedini e salamella, accompagnati da patate al forno e verdure di stagione.

Tra un piatto e l'altro i commensali sono coinvolti in canti e balli, ma senza eccessi; tutto è molto soft ed elegante. Si finisce il menu in dolcezza con un assaggio di tutte le torte casalinghe, dalla "sbrisolona" alle crostate, e il gelato al limone con le more, buonissime, appena colte.

La curiosità ci spinge a visitare gli interni e scopriamo ampie sale attrezzate, di un'eleganza rustica. C'è anche la possibilità di soggiornare, in originali camere a tema. La Cà della Terra, del Sole, della Luna, del Fiume, della Musica, delle Rose; ognuna ha una sua particolare atmosfera. La tentazione è quella di fermarsi, ma a Milano ci aspettano appuntamenti improrogabili.

Avvertiamo un sottile dispiacere mentre lasciamo questo angolo di paradiso a notte inoltrata. L'impressione è quella di aver trovato un posto dove potersi rifugiare per ritrovare serenità, una piacevole freschezza, gustare cibi buoni e genuini e vini spettacolari in un'atmosfera semplice e naturale. Un'altro cartello ci saluta mentre ci allontaniamo: "all'agriturismo La Ca' c'è un tavolo per tutti, tanti tavoli per non lasciare nessuno escluso".